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CHAMPIONS LEAGUE – Juventus: col Siviglia uno 0-0 di luci e ombre

CHAMPIONS LEAGUE – Juventus: col Siviglia uno 0-0 di luci e ombre

juventus stadium

E’ iniziata con un pareggio a reti bianche, contro i vincitori uscenti dell’ultima Europa League del Siviglia, la nuova avventura della Juventus in Champions League. I bianconeri hanno tenuto sempre in mano il pallino del gioco, ma non hanno trovato il bandolo della matassa. Ecco dunque qui di seguito la nostra analisi della gara, sugli aspetti positivi e su cosa invece non ha funzionato nei bianconeri ieri sera.

SOLO SFORTUNA? 
Non è stato esattamente il risultato che i tifosi si aspettavano, quello della Juventus alla sua prima uscita casalinga stagionale in Champions League contro il Siviglia. I Campioni d’Italia sono stati padroni del proprio campo per tutti i novanta minuti, hanno creato almeno 4-5 occasioni da gol nitide, non hanno mai permesso al Siviglia di andare vicino al gol e negli ultimi 15-20 minuti di gara hanno praticamente assediato la porta avversaria. Ma al fischio finale il risultato è stato comunque di 0-0, un verdetto che molto probabilmente accontenta di più gli andalusi che la Vecchia Signora. Molti tifosi infatti si ricorderanno del netto 2-0 inflitto dai bianconeri agli spagnoli ai gironi della passata edizione. Forse proprio per questo a fine gara sono state l’amarezza e la delusione le sensazioni prevalenti. Dal punto di vista dell’atteggiamento ai ragazzi di Allegri si può rimproverare poco e niente, vista la superiorità di gioco mostrata, inoltre c’è comunque da dire anche che la squadra di mister Sanpaoli(non certo l’ultima arrivata delle coppe europee) ha chiuso alla perfezione ogni spazio per tutta la gara, rimanendo sempre compatto e ordinato. Ah, c’è stata pure una traversa di Higuain, che ha strozzato in gola l’urlo di gioia dello Juventus Stadium, senza dimenticare una parata miracolosa di Sergio Rico su Alex Sandro a negare ai padroni di casa la rete. Contro questo Siviglia aggressivo, difficile da stanare e pressochè impeccabile in fase difensiva probabilmente anche le varie Barcellona, Real Madrid e Bayern Monaco di turno avrebbero fatto fatica. Tuttavia i bianconeri qualche demerito di troppo ce l’hanno, perchè forse qualcosa in più per superare il muro andaluso invece di andarci a sbattere contro poteva e doveva essere fatto. E non ci riferiamo solo al fatto di essere più cattivi sotto porta.

PJANIC, ALEX SANDRO, CUADRADO: GIUSTO TENERLI IN PANCHINA?
Leggendo la formazione ufficiale della Juventus ieri sera sarà sicuramente saltata all’occhio l’esclusione di Pjanic, con Asamoah titolare al suo posto. Ieri sera il ghanese insieme a Lemina hanno sicuramente dato un buon contributo in fase di interdizione, ma hanno lasciato terribilmente a desiderare quando si trattava di far circolare in fretta la palla e iniziare azioni pericolose col fraseggio. Due cose praticamente fondamentali quando si affronta un avversario compatto con 11 giocatori costantemente dietro la linea della palla come quello di ieri sera. In questo senso il bosniaco con la sue qualità tecniche probabilmente avrebbe dato qualcosa in più. La scelta di farlo partire dalla panchina forse è stata dettata dal fatto che, sebbene mister Allegri lo consideri un elemento importantissimo per la rosa, il ct non lo ritenga ancora un ingranaggio perfettamente inserito nei meccanismi della squadra, nonostante all’esordio da titolare contro il Sassuolo di sabato scorso l’ex giocatore della Roma abbia offerto un’ottima prestazione, condita tra l’altro da un gol. O forse il ct bianconero ha preferito giocarselo a partita in corso, per poter dare una svolta alla gara, come in effetti è accaduto in parte. Ma ne valeva davvero la pena lasciarlo in panchina per ben 70 minuti?
Un altra questione controversa, è quella che riguarda gli esterni. La scorsa stagione il gioco delle coppie ha funzionato bene: Alex Sandro-Lichtsteiner oppure Evra-Cuadrado erano le scelte. Ieri sera la coppia di esterni era formata da Evra e Dani Alves, arrivato gratis quest’estate dal Barcellona a far concorrenza a Lichtsteiner e Cuadrado sulla corsia di destra. Il francese e il brasiliano ex Barcellona sono certamente due esterni di grandissima esperienza e tenuta fisica, ma non più giovani e freschi (rispettivamente 35 e 33 anni). Non è stato corso nessun pericolo in difesa, ma la fase offensiva non è stata esaltante: non si è vista infatti molta intraprendenza nel saltare l’uomo e creare superiorità numerica. E qui forse la velocità e i dribbling di Alex Sandro e Cuadrado, molto più giovani dei loro compagni di reparto, sarebbero state un’arma molto importante per provare a scardinare il muro andaluso. L’ideale probabilmente sarebbe stato far partire almeno uno dei due dal 1^ minuto e far subentrare l’altro nella ripresa per cambiare passo. Invece è stato impiegato il solo Sandro a 15 minuti dalla fine…

GIUSTO INSISTERE COL 3-5-2?
La Juventus è l’unica squadra tra le top squadre europee a proporre il modulo 3-5-2, uno schema utilizzato la maggior parte delle volte negli ultimi 5 campionati italiani, tutti vinti dai torinesi. Tuttavia è difficilissimo trovare esempi di compagini che in passato hanno trionfato in Europa giocando con la difesa a 3. E’ giusto dunque continuare con questo modulo? O è il caso di cambiare? Consideriamo un altro dato di fatto piuttosto significativo: nella stagione 2014/2015, anno in cui i bianconeri hanno raggiunto la finale di Champions, mister Allegri dagli ottavi di finale in poi non ha schierato il tanto collaudato 3-5-2, bensì il 4-3-1-2, con Vidal trequartista davanti al terzetto formato da Marchisio, Pogba e Pirlo. Inoltre nella scorsa stagione invece la Vecchia Signora è andata vicinissima a eliminare il Bayern Monaco, una delle favoritissime per la vittoria finale, giocando una partita pazzesca, purtroppo persa solo ai supplementari. Che sia stato per scelta tecnica, o per necessità legate ai vari infortunii Allegri in quella partita aveva schierato i suoi con un 4-5-1, con due esterni alti a centrocampo con compiti perlopiù offensivi. I loro nomi? Alex Sandro e Cuadrado.
Ieri sera proporre un altro modulo sarebbe difficile, considerando l’assenza di Marchisio per infortunio. E poi ci sarebbe anche l’assenza di quel maledetto centrocampista belga il cui trasferimento a Torino è saltato clamorosamente all’ultima ora del mercato estivo. E ieri sera uno come lui a centrocampo sarebbe servito eccome. Forse il ct dei bianconeri avrebbe anche potuto inserire un Cuadrado a partita in corso e fare un bel tridente d’attacco con Pjaca(subentrato a Dybala) e Higuain, per dare più peso alla manovra offensiva. In ogni caso su questo punto mister Allegri dovrebbe fare più di una riflessione…

 

 

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Lorenzo Bonuomo

Sono nato nel 1993 e vivo a Rivoli in provincia di Torino. Mi sono diplomato al liceo scientifico e attualmente studio Scienze Internazionali dello Sviluppo e la Cooperazione all'università di Torino. Da sempre appassionato di sport, aspiro a diventare giornalista.