Continua a sorprendere la trama, al quanto imprevedibile, della Serie A. Ogni domenica, infatti, la maggior parte dei pronostici viene smentita fragorosamente. Tuttavia una cosa è certa: il padrone del massimo campionato italiano è l’equilibrio, che anche nella giornata di ieri ha tenuto col fiato sospeso gli appassionati della palla a spicchi, per poi cedere in favore della compagine più determinata a conquistare i due punti, fondamentali in una classifica realmente corta e difficile.
CAPO D’ORLANDO-VENEZIA 90-82 (dopo un tempo supplementare)
(26-25;44-40;60-60;77-77;90-82)
L’Orlandina non smette di sorprendere. Nell’anticipo di mezzogiorno i siciliani conquistano il nobile scalpo della Reyer Venezia, una delle compagini, maggiormente accreditate, per recitare la parte di antagonista principale di Milano. Gli uomini di Gennaro Di Carlo hanno mostrato una grande maturità tattica e, soprattutto, una tenuta psicologica devastante, che ha consentito di loro di ottenere l’intera posta in palio. Infatti ai supplementari, i padroni di casa hanno più birra e la chiudono quasi subito. Sfortunati invece i lagunari, i quali tornano da una lunga trasferta con le ossa rotte. Tuttavia la squadra di Walter De Raffaele ha poco da recriminare, non è mai facile per nessuno imporre il proprio gioco a Capo d’Orlando, un giro a vuoto ci può stare. Venezia dovrà fare tesoro di questa battuta d’arresto per riscattarsi immediatamente in casa.
Capo d’Orlando: Delas 19 pt. (7 r.); Ivanovic 18 pt. (4 ass.)
Venezia: Peric 20 pt. (4 r.); Haynes 15 pt. (4 r.)
BRINDISI-PISTOIA 86-85
(23-20;37-45;63-64;86-85)
Reazione veramente magistrale per la truppa di Meo Sacchetti, in un attimo le pesanti critiche subite in settimana si sono sciolte come neve al sole. Merito della tenacia messa sul parquet contro un difficile cliente come Pistoia. I pugliesi riescono a ricucire la discrepanza di 8 punti, che li separava dagli ospiti a metà gara, grazia ad una prestazione eccezionale di Nic Moore. Il manipolo di Vincenzo Esposito non può far altro che recitare il “Mea Culpa” per le innumerevoli occasioni gettate, letteralmente, alle ortiche. Le partite fuori casa sono un vero e proprio problema per i biancorossi, i quali lontani dalle mura amiche faticano a fare il colpaccio.
Brindisi: Moore 24 pt. (5 ass.); Scott 17 pt. (5 r.)
Pistoia: Petteway 20 pt. (6 r); Lombardi 10 pt ( 4 r)
CREMONA-TRENTO 59-78
(9-21;24-38;46-55;59-78)
Torna a volare anche in trasferta l’Aquila di Maurizio Buscaglia, che,sotto l’ombra del Torrazzo, trova, contro una diretta concorrente, due punti di vitale importanza in chiave salvezza. Fondamentale il primo parziale di gara, dove Trento incanala l’equilibrio del match dalla sua parte, limitandosi, nel corso della partita, a gestire un corposo vantaggio. Gli uomini di Paolo Lepore pagano a caro prezzo l’assenza di un vero leader offensivo, nono stante Matt Carlino e Elston Turner, nel limite del possibile, abbiano disputato una partita dignitosa. Ancora molto sarà il lavoro da compiere in casa Vanoli, che, in concomitanza con il successo in trasferta di Varese, è ripiombata sul fondo della graduatoria.
Cremona: Turner 16 pt. (3 r.); Carlino 11 pt. (4 r.)
Trento: Gomes 15 pt. ( 8 r.); Hogue 14 pt. (9 r.)
