I Playoffs NBA sono carichi di emozione e sono in grado di tenere con il fiato sospeso i tifosi di mezzo mondo per due mesi. E’ da questi incontri, infatti, che uscirà la vincente che potrà alzare al cielo il Larry O’Brien.
Ma cosa sono i Playoffs NBA? Questi costituiscono la seconda parte del campionato NBA, dopo la Regular season o stagione regolare. Ai Playoffs accedono 16 squadre, le quali si scontrano in serie ad eliminazione al meglio delle 7 partite. Il vincitore finale guadagna il titolo di campione NBA.
Si tratta di uno degli eventi sportivi più seguiti e mediatici di sempre con un interesse pubblico altissimo, come ben narrato nell’intervista de L’Insider.
Come regolamento e modalità, i PlayOff rappresentano una rarità a livello del basket mondiale e non solo. Basti pensare che solo quest’evento, in quanto a marketing, diritti Tv e sponsorizzazioni, fattura quasi metà degli introiti totali fatti registrare in NBA.
Cerchiamo, quindi, di capirne qualcosa di più.
Chi accede ai PlayOff NBA
Ai Playoffs NBA accedono 16 squadre: otto della Eastern Conference e otto della Western Conference.
In ognuna delle due Conference le squadre vengono accoppiate in base al ranking finale della Regular season:
- la prima con la ottava
- la seconda con la settima
- la terza con la sesta
- la quarta con la quinta
I turni totali sono quattro ed ad ogni turno vengono dimezzate le squadre partecipanti. Nell’ordine sono: primo turno, semi-finali di Conference, finali di Conference, Finali NBA o The Finals. Oltre al Larry O’Brien Trophy, assegnato ai vincitori assoluti, esistono anche i trofei per la squadra vincitrice della propria Conference.
Formato
Ogni turno consiste in una serie al meglio delle 7 partite, con il “fattore campo” sempre a favore della squadra con record migliore nella stagione regolare.
Al turno successivo passa la prima formazione che riesce a raggiunge le 4 vittorie. Il formato è 2-2-1-1-1. Questo significa che le prime due partite vengono disputate in casa della squadra con posizione nel ranking migliore, altre due in casa di quella con il seed più basso ed infine (se necessario) una a testa fino alla settima partita. Si può quindi vincere e passare il turno con i seguenti risultati: 4-3, 4-2, 4-1 e 4-0. Quest’ultimo viene definito sweep dal momento che la formazione perdente viene simbolicamente spazzata via.
Cos’è l’upset?
Con questo termine viene indicata la vittoria della squadra considerata nettamente sfavorita. Nella fattispecie dei Playoffs NBA, si applica alla vittoria della squadra con un seed molto più basso dell’altra.
Dunque, i casi più eclatanti possono avvenire nel primo turno ovvero, come abbiamo visto, quando la squadra ottava nel ranking riesce a eliminare la prima. Non si tratta di un caso raro: negli ultimi anni è stata un’eventualità che si è ripetuta più volte.
Un altro caso raro è quello di una squadra in vantaggio per 3-1 la quale finisca poi per essere sconfitta 3-4. Questo significa dover perdere ben 3 partite consecutive che invece possono dare la vittoria.
Si tratta di un caso particolarmente raro, ancor più durante le Finals. Motivo per cui così tanto scalpore ha fatto il recupero di LeBron James e dei suoi Cleveland Cavaliers alle Finals 2016.
Toronto Raptors e Golden State Warriors
Quest’anno alle Finals di NBA sono giunte queste due formazioni con i Toronto Raptors alla prima finale NBA della loro storia ed i Golden State Warriors alla caccia di un successo che sancirebbe in definitiva la leggendaria cavalcata compiuta da una squadra con pochissime eguali negli oltre 70 anni di vita della Lega.
Si tratta di una sfida decisamente suggestiva, inedita e dalle mille storie. Uno scontro che arriva al termine di un mese e mezzo di sfide PlayOff di altissimo livello, con entrambe le squadre arrivate fin qui con una cavalcata ricca di complicazioni e imprevisti.
Nonostante questo, però, Golden State e Toronto hanno dimostrato di essere le due squadre più forti e complete dell’intera NBA e dunque meritevoli di godersi da protagoniste il momento più importante della stagione.












