In nomine Patris, Filii et talenti eius
Cari amici de Lo Sport 24, eccoci di nuovo al nostro appuntamento con i nostri focus che riguardano il mondo del calcio d’oltremanica; quest’oggi abbiamo deciso di parlarvi dei calciatori figli d’arte, nel mondo del calcio basta il talento o delle volte esser figlio di un ex giocatore aiuta ad entrare in questo mondo ? Cerchiamo di scoprirlo insieme.
In Inghilterra sono moltissimi i casi di figli d’arte, certamente noi quest’oggi non possiamo parlare di tutti essi e quindi ci limiteremo a sceglierne qualcuno per cercare di rispondere alla nostra domanda iniziale.
UNA QUESTIONE DI FAMIGLIA – Sicuramente uno degli esempi più “famosi” è quello della famiglia Lampard, il giocatore del Manchester City ed ex stella del Chelsea è figlio infatti del leggendario Hammers Frank Richard George Lampard, non a caso possiamo notare che Frankie Jr ha iniziato la propria carriera calcistica nelle giovanili del West Ham e guarda caso ha esordito in prima squadra sotto la guida dello zio Harry Redknapp. Guarda a caso proprio nella famiglia Lampard-Redknapp ecco spuntare anche Jamie, figlio di Harry; Jamie viene ricordato come uno dei centrocampisti più famosi degli anni 90′, con la maglia del Liverpool vinse di tutto e per non farsi mancare nulla ora fa il commentatore per la compagnia di Sky. Da notare come Jamie esordì nel Bournemouth proprio nel periodo in cui l’allenatore era il buon caro vecchio Harry.
Certamente l’exploit avuto da Frankie Jr non è dovuto al lavoro del padre, esso avrà magari trasmesso la passione ma il suo talento è cresciuto anno dopo anno e non è stato messo in campo soltanto perché fosse un figlio d’arte; Jamie invece ha sudato più del previsto, lanciato come già detto nel club del padre ma con il corso degli anni è riuscito a dimostrare che qualcosa pure esso la sapeva fare, la famiglia Lampard-Redknapp comunque non tradisce le attese.
DA INCE A POYET PASSANDO PER BRADLEY – In Italia, sponda Inter, tutti si ricordano di Paul Ince, centrocampista che vanta di essere il primo giocatore di colore ad aver indossato la fascia di capitano della nazionale inglese, sebbene esso abbia vestito grandi maglie come quella del Liverpool, del Manchester United e dell’Inter stessa il figlio non sembra poter avere (almeno per ora) la stessa fortuna. Il piccolo Tom dopo aver fatto le giovanili nel Liverpool non è mai riuscito ad esplodere, trovando l’apice della sua carriera nelle file del Blackpool; quest’estate ha avuto la grande opportunità di vestire la maglia nerazzurra proprio come il padre ma alla fine decise di rifiutare per trasferirsi all’Hull City, club in cui non sta trovando grosse fortune (è stato anche già mandato in prestito una volta).
Chi non ha voluto con se il proprio figlio è stato Gus Poyet (tecnico del Sunderland), non certamente per motivi famigliari ma, secondo noi, per motivi di non far crescere il proprio figlio sotto la sua ombra e per non far dire al mondo intero che Diego venga messo in campo solo perché figlio di Gus; ora Diego è di proprietà del West Ham e si sta facendo le ossa con la primavera Hammers (vanta anche 2 presenze nella BPL, di cui una contro i Red Devils) ed essendo solo un classe 1995 promette davvero molto bene.
Sebbene vanti soltanto 3 presenze con la maglia dell’Aston Villa abbiamo deciso di “metter in mezzo” anche Michael Bradley, il motivo per cui è stato scelto è perché Michael è diventato titolare della nazionale U.S.A proprio con l’avvento sulla panchina di Bob, suo padre. Nulla da togliere alla sua bravura in qualità di centrocampista ma chissà se sarebbe stato titolare in nazionale senza l’aiutino del padre.
I GRANDI TALENTI DELLE FAMIGLIE BRUCE, CRUIJFF E SCHMEICHEL – “Ciao papà, oggi sono convocato?” – con questa battuta vogliamo presentare la storia della famiglia Bruce, di Steve il padre e di Alex il figlio, il primo di nazionalità inglese ha avuto una splendida carriera da giocatore, collezionando addirittura ben più di 300 presenze con il Manchester United, il secondo invece ha scelto la nazionalità irlandese e guarda caso ha iniziato le giovanili proprio con la maglia dei Red Devils. Ora entrambi stanno vivendo un periodo felice alla corte dell’Hull City, con Bruce in panchina che dirige l’orchestra con il proprio adorato figlio in campo.
