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Calcio, 120 anni fa nasceva il Milan: fra storie e ricordi, ecco perché i rossoneri hanno il dovere di rinascere

Calcio, 120 anni fa nasceva il Milan: fra storie e ricordi, ecco perché i rossoneri hanno il dovere di rinascere

CALCIO 120 ANNI DI MILAN/

“Saremo una squadra di diavoli. I nostri colori saranno il rosso come il fuoco e il nero come la paura che incuteremo agli avversari!”.

Così, il 14 dicembre 1899, inizia la storia del Milan, club che di ricordi ne ha in quantità, nonostante le tante difficoltà riscontrate nell’ultimo periodo sportivo, ma anche societario; adesso, però, entriamo dentro questo racconto speciale, ma avvertiamo: le emozioni non mancheranno!

Milan, gli esordi:

Il Milan nacque grazie ad un gruppo di inglesi e italiani che, riuniti all’hotel Du Nord e des Anglais, decisero di creare il club italiano. Di questo speciale avvenimento diede la notizia la Gazzetta dello Sport il 15 o il 18 dicembre, anche se la nota ufficiale della società milanese è datata 16 dicembre 1899. Rimane, quindi, questo particolare a lasciare una sorta di dubbio sull’avvenimento.

L’esordio del club, comunque, non fu dei più felici, considerando il 3-0 subito contro il Torino nella semifinale di campionato del 15 aprile 1900. I rossoneri si rifecere la stagione seguente divenendo campionei d’Italia per la prima volta, ripetendosi nelle stagioni 1906 e 1907. Nonostante i primi grandi successi, comunque, qualcosa cambia. Nel 1908 un gruppo di azionisti si separa dai rossoneri e fonda così un’altra società di calcio: l’FC Internazionale di Milano.

Nonostante la “separazione in casa” i diavoli sfiorarono due scudetti nel 1910-11 e 1911-12. Nel 1926 venne inaugurato lo stadio San Siro, fatto costruire dal presidente Piero Pirelli, struttura che fino al 1947 ospitò esclusivamente i diavoli. Nel ventennio fra la prima e la seconda guerra mondiale, il Milan fu povero di successi, situazione che non cambiò nemmeno negli anni ’40.

Milan, gli anni ’50-’60

Negli anni ’50 le cose furono finalmente diverse. Dopo 40 anni di attesa, il club di Milano torna ad essere campione d’Italia conquistando il quarto successo nella stagione 1950-51. Negli anni successivi, ai rossoneri si unirono grandissimi campioni come Schiaffino Bagnoli, Luigi Radice e Cesare Maldini, che furono fra i protagonisti di altri tre scudetti conquistati. Nel 1958 proprio il club milanese partecipò alla prima finale di Coppa dei Campioni, poi rinominata Champions League, della propria storia, persa però 3-2 contro i Blancos del Real Madrid. Nel 1961-62, sotto la guida tecnica di Nereo Rocco, arrivò l’ottavo trionfo nazionale, grazie anche al bomber José Altafini e Cesare Maldini in campo. Il club conquistò anche la prima Coppa dei Campioni in quella stessa stagione grazie a una doppietta di Altafini in quel di Wembley: Cesare Maldini, peraltro, fu il primo capitano rossonero ad alzare quel trofeo tanto prestigioso. La coppa Intercontinentale, attuale Mondiale per Club, non arrivò grazie al Santos di Pelé che riuscì nell’impresa di fermare il club italiano.

Dopo alcune stagioni decisamente avare di successi, nel 1967-68 arrivò il nono scudetto e nella stagione successiva la seconda Coppa dei Campioni della storia milanista. E finalmente arrivò il successo anche nell’Intercontinentale, contro gli argentini dell’Estudiantes.

Milan, gli anni ’70-’80

Gli anni settanta iniziano con due trionfi in Coppa Italia, vinta nelle stagioni 1971-72 e 1972-73. Nel 1978-79 arriva il 10° successo in campionato.

Gli anni ’80 si aprirono con la prima retrocessione in Serie B e la radiazione del presidente Felice Colombo, a seguito dello scandalo del Totonero. Successivamente, dopo la vittoria del campionato cadetto nel 1980-81 e il ritorno in Serie A davvero amaro, arrivò anche la seconda retrocessione, subita questa volta sul campo. Dopo stagioni difficili e al limite della decenza per un club come il Milan, il 20 febbraio 1986 la squadra rossonera viene rilevata da Silvio Berlusconi che ne divenne il presidente.

