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BOXE – Marsili si racconta in esclusiva: “Sogno il mondiale a coronare i miei sacrifici”

BOXE – Marsili si racconta in esclusiva: “Sogno il mondiale a coronare i miei sacrifici”

La nostra redazione ha sentito, in esclusiva, Emiliano Marsili. Ecco le parole, di un’icona del pugilato italiano, sulla F.P.I. e sul suo futuro.

Emiliano Marsili, da dove nasce il tuo amore per il pugilato?

“E’ un amore che arriva da lontano. Fin da quando ero bambino mi affascinavano la disciplina, la tecnica, l’educazione che ci vogliono per praticare la nobile arte. In più, la boxe è uno strumento di auto difesa e di miglioramento personale. Guardavo i match di Tyson e mi convincevo sempre di più che il pugilato fosse la mia strada“.

Causa un problema fisico, a giugno 2016 hai rinunciato al Mondiale ad interim, a quando l’opportunità di rifarti?

“Stiamo lavorando per il mondiale. Ci spero molto, credo di meritare questa chance a coronamento dei miei sogni e dei miei sacrifici“.

Dopo le grane del passato, come è oggi il tuo rapporto con la F.P.I?

“Devo essere sincero, il mio rapporto con il presidente Brasca è ottimo. Ma il punto non è questo, è il pugilato italiano a non andare. Facendo la professione di pugile, oggi come oggi, non hai la garanzia di poter vivere senza affiancarci un altro lavoro. Io, ad esempio, lavoro con la compagnia Portuale di Civitavecchia, questo lavoro mi ha dato la possibilità di poter fare il pugilato, altrimenti sarebbe stata dura. Devo dire anche grazie al mio amico, Enrico Tantussi Country Manager di Econocom Italia, lui mi è stato molto vicino dandomi una grossa mano ad organizzare eventi, senza persone come lui non so se sarei riuscito ad andare avanti. Fare il professionista ad alti livelli è sempre dura, specie a quarant’anni; ci vuole uno staff che possa garantire un alto rendimento a questo livello: un medico, un fisioterapista e via dicendo, che ti seguano per tre mesi di preparazione. Le borse, sono inadeguate rispetto ai sacrifici che facciamo. La cosa davvero strana è che il pugilato piace eccome alla gente, abbiamo tantissimi appassionati, forse deve migliorare la comunicazione. Bisogna ricominciare ad entrare nelle case della gente, eccolo il nocciolo della questione pugilato, in un certo senso bisognerebbe tornare al passato, mettere il pugile al centro dell’attenzione, anche e sopratutto di quella mediatica“.

A febbraio le votazioni in F.P.I daranno il via ad un nuovo corso, cosa ti auspichi per il nostro movimento?

“Ci tengo a ripetere che non ho nulla contro Brasca, ma ho avuto la fortuna di conoscere Locatelli e Nodi, e sono certo si tratti delle persone giuste per rilanciare il nostro pugilato. Locatelli ha grandi capacità, umane e manageriali, è un’opportunità che dobbiamo cogliere“.

Cosa vuole fare Emiliano Marsili da “Grande”?

“Ancora 1 o 2 anni, il titolo mondiale, e poi penso sarà giunto il momento di scendere dal quadrato. Sia chiaro, il pugilato non lo lascio, sono già aspirante tecnico e presto voglio prendere la qualifica da tecnico. Il pugilato è la mia vita, sogno di collaborare con il mio maestro Mario Massai e il secondo Gino Lauro, e tirare su nuove leve di giovani pugili“.

La riproduzione, anche di parte dell’intervista, deve avvenire previa citazione della fonte.

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Gianmarco Blasi

Giornalista, giurista, appassionato di calcio e ciclismo, lucano al 100%.