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EUROPA LEAGUE – Una storia in altalena: ecco l’Hapoel Be’er Sheva

EUROPA LEAGUE – Una storia in altalena: ecco l’Hapoel Be’er Sheva

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L’urna dei sorteggi di Europa League è sempre un luogo meraviglioso. Ogni anno lì posti e realtà inesplorati ed inimmaginabili prendono vita, magari affiancati ad altri di un blasone decuplo, e catturano la nostra attenzione installandosi nei nostri immaginari fino a che non li vediamo materializzarsi davanti ai nostri occhi sugli schermi delle TV che trasmettono la competizione. Anche questa volta il meccanismo è scattato per moltissimi tifosi, e in particolar modo per quelli dell’Inter, che questa sera finalmente potranno osservare più da vicino quella squadra dal nome un po’ ridicolo che la quarta fascia gli ha regalato: l’Hapoel Be’er Sheva. Come prepararsi all’evento? Ovviamente scoprendo qualcosa di più sugli avversari dei nerazzurri di De Boer.

L’Hapoel è la squadra di Be’er Sheva, la più grande città del deserto di Negev, nel sud di Israele, e la sesta più popolosa dell’intera nazione. Fondato nel 1949, appena un anno dopo il raggiungimento da parte di Israele dell’indipendenza, l’Hapoel ha speso i primi due decenni della sua storia a lottare per non retrocedere con fortuna alterna, prima di conoscere la gloria a metà degli anni settanta vincendo ben due campionati di Liga Leumit (all’epoca l’equivalente della nostra Serie A) consecutivi. L’exploit di cui si è detto, che neanche permise al club di partecipare a competizioni europee non essendo  l’aggregazione della federazione calcistica israeliana alla UEFA ancora avvenuta, non ha tuttavia interrotto l’altalena di risultati che da sempre contraddistingue i biancorossi, che tra una retrocessione ed un’annata d’oro nella stagione 2015/16 sono tornati a laurearsi campioni d’Israele avendo la meglio all’ultima giornata del Maccabi Tel Aviv e regalandosi così la prima storica partecipazione alla Champions League della loro storia.

Il cammino del club nella massima competizione continentale è stato probabilmente il migliore che i tifosi biancorossi potessero auspicare. Dopo aver superato non senza difficoltà al secondo turno preliminare i moldavi dello Sheriff Tiraspol, l’Hapoel ha infatti eliminato a sorpresa i greci dell’Olympiakos ottenendo un ottimo 0-0 ad Atene prima di imporsi per 1-0 tra le mura amiche in occasione della gara di ritorno approdando così allo storico spareggio contro il non irresistibile Celtic Glasgow di Brendan Rodgers, fresco di imbarcata rimediata in quel di Barcellona. Nell’andata della doppia sfida gli scozzesi si sono imposti per 5-2, ma al ritorno, complice anche una prestazione non irresistibile della retroguardia biancoverde, l’Hapoel ha sfiorato l’impresa di ribaltare il risultato, fermandosi sul 2-0 dopo avere anche fallito un calcio di rigore.

Ad ogni modo i biancorossi sembrano essersi definitivamente lasciati alle spalle quella cocente delusione. Dopo tre giornate di campionato l’Hapoel è infatti già in testa alla graduatoria della massima serie di Israele con sette punti conquistati, nonostante lo scorso fine settimana i ragazzi di Bakhar – che compirà gli anni il prossimo 21 settembre – non siano riusciti ad andare oltre lo 0-0 in casa dell’Hapoel Tel Aviv fanalino di coda del torneo.
Dal punto di vista tattico è facile immaginare che tipo di squadra l’Inter si troverà di fronte. Per quanto in occasione dei preliminari di Champions Bakhar abbia proposto anche moduli più sbilanciati come il 3-4-3 di Atene o il 5-4-1 di Glasgow è facile immaginarsi che l’Hapoel scenderà in campo con un 4-4-2 molto organizzato. Tra i nomi da tenere d’occhio il brasiliano Lucio Maranhão, centravanti ventisettenne di nazionalità brasiliana, e Ovidiu Hoban, esperto mediano rumeno col fiuto del gol.

Di certo quella di questa sera non sarà una partita scontata per gli uomini di De Boer, chiamati subito a vincere onde evitare di doversi poi giocare la qualificazione su campi ancora più ostici come quelli dello Sparta Praga o del Southampton. Attenzione dunque a non sottovalutare gli israeliani, o il girone non sarà una passeggiata.

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Andonio Gonde

Profilo ironico sull'ex allenatore del Bari Antonio Conte. Non c'è alcun intento di dileggio della persona, è solo satira calcistica.