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LegaBasket-Serie A: ecco i risultati della 22^giornata, rinascita Varese, colpaccio di Cantù, caduta libera per Reggio Emilia

LegaBasket-Serie A: ecco i risultati della 22^giornata, rinascita Varese, colpaccio di Cantù, caduta libera per Reggio Emilia

“Tutto scorre, inesorabilmente.”  (Eraclito)

Il campionato corre, senza soste ed impedimenti, suscitando quel filo di tensione, il quale, seppur sottile, inizia a gravare sulle sorti di ogni sodalizio. Siamo giunti, nel più classico “Amen”, al secondo giro di boa stagionale, quello maggiormente decisivo, nonché matrice discriminante in grado di delineare, in maniera embrionale, i tanto agognati verdetti. Le paludi della bassa classifica si stanno lentamente restringendo, attorno a due compagini: Pesaro e Cremona, formazioni maggiormente accreditate a disputare un duello per evitare l’oblio della “LegaDue“. Cantù, dopo aver riportato in panchina il sempreverde Carlo Recalcati, massimo conoscitore della tradizione cestistica brianzola, ha trovato due successi consecutivi, annichilendo prima Reggio Emilia nel catino del “PalaDesio“, poi, esprimendo una prova di maturità inaudita, Caserta a migliaia di chilometri dalle mura amiche. Medesimo discorso vale per Varese, acerrima (a dir poco) rivale dei bianco blu, la quale ha ottenuto, in termini di prontezza mentale e consapevolezza, una vittoria pachidermica nei confronti proprio di Pesaro.

BRESCIA-BRINDISI 81-91

(21-23;40-42;64-66;81-91)

La Leonessa non riesce a riscattare il passivo subito a Capo d’Orlando, cedendo lo scalpo, meritatamente, ad un’ Enel Brindisi maggiormente pragmatica e spietata nei momenti cruciali dell’incontro. Tuttavia i padroni di casa, rimaneggiati dall’importante assenza di Michele Vitali, sono apparsi stravolti ed affaticati, sopperendo ai viaggianti, non senza aver lottato, solo nell’ultimo quarto, quando le energie psicofisiche della truppa di Andrea Diana sono profondamente scemate. I viaggianti, dal canto loro, hanno disputato una gara eccellente dal punto di vista balistico, facendo registrare una percentuale del 46.9 % nel tiro dall’arco. Il Basket Brescia non è stato in grado di tamponare quest’emorragia, pur variando, nel corso dei 40 minuti diverse difese. Prestazioni notevoli da parte di Lee Moore e Phil Goss, una delle guardie più forti ed esperte del campionato.

Brescia: Moore 22 pt (2 r.); Moss 18 pt. (7 ass.)

Brindisi: Goss 25 pt.; M’Baye 21 pt. (3 r.)

REGGIO EMILIA-AVELLINO 89-90

(15-20;36-41;56-54;78-78) Suppl (89-90)

La perturbazione, che da un mese a questa parte ha attanagliato Piazza Prampolini, causando un calo drastico nel rendimento dei biancorossi non sembra attenuarsi. Attualmente, il sodalizio della presidentessa Licia Ferrarini rischia seriamente di essere escluso dalla corsa playoff. Il “lunch match”, aldilà di ogni singolo cavillo, ha offerto uno spettacolo frizzante agli appassionati della palla a spicchi, poichè caratterizzato da un gioco, sì, maschio, ma anche tecnico e ragionato. I Lupi hanno profondamente graffiato gli emiliani soprattutto nel pitturato, dove Kyrylo Fesenko ha dominato a livello atletico, creando grossi grattacapi a Riccardo Cervi ed a Jalen Reynolds. Pietro Aradori, artefice di una prova monstre, non è bastato ad una Pallacanestro Reggiana che ha smarrito, in primo luogo, l’amalgama di squadra, storica peculiarità della truppa di Max Menetti. Gli Irpini, invece, respirano nuovamente ossigeno e serenità, nonostante la pesante defezione di Joe Ragland.

