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SERIE A – Il primo (amaro) ballo delle debuttanti: pregi e difetti di Carpi e Frosinone

SERIE A – Il primo (amaro) ballo delle debuttanti: pregi e difetti di Carpi e Frosinone

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Ieri sera ha riso solo Claudio Lotito. La voglia di A non è bastata a Carpi e Frosinone, che hanno dovuto soccombere rispettivamente contro Sampdoria e Torino bagnando così con una sconfitta lo storico debutto nella massima categoria. A nulla sono bastati l’incitamento dei tifosi e della stampa: le squadre di Castori e Stellone giacciono dopo la prima giornata sul fondo della graduatoria – alla pari, tanto per sdrammatizzare un po’, di Juventus, Milan e Napoli -, e dovranno cambiare qualcosa se vorranno muovere la loro classifica nelle prossime giornate. Già… Ma cosa? Cerchiamo di capirlo passando rapidamente in rassegna le loro prestazioni.

Il Carpi ha approcciato la sfida con la Sampdoria con un atteggiamento decisamente troppo sbadato per la categoria. Come ironizzava qualcuno ieri sera, nei primi trenta minuti la squadra emiliana ha pressato quella ligure nella propria area di rigore, conedendo spazi sterminati a due velocisti come Muriel e Eder che hanno ringraziato e colpito a più non posso. Alle responsabilità della retroguardia biancorossa e a quelle di un centrocampo troppo leggero per supportarla vanno aggiunte le colpe dell’estremo difensore Zeljko Brkic, non certo una garanzia, che al debutto con la nuova maglia non ha brillato né ha contribuito a rendere il passivo meno pesante. Passata la prima, imbarazzante mezz’ora, complice anche un evidente quanto comprensibile calo fisico della Samp, il Carpi ha saputo riorganizzarsi e iniziare una nuova partita, più accorta, nella quale ha trovato la via della rete per due volte in un’ora e spesso impensierito la difesa blucerchiata con intriganti inserimenti. A cosa dobbiamo credere? Alla squadra svagata e fuori luogo dell’avvio di partita o a quella meglio messa in campo sosituitasi alla prima sul 5-0? Le prossime giornate sapranno dirci di più.

Diverso il discorso riguardante il Frosinone. La compagine di Roberto Stellone, alla terza stagione sulla panchina gialloblu, è scesa in campo con il piglio giusto spinta anche dall’entusiasmo dei propri tifosi più volte rimarcato dal tecnico avversario Giampiero Ventura nella conferenza stampa di fine gara. Dopo sette minuti si è inaspettatamente trovata in vantaggio grazie ad un bel gol di Soddimo, e per tutta la prima frazione di gioco ha legittimato il vantaggio andando anche vicina al colpo del 2-0. Quindi, nella ripresa, ha subito il rientro di un Toro più spigliato e forse più in palla anche sul piano fisico, incassando due reti evitabili e vedendo così sfumare il sogno di bagnare lo storico debutto nella massima serie con una vittoria. I ciociari hanno evidenziato evidenti limiti caratteriali ma anche un tasso tecnico adatto alla categoria, hanno dimostrato di non essere ancora al 100% ma di potersela giocare con orgoglio contro avversari più rinomati di loro e di avere un’idea di gioco ben precisa. Ieri sera è andata male, ma già domenica prossima con l’Atalanta – sconfitta ieri sera all’ultimo respiro dall’Inter di Roberto Mancini al termine di una sfida in cui ha però onestamente prodotto pochino – il vento potrebbe cambiare…

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Andonio Gonde

Profilo ironico sull'ex allenatore del Bari Antonio Conte. Non c'è alcun intento di dileggio della persona, è solo satira calcistica.