Incredibile finale a Berlino, con il CSKA Mosca che si è dovuto conquistare il titolo due volte, subendo una rimonta fenomenale dal Fenerbahce nell’ultimo quarto. I turchi dopo 30 minuti erano sotto di 16, e vista l’inerzia del primo tempo, il finale punto a punto sembrava impossibile. Invece la squadra di coach Obradovic è stata capace di rimettere in discussione in pochi minuti un vantaggio costruito perfettamente dai russi, ed è andata vicina a regalare una grande beffa agli uomini di Itoudis.
Dopo un primo quarto di studio, in cui il Fenerbahce si è tenuto attaccato ai russi anche grazie ai canestri di Datome, nel secondo parziale c’è stata la fuga del CSKA, frutto di una grande difesa di Khryapa e Hines, con l’importante supporto di De Colo, mentre l’attacco era nelle mani del talento di Teodosic che ha mandato in piena confusione gli schemi dei turchi, per un gap che ha raggiunto il +20 prima dell’intervallo lungo (30-50).
Nella ripresa i gialloblu sono riusciti a fermare l’emorragia, cominciando a rendere meno fluido l’attacco del quintetto sovietico, e affidandosi in fase offensiva a giocate individuali come quelle di Sloukas o ai liberi di Antic. Per i russi, i falli sistematici fatti per mandare l’impreciso Vesely in lunetta si iniziano a far sentire sul pressing difensivo, ma nonostante ciò la distanza si riduce a soli 16 punti.
Nel quarto finale, però, succede l’impensabile. Bobby Dixon, dopo delle Final Four in secondo piano, si accende all’improvviso e infila canestri dall’alto coefficiente di difficoltà, Udoh riesce finalmente a svolgere al meglio il suo ruolo di centro e tra i giocatori del CSKA inizia ad instaurarsi la paura degli insuccessi delle ultime stagioni. Dopo tanti palloni persi malamente, Teodosic ha un nuovo lampo di genio e mette De Colo a tu per tu con il canestro ridando fiato ai russi. Ma il Fenerbahce ormai ci crede nella rimonta e sempre trainata da uno scatenato Dixon, si riporta in parità a quota 81 con l’ottavo punto consecutivo del fantasista americano a 40 secondi dal termine. I turchi si portano persino in vantaggio con i liberi di Sloukas, ma Khryapa si fa trovare pronto a rimbalzo sulla tripla sbagliata da De Colo e Udoh non riesce a trovare il fondo della retina negli 1,9 secondi rimanenti prima della fine del tempo regolamentare.
I ragazzi di coach Obradovic probabilmente pagano lo sforzo della rimonta e nell’overtime appaiono meno lucidi dei russi, che invece sembrano aver riacquistato forze e idee per riprendere in mano la partita. Teodosic e De Colo tornano a dare spettacolo e pur se il Fenerbahce non molla con le triple di Dixon e Datome, i russi chiudono in controllo, dando finalmente il via ai festeggiamenti.
La sfida finisce 101-96 e il CSKA vince la sua settima Eurolega a 8 anni dall’ultimo trionfo e dopo una serie di cocenti delusioni, come la rimonta subita nel 2012 contro l’Olympiakos, proprio di quel coach Obradovic che oggi ha rischiato di ripetere l’impresa. De Colo, top scorer con 22 punti, vince il premio di MVP delle Final Four dopo la nomina per la Regular Season.
Anche la sfida per il terzo posto se l’aggiudica una squadra russa, con il Lokomotiv Kuban che sale sul terzo gradino del podio. Il Baskonia si è dovuta arrendere soprattutto dopo un terzo quarto in cui è stato costretto a soli 11 punti realizzati contro i 21 del quintetto di Krasnodar, e nei 10 minuti conclusivi gli spagnoli hanno potuto fare poco davanti all’eccellente prova offensiva del trio Delaney-Broekhoff-Janning, che ha messo a referto 52 degli 85 punti finali.
Per il Laboral Kutxa grande prova di Adams, autore di 25 punti, ma stavolta sono mancati i canestri di Tillie, Hanga e soprattutto di Bourousis, con i tre giocatori di qualità del Baskonia che sono riusciti a infilare due soli canestri dal campo in 40 minuti. Questo terzo posto è il miglior risultato della squadra guidata da coach Bartzokas, seconda solo alla vittoria in Eurocup nel 2013.
Finale 1^ posto
CSKA Mosca – Fenerbahce 101-96 ot (De Colo 22 pt.; Dixon 17 pt.)
Finale 3^ posto
Laboral Kutxa Baskonia – Lokomotiv Kuban 75-85 (Adams 25 pt.; Broekhoff e Delaney 21 pt.)