Reggio Emilia: Aradori 31 pt. (9 r.); Cervi 20 pt. (6 r.)

Avellino: Thomas 24 pt. (5 r.); Fesenko 21 pt. (8 r.)

PISTOIA-VENEZIA 71-78

(17-19;41-36;58-64;71-78)

Sfida equilibrata giocata sul filo del rasoio quella andata in scena al “PalaCarrara“, dove la Reyer, non senza patemi, strappa due punti basilari in chiave playoff. L’inerzia della gara è stata perennemente in bilico, con gli ospitanti che, facendo leva sul calore del proprio pubblico, ha saputo incrinare il piano partita e la trama tattica della formazione di Walter De Raffaele, risolvendo la pratica solo negli ultimi 15 minuti. Tuttavia Pistoia ha peccato di brutalità nei frangenti maggiormente decisivi, anche se, bisogna prendere atto della crescita esponenziale, rispetto al girone d’andata, imbastita dagli uomini di Vincenzo Esposito. I lagunari hanno espresso un gioco poco convincente. Infatti il successo è stato agguantato solamente grazie ad un tasso tecnico più elevato presente tra le fila della “Serenissima“.

Pistoia: Roberts 15 pt. (6 r.); Petteway 13 pt.

Venezia: Filloy 20 pt. (3 ass.); Peric 19 pt. (5 r.)

CASERTA-CANTU’ 79-85

(10-21;29-33;57-57;79-85)

Stavolta il concetto biblico del “nessuno è profeta nella sua patria” non funziona minimamente. Nel dubbio, chiedete a Carlo Recalcati, il quale, nel giro di 20 giorni, è stato in grado di ridare dignità e gloria alla “Regina” della pallacanestro italiana, ereditando una situazione, sportivamente parlando, veramente drammatica. Il segreto? La ritrovata chimica di squadra, tralasciando alambicchi e frasi di circostanza, grazie ad un lavoro serio, programmatico e quotidiano sul parquet, in pieno stile “Charlie’s”, all’interno del quale l’umiltà recita un ruolo da protagonista. La Juve, dopo un girone d’andata ad alto livello, ha perso, letteralmente, la tramontana, suscitando grande risentimento nei confronti di una piazza dotata di un quoziente cestistisco elevato. L’arrivo a gennaio di Linton Johnson non ha dato i risultati sperati ad una Caserta sempre più dipendente da Edgar Sosa, mentre Marco Giuri, capitano dei campani, pare essere totalmente avulso dal gioco. Sandro Dell’Agnello non si capacità di tutto ciò, ma rimane palese il fatto che ora, la sua posizione, sia messa in discussione. JaJuan Johnson, vero fattore in campo tra i brianzoli.

Caserta: Diawara 24 pt. (7 r.); Sosa 20 pt. (3 ass.)

Cantù: Johnson 35 pt. (5 r.); Cournooh 16 pt. (7 r.)

VARESE-PESARO 93-78

(23-22;42-51;67-69;93-78)

La barca stava affondando, lenta e sorda nel suo struggente naufragare. L’equipaggio, però, avvertendo dei flebili segnali di vita, è riuscito ad evitare un tracollo che sarebbe potuto divenire la fonte di una tragedia. Varese con le unghie porta nel fienile lo scontro salvezza, sconfiggendo la Vuelle Pesaro, forse, ancora tramortita e confusa dall’esonero di Piero Bucchi, uomo passionale e genuino nei confronti del basketball. Eppure in alcuni casi bisognerebbe mettere da parte incongruenze e rancori personali al fine di salvare una realtà storica come Pesaro. Comunque i marchigiani hanno mostrato ancora la loro fragilità mentale, palesata in modo inequivocabile nell’ultimo quarto di gioco, quando la truppa di Spiro Leka, pur avendo in mano le sorti dell’incontro, subisce un parziale devastante di 26-9, che proietta i padroni di casa, guidati da Eric Maynor e Dominique Johnson ad un successo vitale.