Ed ora ci trasferiamo un secondo in Danimarca, ovvero da Peter Schmeichel e da suo figlio Kasper, entrambi portieri. Il primo come sappiamo ha avuto una carriera strepitosa ed è diventato un’icona per il Manchester United e la sua nazionale (con cui vinse un titolo europeo storico) mentre il secondo sta cercando di ripercorrere le orme del padre proprio partendo dalla Premier League; Kasper ha iniziato la propria carriera nel Manchester City, club con cui ha chiuso il padre Peter, ora invece è l’attuale portiere del Leicester dal 2011, anno in cui Sven-Goran Eriksson lo volle a tutti i costi con se. Il futuro anche per Kasper promette bene e chissà che magari un giorno non possa emulare i grandi successi del suo amato padre.
Un altro capitolo è quello della famiglia Cruijff, tutti ricordiamo l’olandese Johan ed il suo grande talento ma se siamo qui a parlare di lui è perché il figlio Jordi che nonostante il gran peso del suo cognome è riuscito lo stesso ad avere una buona carriera calcistica. In molti non hanno mai creduto nel centrocampista figlio d’arte ma nel corso della sua carriera è riuscito a vestire la maglia di grandi club come Barcellona e Manchester United, inoltre ha esordito persino con la nazionale olandese; attualmente è d.s del Maccabi Haifa. Finiamo il discorso legato alla famiglia Cruijff parlando di Jesus Angoy, marito della figlia di Johan ed anch’esso ex calciatore, esso faceva il portiere ed è stato anch’esso per due stagioni alla corte dei Blaugrana; una piccola menzione anche per Jessua Andrea, nipote di Johan classe 1993, già visto più volte con la maglia del club catalano.
… ” I was once like you are now, and I know that it’s not easy, To be calm when you’ve found something going on. But take your time, think a lot, Why, think of everything you’ve got. For you will still be here tomorrow, but your dreams may not … “ (Father & Son di Cat Stevens)
GRANDI CONOSCENZE ITALIANE – Concludiamo il nostro speciale focus dando un’occhiata alle grandi conoscenze del calcio italiano e per l’occasione abbiamo scelto di parlare delle famiglie Cudicini e Mancini.
10 anni di Chelsea hanno valso a Carlo Cudicini di entrare nelle classifiche dei migliori portieri di sempre stilate dalla IFFHS, è figlio del grande Fabio, portiere anch’esso che viene ricordato maggiormente per i suoi anni al Milan, guarda caso il Milan è il club che prese Carlo per farlo crescere nelle proprie giovanili; un talento esploso quindi quello di Carlo grazie alle proprie capacità, la famiglia Cudicini è sinonimo di grandi portieri.
L’ultima storia che vogliamo raccontarvi ha un sapore molto strano, parleremo di Filippo Mancini, figlio del grande Roberto, attuale allenatore dell’Inter. Il destino della carriera di Filippo è infatti molto strana, è cresciuto nelle giovanili dell’Inter proprio quando il padre era a capo della squadra maggiore, successivamente il trasferimento al Manchester City nel 2008, nessuna presenza ed il ritorno a Milano dove fu silurato insieme al padre. Passa quindi al Monza, dove gioca insieme al fratello Andrea e dopo qualche anno ritorno al City senza però firmare un contratto, silurato pure qui nel 2013, guarda caso nuovamente dopo un altro esonero del padre nella panchina della squadra maggiore. Il destino di Filippo è quindi segnato dalle panchine del padre, un talento mai sbocciato e che forse non riusciremo mai a vedere definitivamente, qui più del cognome del padre ha pesato la sua carriera sulle panchine maggiori.
Di esempi nel mondi del calcio ce ne sono moltissimi, certamente nel nostro breve ma intenso focus abbiamo cercato di captare se il peso del cognome conti o meno. Personalmente posso affermare che il cognome in molti casi ha fatto la sua parte ma se non hai un minimo di talento il mondo del calcio riesce a farti fuori lo stesso, magari spedendoti nelle squadre meno importanti. Lavorare con il proprio padre è quello che moltissimi ragazzi sognano, emulare il suo percorso e diventare proprio come lui, ecco gli esempi che abbiamo citato qui sopra ci sono riusciti; c’è da dire che tutto ciò non succede soltanto nel mondo del pallone ma in qualsiasi ambito lavorativo, in fondo sappiamo tutti che dentro di noi vogliamo emulare il nostro eroe preferito sin da quando eravamo bambini.
” … se riesci ad occupare il minuto inesorabile, dando valore a ogni minuto che passa, tua è la terra e tutto ciò che è in essa e quel che è di più SEI UN UOMO, FIGLIO MIO …” (If di Rudyard Kipling)
In nomine Patris, Filii et talenti eius









