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CICLISMO – Da Leeds a Parigi: il film della 101ª Grande Boucle

CICLISMO – Da Leeds a Parigi: il film della 101ª Grande Boucle

Dopo 16 anni un Italiano torna a sfilare in giallo sugli Champs Elysees, traguardo finale dell’incredibile cavalcata del nostro Vincenzo Nibali.
Un tour insolito quello di quest’anno (101ª edizione) caratterizzato dal freddo e dall’inconsueta partenza in Gran Bretagna, forse anche per omaggiare chi la Grande Boucle l’ha vinta un anno fa e anche quest’anno parte con i favori del pronostico, vale a dire Chris Froome.

La prima tappa parla tedesco, come accadrà spesso durante la corsa (ben 7 successi) con Marcel Kittel vittorioso e prima maglia gialla, ma il giorno dopo a Sheffield, in quella che è stata ribattezzata la “piccola Liegi”, è già faccenda dei big di classifica con  Vincenzo Nibali che scatta a pochi metri dalla conclusione: tappa e maglia. Nell’ultimo giorno inglese è nuovamente Kittel a vincere in volata.
Per la quarta tappa il tour si sposta finalmente  in Francia ma in volata la musica non cambia: ancora una volta Marcel Kittel è davanti a tutti,; la supremazia del corridore della Giant-Shimano in volata è spaventosa ma forse “viziata” dal ritiro di Mark Cavendish nel primo giorno di Tour. Intanto lo slovacco Peter Sagan continua ad accumulare punti per la Maglia verde che riuscirà a portare a Parigi pur non trovando mai la vittoria.
La quinta tappa con arrivo ad Arenberg è ancora una sorta di classica per le sue nove frazioni in pavé tanto da essere stata rinominata la “piccola Roubaix”. Vince Laars Boom  ma subito dietro si piazzano Vincenzo Nibali (3º) e il fedelissimo Jacob Fuglsang (2º) con il siciliano che allunga di 2’37” sul principale avversario, Alberto Contador. Già, principale avversario, forse unico dato che il pavé dell’Arenberg, complice la pioggia, ha messo fuori gioco Chris Froome, ritiratosi alla terza caduta in tre giorni.
Nella tappa successiva ancora volata e ancora Germania con André Greipel davanti a tutti, mentre il giorno seguente il Tour torna a parlare italiano con il successo di Matteo Trentin che si ripete dopo la vittoria dello scorso anno beffando Peter Sagan. Successivamente c’è spazio per le vittorie di Kadri a La Mauselaine e Tony Martin, dopo una lunga fuga da lontano, a Mulhouse, dove Vincenzo Nibali cede la maglia gialla al francese Gallopin.
Il giorno dopo un’altra giornata di maltempo costringe al ritiro Alberto Contador in seguito ad una brutta caduta che gli procura una micro frattura alla tibia, mentre Nibali vince quella che è stata definita dal direttore generale della Grande Boucle Prudhomme”la più dura tappa di mezza montagna mai vista al tour” : tappa e maglia bis.
Da qui in poi il siciliano dell’Astana controlla senza problemi e nelle due tappe successive vincono, in volata, l’ex maglia gialla Gallopin e Kristoff che si ripete dopo la Milano-Sanremo.

Nella tappa seguente il Tour si sposta sulle Alpi e sul traguardo di Chamrousse Vincenzo Nibali compie la terza meraviglia vincendo davanti a Rafal Majka è vedendo il crollo in classifica di quello che era il suo principale rivale, Richie Porte del team Sky. Nella frazione successiva ancora Alpi e ancora Nibali all’attacco: il siciliano arriverà secondo alle spalle di Majka, maglia a pois a Parigi. 
Dopo la frazione per velocisti di Nimes vinta da Kristoff, si arriva sui Pirenei dove il team Saxo Tinkoff si consola per il ritiro di Contador centrando altre due vittorie prestigiose con Rogers e nuovamente con Majka mentre Nibali allunga ulteriormente sui suoi inseguitori (Valverde, Pinot, Peraud ).
Nell’ultima tappa pirenaica  con arrivo ad Hatuacan Vincenzo Nibali completa il poker vincendo in maglia gialla davanti a Pinot e all’onnipresente Majka con Valverde che perde la terza posizione nella classifica generale: alle spalle dello ‘Squalo dello Stretto’ ci sono Pinot e Peraud.

Dopo le fatiche pirenaiche è Navardauskas ad imporsi nella tappa successiva sorprendendo i velocisti prima della lunghissima crono da Bergerac a Perigueux vinta dal campione del mondo Tony Martin. Peraud arriva 7° a 2’27” dal siluro tedesco e scavalca in classifica generale Pinot (12° a 3’12”) che mantiene però la maglia bianca di miglior giovane. Nibali (4°) incrementa a oltre 7 minuti su Peraud  quello che può tranquillamente essere definito un dominio
Ultimo atto della corsa è l’immancabile passerella di Parigi che vede trionfare nuovamente Marcel Kittel, al secondo successo consecutivo sotto l’arco di trionfo parigino; il Tour si chiude così come è iniziato, con Kittel davanti a tutti prima della premiazione che consegna Vincenzo Nibali all’Olimpo del ciclismo.

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Pietro Ruffelli

Ho 20 anni e studio scienze politiche. Vivo a Milano da sempre e da sempre amo lo sport in tutte le sue forme. Ma il cricket proprio non lo capisco