Varese: Johnson 20 pt. (4 r.); Anosike 18 pt. (11 r.)

Pesaro: Jones 25 pt. (10 r.); Hazell 19 pt. (2 ass.) 

CREMONA-CAPO D’ORLANDO 82-86

(22-18;39-35;62-52:82-86)

Ennesima occasione fallita per Cremona, la quale, nemmeno tra le mura amiche riesce ad imporsi ai danni di una Capo d’Orlando mai doma. La formazione di Paolo Lepore non può far altro che recitare il “mea culpa”, dopo aver dissipato un vantaggio di 10 lunghezze, che, all’inizio dell’ultima frazione di gioco, pareva essere confortante. Merito degli ospiti, i quali hanno saputo mettere in campo la grinta giusta al momento maggiormente opportuno. Dominique Archie si dimostra nuovamente il trascinatore dei siciliani, incidendo pesantemente sull’esito della partita. Gennaro Di Carlo si dice soddisfatto, spendendo anche belle parole nei confronti di Tommaso Laquintana. Infatti, il regista di Monopoli ha trovato nell’Orlandina quel terreno fertile, nonché utile alla sua crescita tecnica e psicologica. La situazione, sotto il Torrazzo, ora è veramente complessa, le ottime prestazioni di Darius Johnson-Odom risultano quindi vane.

Cremona: Johnson-Odom 26 pt. (3 ass.); Mian 13 pt. (3 r.)

Capo d’Orlando: Archie 25 pt. (5 r.); Ivanovic 14 pt. (2 ass.)

SASSARI-MILANO 75-82 

(17-23;35-44;55-62;75-82)

Il “main event” non ha deluso le aspettative, la Dinamo, dal canto suo, ha fallito, per così dire, l’approccio mentale alla partita solo nell’affrontare il primo quarto. L’Olimpia Milano, complice l’ennesima serata disastrosamente fallimentare di Miroslav Raduljica (-5 di valutazione in 3 minuti di impiego), ha dovuto sudare le celebri sette camicie prima di infliggere la sconfitta alla truppa di Federico Pasquini. Ai sardi è mancata la continuità tattica per poter sperare di agguantare un successo prestigioso. Merito del triumvirato stelle e strisce composto da Jamel McLean, Ricky Hickman e Rakim Sanders. Buona gara tra le fila dei padroni di casa per Rok Stipcevic e Gani Lawal.

Sassari: Stipcevic 16 pt. (2 ass.); Lawal 13 pt. (8 r.)

Milano: Sanders 19 pt. (6 r.); McLean 17 pt. (7 r.)

TORINO-TRENTO 76-67

(22-16;41-37;56-50;76-67)

Chiude il programma della 22^giornata la Torino e Trento, di gran lunga la squadra maggiormente in forma del campionato. Tuttavia l’Aquila non riesce a spiccare il volo, all’interno di un “PalaRuffini” rovente. Agli uomini di Maurizio Buscaglia è mancata la notevole componente agonistica, marchio di fabbrica dei bianconeri. L’Aux è stata in grado di mantenere a debita distanza le incursioni dei viaggianti, limitando al meglio la produttività offensiva di Dominique Sutton e Devyn Marble, innescati flebilmente da Aaron Craft. Valerio Mazzola ed il solito Deron Washington hanno coperto in maniera esemplare il buco tecnico lasciato dall’importante assenza di DJ White, compiendo un egregio lavoro in termini di rimbalzi conquistati.

Torino: Washington 17 pt. (14 r.); Mazzola 17 pt. (6 r.)

Trento: Gomes 15 pt.; Baldi Rossi 12 pt. (6 r.)

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Alessio Sigalini

Giovane cronista, amante delle notti nebbiose bagnate dal vino, intende lo sport come una questione di rabbia e amore. Ama picchiare duro, soprattutto il grana sulla carbonara. Anche questa è vita.