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BASKET – NBA: niente All-Star Game per Charlotte, discrimina i transessuali

BASKET – NBA: niente All-Star Game per Charlotte, discrimina i transessuali

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La National Basketball Association, più comunemente nota come NBA, ha da poco preso una delle decisioni più controverse e insolite dei suoi 70 anni di operato. A quanto pare la lega ha deciso di revocare l’assegnazione dell’organizzazione degli All-Star Game di basket 2017 alla città di Charlotte,  a causa dell’entrata in vigore di una presunta legge discriminatoria per i transgender, e di conseguenza non conforme agli standard della lega.

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La legge HB2, promossa dal parlamento del North Carolina e approvata dal governatore Pat McCrory lo scorso marzo, passata alla storia oltreoceano come Bathroom Bill, obbliga ciascun individuo, transessuali inclusi, a utilizzare i servizi pubblici seguendo sesso indicato nel certificato di nascita. Sarebbe questa la legge che spinto l’NBA a togliere a Charlotte l’assegnazione degli All-Star Game del prossimo anno. Molti di voi cari lettori ora si staranno chiedendo che cosa abbia effettivamente a che vedere con il mondo del basket tutto ciò. La risposta può essere ricavata dal comunicato ufficiale del commissioner dell’NBA, Adam Silver, in base al quale: “diversità, l’inclusione, equità e rispetto per gli altri, ma anche volontà di ascoltare e prendere in considerazione i punti di vista opposti” costituirebbero i valori fondativi della Lega, a cui la legge HB2 non sarebbe conforme. Ecco dunque la motivazione espressa dal comunicato della Lega: “Sebbene riconosciamo che la NBA non può scegliere la legge in ogni città, Stato e Paese con cui si confronta per il business, noi non crediamo allo stesso modo di poter ospitare con successo i nostri festeggiamenti legati all’ All-Star Game Weekend a Charlotte nel clima creato dalla legge HB2.”

LE REAZIONI – L’ala dei Golden State Warriors, Kevin Durant, ha espresso il suo favore alla decisione della Lega su Twitter,  con le seguenti parole: “Mi rendo conto di quanto sia stato difficile per l’NBA prendere questa decisione, ma rispetto tale scelta. Ogni tipo di discriminazione non deve essere permessa in alcun modo”. Anche l’allenatore della nazionale USA di basket maschile, Mike Krzyzewski, ha appoggiato il provvedimento definendo “imbarazzante” la legge HB2. Di tutt’altro avviso è il governatore del North Carolina, Pat McCrory, che pare non abbia preso affatto bene la decisione della Lega da quanto emerge dalla sua risposta al comunicato: “Adesso le famiglie americane sapranno che alcune aziende hanno deciso di imporre i propri valori a Stati con leggi democraticamente approvate. Per mesi si è parlato a sproposito di una legge che chiede semplicemente che ragazzi e ragazze possano utilizzare bagni pubblici e spogliatoi senza la presenza di membri del sesso opposto”. Alla base delle dichiarazioni del governatore, molto probabilmente si colloca anche il fatto che la città di Charlotte abbia subito un danno economico di oltre 100 milioni di dollari con la perdita dell’organizzazione.

NEW ORLEANS FAVORITA? – E’ partita subito quindi la caccia al sostituto di Charlotte per ospitare la manifestazione. New Orleans sembrerebbe la favorita numero 1, ma occhio anche alle candidature di New York, Chicago e Orlando. Nelle prossime settimane la Lega prenderà una decisione. Ad ogni modo sempre considerando quanto detto dal comunicato di Silver, per Charlotte non si tratterebbe di una bocciatura definitiva in quanto per essa potrebbero riaprirsi le porte dell’All-Star Game 2019 nel caso venisse trovata una soluzione adeguata alle iniquità imposte dalla Bathroom Bill.

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Lorenzo Bonuomo

Sono nato nel 1993 e vivo a Rivoli in provincia di Torino. Mi sono diplomato al liceo scientifico e attualmente studio Scienze Internazionali dello Sviluppo e la Cooperazione all'università di Torino. Da sempre appassionato di sport, aspiro a diventare giornalista.