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BASKET SERIE A – La griglia di partenza per la stagione 2016/2017

BASKET SERIE A – La griglia di partenza per la stagione 2016/2017

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I cancelli del nuovo campionato di Serie A, il 95esimo, stanno per aprirsi, e quando mancano meno di 24 ore al match Brindisi-Trento, la partita delle 12.00 che inaugurerà la prima giornata, volevamo proporvi una griglia di partenza, in stile Formula 1, delle 16 squadre che fanno parte del massimo campionato italiano.

1^ FILA: MILANO, REGGIO EMILIA, SASSARI, AVELLINO 

Sembra banale dire chi parte in pole position, sia per quello che ha fatto vedere nell’ultimo week-end in Supercoppa, sia per il roster con cui si presenta.

L’Olimpia Milano di coach Repesa è sicuramente la squadra da battere, come lo era negli ultimi tre anni, ma i 15 giocatori a disposizione dell’allenatore croato possono davvero portare al salto di qualità tanto atteso anche in Europa.
Ecco l’Europa. Proprio il nuovo format dell’Eurolega potrebbe essere il vero ostacolo del club di Armani, perché il triplo e complicato impegno settimanale è la maggiore difficoltà da gestire nell’arco della stagione. Milano però ha saputo costruire un roster di alto valore, con Raduljica che promette il dominio sotto al ferro, Dragic e Simon come certezze in cabina di regia e dei “panchinari” di tutto rispetto come Pascolo, Abass e Fontecchio, i quali ricoprivano posizioni da titolari nell’ultimo campionato.

Le oltre 80 partite che attendono i meneghini, potrebbero inevitabilmente portare a qualche calo, ed è allora che gli altri team devono essere pronti ad approfittarne, come la Dinamo Sassari di coach Pasquini o la Grissin Bon Reggio Emilia di Menetti.
I sardi vengono da una stagione di gran lunga deludente, in cui ci si aspettava la conferma dopo la magnifica annata conclusa con la conquista del “triplete”. Invece l’esonero di Sacchetti, i diversi infortuni e gli acquisti poco convincenti hanno relegato i biancoblu ai piedi delle prime 8 di Serie A e ad una avventura senza vittorie in Eurolega.
Quest’anno non ci sarà David Logan, l’unico capace di fare la differenza, ma Johnson-Odom e Lacey sembrano essersi già integrati al meglio nel quintetto di mister Pasquini. Lydeka è stato fondamentale nella permanenza di Pesaro in A, ma anche l’inglese Olaseni ha fatto vedere cose molto interessanti nel mese di settembre, aiutando la Gran Bretagna nella fase di qualificazione agli Europei del 2017.

Discorso totalmente diverso per i vice-campioni d’Italia di Reggio Emilia, riconfermato per 7/10 dopo l’ultima esaltante stagione e con l’aggiunta di tre pedine molto importanti come l’ex Brindisi Delroy James e dei due centri, l’azzurro Riccardo Cervi (che va così a completare la folta pattuglia italiana) e il serbo Lesic, messosi già in evidenza nella tournée estiva.
L’intesa tra Della Valle, Aradori e Polonara dovrebbe essere un valore aggiuntivo, soprattutto nella prima fase di campionato, ma una panchina troppo corta potrebbe dare qualche grattacapo a coach Menetti.

Molti più cambi per la Scandone Avellino, che ha perso giocatori importanti come Nunnally, MVP dell’ultima regular season, ma che ha ingaggiato interessanti promesse americane come Adonis Thomas e Levi Randolph.
Il quintetto però continua a girare attorno ai due “piccoletti” Ragland e Green, i playmaker che hanno permesso agli irpini di poter superare Reggio Emilia in semifinale di Supercoppa e di poter lottare almeno per un tempo contro l’imbattibile Milano. Cusin e Fesenko garantiscono una presenza imponente nel pitturato, ma potrebbe essere il belga Retin Obasohan, che si candida come sesto uomo di coach Sacripanti, a portare giocate e punti importanti alla causa.

