Che fine ha fatto Denny Kent? Dal titolo mondiale in Moto3 a…

CHE FINE HA FATTO DENNY KENT  Finalmente ci siamo. Riparte la nostra rubrica sugli sportivi a 360°, in particolar modo quelli di cui si sono perse le tracce con il tempo: ‘che fine ha fatto’. Ogni settimana, infatti, andremo alla ricerca di un atleta che nel bene o nel male ha lasciato il segno nel vasto quanto straordinario mondo dello sport; quest’oggi parleremo della storia di Danny Kent.

Kent: età

Danny Kent, nato a Chippenham in Inghilterra il 25 novembre 1993, è un pilota motociclistico britannico che negli anni, ha scritto una bella storia nel motomondiale; scopriamola insieme!

Kent: carriera

Nel 2010 il giovane Kent partecipa sia alla Red Bull Rookies Cup nella quale riesce a classificarsi secondo, sia al campionato spagnolo di velocità, dove però è meno incisivo e concluderà solo al 26° posto. Nello stesso anno, però, ha la grande opportunità di correre nel motomondiale, nella classe 125, sfruttando la wild card per il Gp di Silverstone, per lui ovviamente casalingo, che il britannico disputerà alla guida di una Honda RS125R.

Nel 2011 passa invece al Team Ajo dove salirà a bordo di una Aprilia RSA 125. Terminerà la stagione solamente 11° ma, comunque, con un quarto posto raggiunto a Jerez de la Frontera.

Il 2012 è l’anno zero della classe minore del motomondiale: da 125 arriverà a chiamarsi Moto3. Danny Kent. comunque, rimane nel solito team dell’anno precedente, guidando questa volta una KTM. Questa è una stagione di gran lunga migliore della precedente, come dimostrano le 2 vittorie conquistate in Giappone e Valencia, senza dimenticare il podio ad Assen e il 4° posto finale in classifica generale.

Nel 2013 passa in Moto2, dove pare essere pronto al grande passo della sua carriera, viene ingaggiato dalla Tech 3. Qui, però, fatica molto di più delle stagioni precedenti, complice una frattura della clavicola sinistra: terminerà la stagione soltanto al 22° posto.

La stagione successiva ritorna in Moto3 con una Husqvarna; conquisterà due podi che gli faranno raggiungere l’8° posizione nel mondiale.

Il 2015 è però, senza dubbio, la stagione migliore della sua storia da motociclista. Passa al team Leopard Racing e qui raggiune l’unico titolo mondiale della sua carriera grazie a 6 pole position, 6 vittorie e 3 piazzamenti sul podio. Una stagione che potrebbe far pensare a un notevole passo in avanti, ma così non è.

Nel 2016 torna in Moto2 sempre con il team Leopard, ma non va oltre il 22° posto. L’anno dopo termina la sua avventura nella classe intermedia dopo un divorzio anticipato con il team Kefler Racing dopo delle divergenze con la società. Durante la stagione, comunque, torna ancora una volta in Moto3 con il Team Ajo dove disputerà il Gp di Francia come wild card. In Moto2 corre un’altra gara per il Gp d’Italia  con una Kalex del team Garage Plus sostituendo l’infortunato Iker Lecuona. Tornerà nella classe cadetta del motomondiale per sostituire Niccolò Antonelli al Gp di Germania in una stagione, questo si, piena di cambiamenti ma che gli regalò davvero poche gioie sportive.

Nel 2018 ci riprova in Moto2 con la Speed Up, ma ancora una volta non concluderà la stagione e al Gp d’Aragona viene sostituito da Edgar Pons.

Finita la sua avventura fra i prototipi, Kent inizia una nuova avventura nel campionato britannico di Sbk e viene ingaggiato nel team Bike Devil Sweda MV Agusta.

A seguito della sua condanna in prigione però, avvenuta ad agosto dello stesso anno, il team lo sostituisce con James Ellison in una carriera fino a qui piena di alti e, soprattutto, bassi.

Che fine ha fatto Denny Kent?

Che fine ha fatto Danny Kent? Il britannico, come abbiamo detto, è stato condannato a rimanere in prigione. In base alle carte del processo, Kent avrebbe confermato il possesso di un coltello. In particolare il pilota britannico, per voce del suo legale Howard Ogden, sarebbe intervenuto in una rissa solo vedendo suo fratello a terra nella colluttazione con un 63enne. Questo episodio, in particolare il possesso di un coltello in un luogo pubblico, ha comportato la sentenza del tribunale di Cheltenham con lo stesso Kent condannato a 4 mesi di prigione, ma con la pena sospesa per un anno. Insomma, da una carriera più che promettente al disastro più totale…

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