È finito da pochi minuti il posticipo della 31esima giornata del campionato di Serie B. A sorpresa, il Perugia ha espugnato il Sant’Elia. Una vittoria che, fino al novantesimo sembrava un sogno, reso possibile dal gol di Prcic alla metà della prima frazione. Vittoria che, nei minuti di recupero del secondo tempo, è diventata realtà, grazie al gol di Milos.
Il primo a presentarsi in sala stampa è Pierpaolo Bisoli, visibilmente soddisfatto. Per l’ex capitano e allenatore del Cagliari è stata una serata da sogno. Confessa che l’affetto della gente di Cagliari fa sempre piacere, “anche se, appena sono entrato in campo, ho dovuto pensare solo al mio Perugia”.
L’allenatore dei grifoni è consapevole di essere in un buon momento di forma, nonostante la situazione di emergenza. “Queste tre vittorie sono l’emblema di una squadra che ha voglia di togliersi dalla zona rossa”. Continua Bisoli, ribadendo che oggi il Perugia ha disputato una grande partita, giocando da squadra con un’ottima organizzazione di gioco. Quanto gli si domanda se oggi il fattore fortuna abbia aiutato la sua squadra, egli risponde categoricamente di no, affermando che “è stato tutto, fuorché fortuna. Non necessariamente, nel calcio, vince la squadra più forte. A vincere, a mio parere, è la squadra più propositiva. Oggi il Cagliari non meritava di vincere. Nel secondo tempo, il nostro portiere non ha fatto neanche un tiro in porta. In ogni caso, penso che siano stati più determinanti i meriti nostri di quanto lo siano stati i demeriti del Cagliari”.
Bisoli, tuttavia, non ha dubbi: “Il Cagliari arriverà sicuramente primo. Il periodo di leggera flessione capita a tutti. È capitato anche alla Juve, è capitato anche a me col Cesena ed è normale che anche il Cagliari passi attraverso una piccola crisi”.
COSA CAMBIA ADESSO PER IL PERUGIA? “Io alzo sempre l’asticella. Dobbiamo sempre dare il massimo. Ora abbiamo dato una bella accelerata per evitare i play out, ma, allo stesso tempo, adesso iniziamo a vedere da vicino i play off“.
In casa Perugia si ragiona partita per partita. Rastelli, invece, appare deluso e preoccupato per l’innegabile crisi del Cagliari, ma, comunque, sereno. Le sue prime parole hanno un’impronta estremamente positiva: “ Abbiamo giocato il miglior primo tempo del girone di ritorno, per intensità, occasioni e concentrazione. Paradossalmente, proprio quando stavamo giocando bene, abbiamo preso gol e siamo andati negli spogliatoi con un gol di svantaggio. Questo ci ha demoralizzato. Nel secondo tempo abbiamo perso lucidità, facendo tutto con fretta, senza grandi idee e in maniera confusionaria”.

Il mister dei rossoblu non nasconde il momento difficile. “Adesso attraversiamo un momento delicato, ma sta a noi cercare di ricompattarci, cercando di ritrovare quella serenità cdi cui abbiamo bisogno.” Certamente si è sentita particolarmente l’assenza di Di Gennaro: “Quando in un mese iniziano a mancare tanti giocatori, tra cui la mente della squadra (n.d.r., Di Gennaro), qualche complicazione, innegabilmente, sorge”.
Il vero problema del Cagliari è costituito dagli errori in difesa. Rastelli afferma che gli errori in difesa ci sono stati. Dovevamo fare più diagonali con i centrocampisti e fare un pressing più intelligente. Una cosa, tuttavia, è innegabile: il Cagliari, una squadra talmente esperta, sta sentendo eccessivamente la pressione. Rastelli dà la sua lettura, spiegando come sia normale che, quando tutti sono a disposizione, la squadra è più tranquilla, perché ognuno ha un giusto carico di responsabilità. Quando, invece, ci sono molte defezioni, alcuni giocatori devono accollarsi una fetta molta più grande di responsabilità e questo può diventa controproducente. Domani il Cagliari va in ritiro e dove l’allenatore curerà, soprattutto, l’aspetto psicologico, “perché questo è il profilo che fa la differenza”.