2^ FILA: VENEZIA, TORINO, CREMONA, VARESE

Al passo con le grandi, sicuramente Venezia non rimarrà a guardare, anche perché la squadra di coach De Raffaele ha consolidato il reparto lunghi, puntellandolo con l’innesto di Hagins, mentre in cabina di regia gli arrivi di McGee e Filloy possono confermare la presenza dei veneti tra le contendenti per lo scudetto.

Conferme che dovrebbero arrivare anche da Cremona, con il quintetto dell’esperto coach Pancotto che ha cambiato molto attorno al giovane capitan Mian e all’estro di Elston Turner. I due Thomas, chiamati a sostituire McGee e Washington, non hanno convinto al massimo nella preparazione estiva, ma nella semifinale di Supercoppa contro Milano ci sono stati ampi margini di miglioramento.
Grandi speranze sono riposte su York, uno dei migliori nel match di sabato, e nel play Holloway.

Tutt’altro campionato sarà sicuramente per Torino, in affanno nella scorsa stagione da neopromossa, ma completamente rinnovata per disputare un’annata da protagonista.
Un quintetto tutto a stelle e strisce per mister Vitucci, con DJ White unica conferma e l’ex Varese Chris Wright, a dettare i tempi.
Le aspettative sono più che rosee, a partire dalla Fiat come nuovo e importante main sponsor, passando dalle ottime prestazioni nella preparazione estiva, e finendo con l’inserimento nel roster di gente esperta come Poeta e giovani promettenti come Alibegovic, fresco di promozione con Brescia.

In seconda fila abbiamo messo anche Varese, perché la squadra di coach Moretti ha già dimostrato con la qualificazione alla FIBA Champions League, di poter dire la sua grazie al carattere di alcuni giocatori appena arrivati, come Pelle, Johnson e soprattutto Anosike. Il nigeriano vuole assolutamente dimenticare l’ultima deludente stagione e la grande concorrenza nel reparto lunghi potrebbe spronarlo e permettergli di ripetere l’ottimo campionato svolto con la maglia di Avellino.
Anche il ritorno di Eyenga e l’esperienza di un immenso Bulleri “rischiano” di dare una marcia in più ai biancorossi, che possono confidare anche nella grinta e nell’attaccamento alla maglia delle due riconferme, Cavaliero e Ferrero.

3^ FILA: PISTOIA, TRENTO, PESARO, CANTÙ 

Subito alle spalle delle prime 8, pronte a giocarsi un posto per i play-off, ci sono squadre come Trento e Pistoia, che l’anno scorso sono andate ben oltre le aspettative, e squadre come Pesaro e Cantù che hanno profondamente deluso e che sono in continua evoluzione.

Il team di coach Buscaglia ha sorpreso tutti nell’ultima Serie A, cedendo solamente nel finale anche a causa del bellissimo cammino in Eurocup, con il sogno di un trionfo che è sfumato solo nel finale.
Di quel quintetto però è rimasto solo Forray, con i giovani Flaccadori e Baldi Rossi pronti a fare il salto di qualità, accaparrandosi un posto da titolari. Ma le assenze di trascinatori e finalizzatori come Pascolo, Wright e Sutton peserà e non poco, con Buscaglia che sarà costretto a ricreare quel giusto feeling e quella convinzione che ha portato Trento a disputare una stagione al di sopra degli obiettivi prefissati.
La “lettera di presentazione” di Betinho Gomes, però, non è stata niente male, con il portoghese che promette una media attorno ai 20 punti a partita.

Discorso simile per Pistoia, che ha mantenuto solo Moore del quintetto titolare dello scorso anno, cedendo gente come Blackshear, Czyz e Knowles per rimpiazzarli con tanti giovani usciti dalla D-League, Petteway, Hawkins e uno come Thornton che è stato fermo a lungo per un infortunio al ginocchio sinistro.
Un lavoro non semplice per coach Esposito, che potrà richiedere l’aiuto in campo da Antonutti e dai promettenti azzurri Cournooh e Lombardi.

