CAGLIARI – Diego Godin: “Qui per crescere. La Sardegna è stata anche una scelta di cuore”

A Cagliari è ormai tempo di festa. I tifosi rossoblu non vedono l’ora di vedere il prossimo turno di campionato. Il motivo? Semplice, nella prossima giornata Diego Godin esordirà come nuovo giocatore del Cagliari. Un colpo di grande classe di Tommaso Giulini, capace di inserirsi in uno spiraglio e convincere l’uruguaiano a sposare il progetto del club sardo. Un contratto della durata di tre anni, un matrimonio che permetterà a Di Francesco di aggiungere un’importante tassello al reparto difensivo.

Quest’oggi, 30 settembre 2020, verrà ricordato come il giorno della presentazione alla stampa ed ai tifosi. Un grande evento, che ha visto prima la conferenza stampa (sempre sul terreno di gioco) e poi l’incontro con 1000 tifosi rossoblu. E’ tutto pronto quindi per il Godin Day, il 23esimo uruguaiano che vestirà la maglia del Cagliari Calcio. Con lui ovviamente il presidente Tommaso Giulini.

Queste le parole del neo numero due del Cagliari:

“Ho scelto Cagliari perché è una squadra che mi piace. Ho scelto anche con il cuore, mia moglie è nata qui, mio suocero ha giocato qui. Mi hanno parlato bene della società, è una società in crescita, una squadra giovane che ben vuole fare. Di Francesco è un ottimo allenatore, ho parlato anche con lui, ha ottime idee. Pepe è stato il primo che mi ha parlato di Cagliari, lui ha un ricordo bellissimo, a Dicembre già mi parlava del Cagliari, diceva sempre che io avrei potuto giocare qui stando bene sia dal lato calcistico che umano. Ho parlato anche con Barella e Nainggolan su Cagliari, Nandez invece mi chiamava tutti i giorni, dicendomi che mi aspettavano con tanta ansia.
Per me ogni giorno, in ogni squadra in cui ho giocato, cerco di imparare da tutti per crescere. Io sono venuto qui con la voglia di aiutare la squadra, i compagni, tramite la mia esperienza ma sono qui anche per imparare.”

Sul suo passato in nerazzurro: ” Ho giocato sempre una forma diversa del calcio italiano, soprattutto di quello che voleva Conte. Ho fatto quindi fatica a capire la tattica che voleva il mister. Ho capito tutto verso la fine e infatti ho iniziato a giocare bene verso la fine. Abbiamo trovato la finale di Europa League, un secondo posto in campionato. Alla fine penso di aver tirato fuori il meglio delle mie caratteristiche. Anche Pepe Herrera me lo diceva, il calcio in Italia e più difficile di quello spagnolo e serve tempo per capirlo. Dovremo lavorare sodo, non dico faremo e arriveremo, dico solo che darò il massimo, mi metterò a disposizione del mister e lavorerò cercando veramente di imparare da tutti e dando il mio contributo. Sono venuto qui per giocare, per sentirmi importante e per andare a giocare il prossimo mondiale. Sicuramente il Cagliari mi aiuterà ad arrivare a ciò”

Il difensore conclude: “Con l’Atalanta cercheremo punti importanti, se giocherò non dipenderà da me ma dal mister. Io mi farò trovare disponibile e coglierò ogni possibilità che mi sarà data. Per me è importante avere compagni dell’Uruguay, mi hanno aiutato tanto, sia per prendere questa decisione e sia per ambientarmi qui. Spero che arrivi anche Radja, un ragazzo che qui a Cagliari vogliono tutti. Lo voglio anche io qua, speriamo arrivi. Ripeto, la scelta di Cagliari è fatta anche con il cuore. Mia moglie è nata qui, penso che mi sentirò bene qui, come se fossi a casa mia.”