Da sabato sera Gennaro De Tommaso, per tutti Genny ‘a carogna, è diventato un personaggio pubblico dopo essersi erto a simbolo della rivolta partenopea prima della finale di Coppa Italia.
Oggi è arrivata la condanna, nell’aria da giorni, del Daspo rifilato al capo-utlras. Dunque De Tommaso non potrà entrare negli stadi per 5 anni e, inoltre, il Ministro degli Interni Alfano ha notificato la denuncia per istigazione a delinquere nei confronti dello stesso soggetto.
Il campano non è nuovo a questo tipo di sanzioni essendo già la terza interdizione dagli impianti: nel 2001 fu la la Questura di Napoli ad emettere il verdetto seguita nel 2008 dal questore di Siena, anche se quest’ultimo Daspo fu successivamente revocato.
Sulle balaustre divisorie, insieme a Genny ‘a Carogna, vi era anche Massimiliano Mantice anche egli punito con un allontanamento provvisorio di 3 anni.
L’indignazione popolare suscitata in questi giorni, evidentemente, non ha mosso la giustizia all’interno degli stadi e sorge spontaneo il dilemma se dopo tre Daspo non sia il caso di allontanare definitivamente l’individuo dall’impianto sportivo; non sarebbe un castigo severo ma, semplicemente, lo stesso metro usato nel resto d’Europa.