Tutta da decifrare, invece, la rivoluzione in casa Cantù e Pesaro. In Lombardia sono cambiati presidente, allenatore e tutto il quintetto titolare ad eccezione di JaJuan Johnson. Le ali forti e la scelta di Gani Lawal come pivot fanno ben sperare, ma l’arrivo in extremis di Darden, unica ala piccola pura, e di Dowdell in regia, non convincono a pieno. I troppi pensieri per una possibile chiamata in Europa potrebbero rischiare di far deconcentrare la squadra dagli obiettivi più concreti, come quelli di una qualificazione alla Coppa Italia o ai play-off scudetto.

Molto simili le ragioni dei marchigiani, completamente stravolti dopo una stagione ricca di alti e bassi, che però aveva visto splendere la stella di Austin Daye, volato in estate in Turchia per giocare l’Eurolega con il Galatasaray.
Per il nuovo coach Piero Bucchi, non mancano le alternative tra play e guardie, con la scelta NBA, Marcus Thornton (omonimo del giocatore di Pistoia), l’esperto Jasaitis (l’anno scorso a Capo d’Orlando), la riconferma Ceron e la guardia Fields, giocatore “USA” con diverse esperienze in D-League e in Corea.

4^ FILA: BRINDISI, CAPO D’ORLANDO, CASERTA, BRESCIA 

In fondo alla classifica, in lotta per non conquistare l’unica retrocessione in A2, si candidano tre club del sud e la neo-promossa Brescia.

Brindisi ha raggiunto il record di cinque campionati di fila in Serie A, ma per Meo Sacchetti attende un compito arduo, ovvero quello di guidare un gruppo giovane, privo di un talento con oltre 20 punti di media come Banks e con i soli Cardillo e Scott riconfermati.
Il mese di settembre ha messo in luce molte lacune dei pugliesi, sconfitti anche da squadre di A2 come la Fortitudo Bologna, ma la freschezza di alcuni giovani come Spanghero, Donzelli, Carter e English, potrebbero ridare nuova linfa e far partire un serio progetto per il futuro. Occhi puntati sul francese Mbaye e sul canadese Joseph, giocatori che sono in grado di poter far differenza in area avversaria.

Caserta viene invece da un campionato molto difficile, salvato nelle ultime giornate, e da un’estate più bollente, con il cambio in società e il conseguente ritardo nel costruire un roster per la nuova stagione.
Alla fine coach Dell’Agnello può anche ritenersi soddisfatto, perché l’arrivo di Czyz a completare il reparto dei lunghi, e l’esplosività di Sosa, che ha dimostrato a settembre di avere ancora i numeri che lo hanno reso uno dei principali protagonisti nello scudetto di Sassari, sono due punti su cui fondare il nuovo ciclo dei casertani.

Capo d’Orlando continua ad essere una splendida realtà e si prepara a stupirci anche questa volta, sin dal debutto nella prima giornata contro Milano, ma il roster che si presenta ai nastri di partenza lascia qualche dubbio.
Rivedere Drake Diener nel nostro campionato non può che entusiasmarci, ma bisognerà valutare lo stato di forma dell’americano e quello del 40enne Nicevic.
La panchina di coach Di Carlo è molto corta, e la presenza di due veterani oltre a quella di tre giovanissimi come Laquintana, Perl e Stojanovic, potrebbero tenerlo in allarme per diverse giornate.

A Brescia, squadra che torna nella massima serie dopo 28 anni e un fallimento, la situazione è analoga a quella dell’Orlandina, con un roster composto da soli 10 giocatori, la fiducia rivolta in special modo a due giocatori nati prima dell’85, Moss e Landry, e grossi punti interrogativi sia sotto il ferro, con Berggren titolare davanti a capitan Cittadini, sia in cabina di regia, con Luca Vitali che ha trascorso un’ultima stagione più lontano dal parquet che in campo a causa di un lungo infortunio.
Le speranze di coach Diana sono concentrate soprattutto nelle 5 pedine che hanno guidato Brescia nella cavalcata promozione, anche se si farà sentire l’assenza di Hollis e Fernandez, e su una piazza che vuole assolutamente confermare il suo ritorno in Serie A.

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Attilio LaPizza

"Mastico" ogni tipo di sport, ma ciò che mi attira di più sono i personaggi che si mettono alla prova, e sfidano prima di tutto se stessi che gli avversari. L'importante non è vincere, ma...divertirsi!