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CARPI – La parabola di Fabrizio Castori: perchè il brusco avvio non lo spaventa

CARPI – La parabola di Fabrizio Castori: perchè il brusco avvio non lo spaventa

Fabrizio Castori, la Serie A, se la è meritata in oltre vent’anni di onorata carriera nelle categorie minori. Partito nel lontano 1991 da Monte Urano (Marche) e dall’Eccellenza, il tecnico di San Severino ha sperimentato nelle prime esperienze da allenatore tornei dilettantistici e poco nobili Serie C2, riuscendo ad approdare in B solo nel 2004 alla guida del Cesena. Una volta tra i cadetti, l’attuale allenatore del Carpi non è più tornato indietro: si è seduto con alterna fortuna sulle panchine di Salernitana, Piacenza, Ascoli, Varese e Reggina, ha ricevuto elogi ed esoneri, ha conquistato gli addetti ai lavori con il suo temperamento ma spesso non è riuscito a legare con la piazza per via del suo carattere forse troppo schivo.

La gavetta e gli esperimenti che ne hanno segnato la carriera fanno ad ogni modo – e a dispetto di alcuni risultati non esaltanti – di Castori uno dei più esperti e rispettati maestri di calcio di provincia del nostro Paese. Lui, modesto, non fesso, ne è consapevole: all’indomani della promozione in Serie A con il Carpi dello scorso aprile, a chi gli chiedeva se sarebbe stato il tecnico dei biancorossi anche in quella che si annunciava come la più importante stagione sportiva della loro storia, rispondeva: “Non penso a quello che sarà al termine del campionato, ora sono concentrato solo su questo risultato. Con il club, per pudore, non abbiamo ancora parlato del futuro: io penso però di essermi meritato la Serie A sul campo. Ho vinto quasi tutti i campionati minori, iniziando dalla seconda categoria: mi sono guadagnato tutto quello che ho avuto con il sudore della fronte“.

A dispetto dell’immagine che si porta appresso e che abbiamo fino ad ora esaltato, tuttavia, Fabrizio Castori non è mai stato un tipo tranquillo. Solo pochi giorni fa non si è fatto problemi, in occasione dell’amichevole poi vinta in rimota dal suo Carpi contro il ben più rinomato Shaktar, a ‘invitare’ il tecnico avversario Mircea Lucescu a recarsi in luoghi ben poco piacevoli accompagnando la poco gentile richiesta con plateali gesti con le mani. Ma tutto ciò non è niente se paragonato a quando nel 2003, da allenatore del Cesena, perse le staffe durante una finale playoff col Lumezzane e si rese protagonista di una delle più folli, insensate e clamorose risse della storia recente del nostro calcio, che gli costò la bellezza di tre anni di squalifica. L’episodio segnò Castori e la sua carriera nel profondo: per le successive due stagioni, il tecnico marchigiano dovette essere affiancato ad un allenatore facente funzione – Massimo Gadda – e non potè sedere in panchina, fatto che ne limitò non poco le possibilità di ascesa. Più avanti, il mister di San Severino Marche, nel ricordare quell’assurdo episodio in un’intervista, disse di avere “un fratello gemello che mi fa disperare. A dire il vero, ha preso il mio posto in panchina una sola volta, in quel Lumezzane-Cesena che so che molti ricordano. È una pagina che però dopo oltre dieci anni vorrei dimenticare, anche perché nella mia carriera così come ho gioito per i successi, ho anche pagato (e pesantemente) i miei errori. Tutto, cose belle e cose brutte, fa parte delle esperienze che mi hanno formato come uomo e come allenatore“.

L’avvio di stagione del suo Carpi non è stato dei migliori. Il 5-2 rimediato nella trasferta di Genova con la Sampdoria frutto principalmente di una prima mezz’ora di gioco in cui i biancorossi hanno a detta di molti ‘pressato i blucerchiati nella loro area‘ e l’1-2 subito in casa dall’Inter di Roberto Mancini – il quale non ha comunque perso l’occasione per elogiare nel pre e nel post gara le sue qualità – hanno relegato la simpatica matricola emiliana all’ultimo posto della graduatoria, e al rientro dalla pausa per le Nazionali l’impatto sarà tutt’altro che semplice – c’è il Palermo alla Favorita.
Dopo ventiquattro stagioni spese a barcamenarsi tra una panchina e l’altra, tuttavia, Fabrizio Castori ha imparato a non sfiduciarsi e a continuare a lavorare a testa bassa per porre rimedio anche al peggiore dei momenti. Le voci di esonero non lo toccano, l’obiettivo è metterle a tacere con i risultati.
Dopotutto, un anno fa, il suo Carpi iniziò la Serie B con un deludente pareggio in casa contro il Livorno. Sappiamo tutti come è andata a finire…

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Andonio Gonde

Profilo ironico sull'ex allenatore del Bari Antonio Conte. Non c'è alcun intento di dileggio della persona, è solo satira calcistica.