Eliminato il deficit economico, il Milan tornò ad avere grandi calciatori in squadra, grazie ad una campagna acquisti degna del blasone rossonero: Roberto Donadoni, Dario Bonetti, Giuseppe Galderisi, Daniele Massaro e Giovanni Galli vennero acquistati solo nel 1986. Nel 1987, venne ingaggiato Arrigo Sacchi alla guida tecnica, mentre nel frattempo arrivarono a Milano anche Marco van Basten e Ruud Gullit, il pallone d’oro di quella stessa stagione. In tre anni, il Milan tornò davvero grande, riuscendo a vincere due Coppe dei Campioni, due coppe Intercontinentali e una Supercoppa Italiana. Inoltre, i rossoneri allenati da Sacchi rivoluzionarono il calcio, sia nella pratica che nella teoria di pensare questo meraviglioso sport, arrivando ad essere considerati dalla UEFA il più grande club di sempre.

Milan, dagli anni ’90 ad oggi

I successi in campo internazionale del Milan di Sacchi si interruppero nel 1991, con il mister che venne sostituito da Fabio Capello. Nel 1991-92, i rossoneri vinsero il campionato senza subire sconfitte, divenendo il primo club di Serie A a riuscire nell’impresa, e ripetendo il successo nazionale la stagione dopo, con l’aggiunta della Supercoppa Italiana.

L’annata 1993-94, poi, fu a dir poco storica: oltre al campionato, arrivò anche la nuova Champions League, in una delle più grandi imprese che nel calcio si possa ricordare: un 4-0 contro il Barcellona in finale nonostante le assenze di Franco Baresi e Alessandro Costacurta; sempre in quel 1994 arrivarono anche la Supercoppa Italiana e quella UEFA. Nel 1995-96 arrivò anche l’ultimo successo dell’era Capello, con un altro scudetto.

Dopo anni di insuccessi e grandi delusioni, con l’arrivo sulla panchina rossonera di Carlo Ancelotti, il Milan aprí un nuovo, straordinario ciclo vincente. Nel 2003 i diavoli tornarono campioni d’Europa, nella finale di Manchester e ai rigori battendo i rivali storici della Juventus. Tre giorni dopo, in finale contro la Roma, il Milan conquistò anche la Coppa Italia. Nel 2003-04 i rossoneri vinsero pure il 17° scudetto, trionfo che si unì alla Supercoppa europea vinta contro il Porto dello ‘special one’: José Mourinho.

Nel 2004-05 arrivò invece la beffa europea contro il Liverpool in finale di Champions League, che dopo lo 0-3 del primo tempo rimontò i rossoneri fino ad un clamoroso pari: alla fine vinsero i Reds ai rigori. Nel 2005-06 il Milan fu coinvolto nello scandalo Calciopoli, venendo così penalizzato di 30 punti che lo relegarono al terzo posto finale, insieme ad altri 8 da scontare nella stagione successiva. E proprio nell’anno successivo, arrivò una rivincita dal sapore dolcissimo, sempre in finale di Champions League, sempre contro il Liverpool, in un incontro con il destino davvero avvincente: la decise Filippo Inzaghi con due reti, e così il Milan divenne per la settima volta campione d’Europa, oltre a vincere la Supercoppa europea e il Mondiale per club.

Nell’estate del 2010 arriva alla guida tecnica Massimiliano Allegri, che portò i suoi calciatori a vincere il diciottesimo scudetto della storia rossonera, oltre alla Supercoppa italiana contro i rivali di sempre dell’Inter. Nel 2014 Allegri viene esonerato e, al suo posto, vengono nominati allenatori del club, prima Filippo Inzaghi, poi Siniša Mihajlović e infine Cristian Brocchi, in un periodo decisamente poco felice per la società rossonera. Nel dicembre 2016, sotto la guida di Vincenzo Montella, arriva la settima Supercoppa nazionale, oltre all’ultimo trofeo, ad oggi, dei rossoneri. Il 13 aprile 2016 viene ufficializzata la cessione della società a Li Yonghong, anche se la gestione dura circa un anno, fino a quando al posto del presidente orientale subentra il fondo Eliott che nomina come presidente Palo Scaroni.

Milan, devi rialzarti: questo diavolo non fa più paura

Storia, tanta, e ricordi indimenticabili per ogni fan del Milan. Ma non basta più. No, perché questo diavolo non fa più paura, nemmeno lontanamente. Non preoccupa le grandi rivali di un tempo e non rasserena nemmeno i propri sostenitori, che meriterebbero senz’altro di più. Ma tempi bui per i rossoneri ci sono già stati? Sì, eccome. E proprio perché il Milan sa cosa significa cadere, si deve rialzare. Deve, si. Perché le rivalità sono il sale dello sport e il calcio italiano ed internazionale, del Milan ne ha bisogno eccome.

Tocca reagire al più presto, dunque, al terremoto che negli ultimi anni ha coinvolto Milanello. Ma non preoccupatevi: chi prova sulla propria pelle cosa significa stare all’inferno, non deve temere niente, perché un modo per risalire lo trova sempre.

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Christian Camberini