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ESCLUSIVA- Giro d’Italia 2016: Moreno Moser:”Con la condizione che avevo non cogliere la vittoria è stato un peccato. Rio? Ci credo”

ESCLUSIVA- Giro d’Italia 2016: Moreno Moser:”Con la condizione che avevo non cogliere la vittoria è stato un peccato. Rio? Ci credo”

Autore di un buonissimo Giro d’Italia, seppur abbia mancato la vittoria per un pelo, è stato Moreno Moser. Il corridore trentino ha raccontato ai nostri microfoni quelle che sono le sue valutazioni e le sue aspirazioni alla luce delle sue prestazioni nella “Corsa Rosa”.

Complimenti Moreno perché secondo me hai fatto davvero un bel Giro d’Italia. Al netto della vittoria mancata ad Arezzo dove feci terzo, e a Pinerolo dove hai chiuso secondo, ti ritieni soddisfatto del tuo Giro o era proprio la vittoria quello che cercavi?

“Mah si, in parte soddisfatto, comunque un Giro piuttosto positivo paragonandolo ai miei ultimi anni di carriera, però sicuramente con la condizione che avevo non cogliere la vittoria è stato un peccato”.

Ti ho visto molto migliorato oltre che a crono, come ci hai abituati negli ultimi tempi, anche in salita. Ti sei allenato specificatamente oppure sei andato forte anche in salita semplicemente grazie alla buona condizione?

“Credo di essere cresciuto in generale, non è che ho lavorato di più a cronometro o di più in salita, sinceramente non ho mai lavorato neanche a cronometro. Quindi sono solo cresciuto e maturato fisicamente dopo questi ultimi due- tre anni, e questa maturazione è quello che mi mancava”.

Alla luce di queste ultime prestazioni mi sembra che tu ricopra perfettamente l’identikit dell’uomo che cerca Cassani per l’Olimpiade di Rio. Tu credi di poter essere l’azzurro che corre a crono e che fa il gregario nelle prime fasi della corsa olimpica?

“Credo di sì, sicuramente. Credo che il momento decisivo per guadagnarsi il posto in nazionale sarà la cronometro del Campionato italiano e per fare questo mi toccherà tener duro dopo il Giro! Però l’opportunità di fare un’Olimpiade non capita sempre: è qualcosa che va al di là di tutto, al di là dei contratti, al di là di ogni cosa, quindi cercherò di fare uno sforzo”.

Hai 25 anni e mezzo e queste ultime stagioni non sono state positive dopo un inizio di carriera davvero roboante. Credi che questo Giro d’Italia ti possa essere servito per capire meglio che corridore vuoi essere in futuro e in quale direzione devi lavorare per alzare ancora un po’ l’asticella?

“Io credo di sì. Ciò di cui mi sono accorto quest’anno è che ho raggiunto molta costanza che era quello che mi mancava. Ho fatto anni che avevo giorni che facevo exploit, ma alternati da giorni di totale smarrimento. La costanza era proprio quello che mi mancava, nel senso che io il primo anno da pro’ ho vinto, ho vinto tanto, ma secondo me ho vinto di brillantezza, non tanto di fondo. Secondo me poi negli anni a seguire hanno chiesto un po’ troppo, più di quello che potevo. Però, come ho già detto, ora mi sento maturato fisicamente”.

Il motivo sta più nella preparazione atletica, che forse sei più tranquillo a livello personale, che ti trovi meglio con la squadra o cos’altro?

“Sì, ho cercato di cambiare mentalità, ho cercato di divertirmi e a volte addirittura di fregarmene. Anche in questo Giro è dall’inizio che dico ai miei compagni che sono qui per divertirmi. Ogni tanto andavo in fuga perché non sapevo cosa fare, solo per stare davanti o fare un’azione in discesa. Oltre a questo credo sia semplicemente un processo fisico che ti da quella maturità che ti possono portare solo due- tre anni di corse, di corse a tappe e di grandi giri”.

La redazione di LoSport24.com ci tiene a ringraziare l’ufficio stampa del Team Cannondale e Moreno Moser per la disponibilità mostrata. Facciamo loro i nostri migliori auguri.
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FrancoAceto