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Crespo a 360°: “Mourinho pur di vincere venderebbe sua nonna. Quando ripenso ad Istanbul sto male. Su Balotelli e Ancelotti vi dico che…”

Crespo a 360°: “Mourinho pur di vincere venderebbe sua nonna. Quando ripenso ad Istanbul sto male. Su Balotelli e Ancelotti vi dico che…”

Crespo

Hernan Crespo: il bomber argentino si racconta davanti agli studenti dell’Università Cattolica di Milano

Oggi, all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, si è tenuto l’incontro “Il calcio va in Erasmus” promosso dall’ALMED (Alta scuola in media, comunicazione e spettacolo) per discutere sul giornalismo televisivo, in particolare riguardo i campionati esteri trasmessi in televisione. Ospite d’eccezione, l’ex calciatore e attuale commentatore di Fox Sports Hernan Crespo, che ha dialogato con il conduttore dello stesso canale Leo Di Bello e con due docenti a proposito della sua nuova esperienza, senza tralasciare però commenti e aneddoti sulla carriera che l’ha reso famoso.
Lo Sport 24 era presente all’evento e ha raccolto le dichiarazioni dell’ex attaccante, che si è rivelato un abile comunicatore, una persona squisita che ha saputo raccontare a 360° le sue esperienze e non solo, dando spunti e idee per poter far crescere l’ambiente calcistico in Italia.

Per iniziare, Leo Di Bello chiede al campione argentino di dare una spiegazione alla perdita del valore del calcio italiano negli ultimi anni e lui risponde così: “All’estero, in una società ognuno ha il suo ruolo e lo rispetta: i giocatore non parlano di mercato, i dirigenti non fanno i tifosi, tutto è molto chiaro e ordinato. E’ questo che manca al calcio italiano, oltre ai grandi giocatori, come Ronaldo, Messi e Iniesta che non vengono più a giocare in Italia, ma preferiscono i campionati stranieri. La differenza sta anche nei tifosi, che in Italia non sanno accettare un “no” alla richiesta di foto e autografi. All‘estero, questo non succede: un tuo rifiuto viene accettato senza che tu venga definitivo un montato o un cafone.”

Nella lunga carriera di Crespo, che in Italia ha giocato al Parma, alla Lazio, all’Inter e al Milan, sono stati molti gli allenatori con cui ha lavorato. Tra i migliori, Hernan ricorda in particolare José Mourinho. Queste le parole di Crespo sul suo ex allenatore: “Mourinho sapeva sempre cosa avrebbe detto nelle interviste, indipendentemente dalle domande che i giornalisti gli facevano. Ai giornalisti andava comunque bene, perché dava sempre il titolo da scrivere in prima pagina. Lui ha avuto la capacità di capire cosa vuol dire comunicare. Lui è avanti nel modo di comunicare: è il primo allenatore che si è presentato a Milano parlando perfettamente italiano, e dopo di lui gli altri hanno cominciato a farlo! Non c’è dubbio: è davvero uno special one!”

Hernan ricorda con piacere anche l’esperienza nell’altra squadra di Milano, il Milan di Ancelotti. Queste le parole dell’argentino sull’attuale tecnico del Real Madrid, messo a confronto con Josè Mourinho: “Ancelotti è più umano, più attento alla famiglia dei calciatori. Quando giocavamo l’anticipo del sabato, la domenica mattina invitava a Milanello tutte le famiglie. José invece è diverso, è una macchina per vincere: venderebbe sua nonna per vincere! (ride). Riesce a farti sentire il numero uno!.”

Visto da fuori il lavoro del calciatore sembra il più bello del mondo, ma Hernan ha da dire la sua anche su questo argomento:“ Va vissuta come una professione per chi è un addetto ai lavori. Incide anche la passione, ma è sempre lavoro! Un giocatore non deve essere guardato solo in relazioni ai soldi ma anche dal punto di vista umano. Quando ho cominciato ad essere popolare, non ero io ad essere cambiato, era il mondo intorno a me che aveva una visione diversa di me. E’ così con tutto. Per tutti ero “Crespo il calciatore”, non più “Hernan, marito e papà”.  In Italia è complicato, tutto quello che dici viene modificato in modo che faccia notizia. L’intervista per noi migliore è quella che non finisce in prima pagina, la cosiddetta intervista “0 a 0” in cui si dicono solo cose banali che non possono essere trasformate in polemica”.

Hernan Crespo è stato un grande attaccante, che ha lasciato il segno in tutte le squadre in cui ha giocato. Il ruolo del centravanti è uno dei più difficili perché “Quando arrivi in una nuova squadra e sei un attaccante gli altri centravanti già presenti in squadra ti guardano male, hanno paura che tu possa rubargli il posto. L’unico che non ha avuto nessuno tipo di problemi, si è mostrato subito amichevole e mi ha fatto sentire a mio agio fin dall’inizio è stato Christian Vieri” ha aggiunto l’ex calciatore.
Tra le squadre in cui ha giocato è compreso il Milan, che ora può contare su un altro giocatore che di sicuro verrà ricordato a lungo: Mario Balotelli. Non mancano le parole di Hernan anche in merito all’attaccante tanto discusso:“ Un calciatore deve avere 3 elementi fondamentali: gambe, cuore e testa. Balotelli ha il talento, ma avere tutte le attenzioni addosso non lo aiuta. Sei popolare: qualsiasi cosa tu faccia, viene vista da milioni di persone. Hai la pressione sempre addosso, sai che tutti stanno aspettando il tuo prossimo errore per giudicarti. Spesso chi ti guarda non si ricorda che sei una persona normale.”

Tra le domande del pubblico, costituito per la maggior parte da alunni della Cattolica, una nota dolente: la finale di Champions League a Istanbul, quando il Milan, in vantaggio 3-0 nel primo tempo (con una doppietta di Crespo, per altro) si fece rimontare nel secondo, per poi perdere ai rigori contro il Liverpool. Da protagonista qual’era in quella partita, Hernan la ricorda così: “Alla fine del primo tempo vincevamo 3-0 e avevo fatto due goal. Non ci credevo: ripensavo a tutta la mia vita fino a quel momento, ero davvero orgoglioso di essere stato all’altezza e decisivo in una partita così importante. Pregavo che nei secondi 45 minuti non succedesse niente e passassero velocemente, e invece è successo tutto in 6 minuti, non 45. Tutt’ora se ci ripenso ci sto male. Sul momento volevo smettere, non lo ritenevo giusto. Avevo dato il massimo, tutti i passaggi, dribbling e tiri mi venivano bene, non avevo da rimproverarmi niente e per questo è stato ancora più terribile.”

Crespo conclude raccontando il momento del suo addio al calcio giocato, ma è costretto a interrompersi perché la commozione gli ruba la parola. La voce tremante con cui ricomincia a parlare e con cui descrive le emozioni degli ultimi attimi con gli scarpini ai piedi toccano il cuore di tutti i presenti, indipendentemente dalla squadra tifata, e dimostrano il grande calciatore e il grande uomo che è Hernan Crespo.

 

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