CASERTA- VARESE 80-86
(21-28;43-47;62-66;80-86)
Successo insperato, voluto e ottenuto. Finalmente la squadra di Attilio Caja torna alla vittoria, battendo una quotata Caserta, reduce dal successo sul filo di lana di settimana scorsa a Reggio Emilia. Gli ospiti si dimostrano veramente tignosi e caldi sotto il punto di vista offensivo. I lombardi in settimana hanno lavorato duramente e di risultati in campo si sono visti. Proseguono nel frattempo gli alti e bassi dei bianconeri di Sandro Dell’Agnello, che non riescono a dare continuità al proprio gioco, alternando prestazioni buone a delusione cocenti, come in questo caso. Ai padroni di casa è mancato quel briciolo di cattiveria agonistica in grado di dare una scossa ad un groppo avvolto dal torpore, un vero peccato perdere le partite in tal maniera.
Caserta: Sosa 22 pt. (6 ass.); Putney 20 pt. (8 r.)
Varese: Johnson 26 pt (3 r.); Maynor 21 pt. (4 r.)
PESARO-TORINO 65-66
Sfida al cardiopalma quella andata in scena all’Adriatic Arena, dove la Fiat Torino tampona una Pesaro coriacea, bissando così il secondo successo consecutivo. Tuttavia la partita è stata molto combattuta, specialmente l’ultimo quarto, quando i padroni di casa, nonostante una clamorosa rimonta, riescano a farsi riprendere negli ultimi minuti. Merito di un Aux mai doma, capace di stare sempre sul pezzo per tutto l’arco della partita. Gli uomini di Frank Vitucci hanno saputo esprimere un gioco aggressivo, rispondendo colpo su colpo alle avanzate marchigiane. E’ crisi nera in casa Pesaro, adesso la situazione comincia a farsi veramente drammatica.
Pesaro: Jones 23 pt. (17 r.); Harrow 14 pt.
Torino: Wilson 20 pt. (3 r.); Washington 12 pt. (8 r.)
CANTU’-BRESCIA 81-65
(21-13;40-25;55-43;81-65)
Successo per la Regina, che, in un PalaDesio colmo, sbrana una Leonessa timida ed imprecisa. L’approccio alla gara dei padroni di casa ha rasentato la precisione. I brianzoli, infatti, si sono dimostrati subito aggressivi, riuscendo ad ottenere in un lampo il pallino del match. Sconfitta che per Brescia non potrà che essere un toccasana, numerosi sono i punti sui coach Andrea Diana dovrà lavorare in settimana, in vista del difficile incontro di domenica prossima contro Sassari. Il Brescia ha subito profondamente la pressione fisica, specialmente a rimbalzo, di JaJuan Johnson ed il tiro perimetrale di Pat Calathes, pagando anche le pessime percentuali al tiro. Verosimilmente il sodalizio della presidentessa Bragaglio, non stava bene psicologicamente, anche a causa di un addio polemico di Davide Bruttini, che avrebbe minato la tranquillità dello spogliatoio biancoblu.
Cantù: Cournooh 14 pt. (7 ass.); Johnson 14 pt. (11 r.)
Brescia: Landry 19 pt. (6 r.); Moore 15 pt. (7 r.)
SASSARI-REGGIO EMILIA 82-72
(18-17;34-42;61-58;82-72)
Proseguono le difficoltà reggiane, anche in terra sarda, gli uomini di Max Menetti, nonostante un gioco espresso dignitosamente, non riescono a strappare una vittoria tanto agognata. Il carisma ed il talento offensivo di Amedeo Della Valle non bastano ed i biancorossi sono costretti nuovamente a soccombere ad una Dinamo maggiormente coesa tatticamente. Federico Pasquini ha saputo trovare vari terminali offensivi, senza gravare di troppe responsabilità un singolo giocatore. Contrariamente accade invece alla Reggiana, che, orfana del capitano Pietro Aradori, non può far altro che affidarsi esclusivamente ai soliti Amedeo Della Valle e Riccardo Cervi, innescato dal playmaker statunitense Derek Needham. Le nuvole tornano ad esse scure sopra piazza Prampolini.
Sassari: Lacey 16 pt. (4 ass.); Lawal 13 pt. (7 r.)
Reggio Emilia: Della Valle 20 pt. (3 ass.); Cervi 15 pt. (11 r.)









