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FOCUS – Perdente senza mai perdere: la condanna dell’Argentina di Messi

FOCUS – Perdente senza mai perdere: la condanna dell’Argentina di Messi

Nel panorama calcistico mondiale esiste un cubo di Rubik, un vero e proprio rebus che nessuno ad oggi è riuscito a risolvere: vale a dire la nazionale di calcio argentina. Piena di talento, con il migliore calciatore del mondo e alcuni dei più forti attaccanti in circolazione. La nazionale dei sogni, almeno sulla carta, ma tutto questo potrebbe non essere sufficiente: la generazione guidata da Lionel Messi rischia infatti di diventare – a livello di nazionali – una delle più perdenti nella storia del calcio.

Nella notte italiana, Messi e compagni sono stati affondati da un Brasile che ha dominato in lungo e in largo il match: al fischio finale probabilmente il 3-0 a favore dei padroni di casa è addirittura un risultato da accogliere con sollievo da parte dell’Argentina. La nazionale albiceleste infatti ha rischiato seriamente di subire una sconfitta storica, non riuscendo mai a reagire di fronte agli schiaffi che il Brasile le ha rifilato fin dal primo minuto di gioco.
Osservare gli sguardi dei calciatori argentini è sufficiente per capire come quello della nazionale allenata da Bauza non sia solamente un problema tecnico, anzi in questo caso le qualità tecniche non sono assolutamente in discussione. I calciatori di questa generazione argentina hanno un grosso problema nella testa, un macigno che li accompagna ogni volta che scendono in campo.
Le finali perse contro la Germania ai mondiali  e contro il Cile in Coppa America – rispettivamente ai tempi supplementari e ai calci di rigore – rappresentano un fantasma che accompagna sempre i calciatori argentini, un peso forse troppo grande da sostenere per poter giocare serenamente, per poter mettere in campo tutte le qualità di cui dispongono.
La generazione guidata da Messi è quella dei “perdenti senza mai perdere“: nelle ultime tre finali disputate infatti, l’Albiceleste non è mai stata battuta nei tempi regolamentari, eppure il palmares della Pulce e dei suoi compagni di squadra continua a recitare “zero” alla casella trofei conquistati con la maglia della Selección.

Quello che dunque si sta vivendo nell’Argentina calcistica è uno psicodramma senza fine, con il rischio concreto di non vedere l’Albiceleste ai prossimi Mondiali che si disputeranno in Russia nel 2018. La speranza è che Messi e compagni possano superare il fantasma dei tanti trofei persi, tornando ad esprimersi ad alti livelli. In fondo un Mondiale senza Argentina sarebbe un Mondiale a metà.

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Nunzio Corrasco