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TOUR DE FRANCE 2016, 12ª tappa: vince De Gendt, caos per Froome

TOUR DE FRANCE 2016, 12ª tappa: vince De Gendt, caos per Froome

Thomas De Gendt si aggiudica la frazione del Mont Ventoux al Tour de France 2016, 12ª tappa in programma in questa Grande Boucle, concretizzando la fuga da lontano e battendo il connazionale Serge Pauwels e lo spagnolo Daniel Navarro.

Non importa che ci sia caldo, freddo, pioggia o temporale, l’arrivo sul Mont Ventoux è garanzia di qualità. Una salita mitica che ha incusso, incute e sempre incuterà paura e quale occasione migliore per affrontarla se non nel giorno della presa della Bastiglia, festa nazionale francese. Sono 179 i chilometri in programma, si parte da Montpellier e si giunge a Chalet-Reynard, con il traguardo che viene posto sei chilometri più in basso della cima del Mont Ventoux per ragioni di sicurezza conseguenti alle cattive condizioni atmosferiche previste da Météo France, con raffiche di vento che già nella giornata di ieri superavano i 100km/h. La salita, seppur accorciata, rimane comunque esigente dal punto di vista delle pendenze (9% di pendenza media in 10 km). Fino ai -67 dal traguardo la frazione presenta un profilo molto semplice, ma da lì in avanti i corridori devono affrontare prima la Côte de Gordes (3,3 km al 4,8% di pendenza media) e poi il Col des Trois Termes (2,5 km al 7,5% di pendenza media), gradevole antipasto che precede la scalata del Mont Ventoux. Nel 2013 fu Chris Froome a dominare il Gigante della Provenza con una grande prova di forza, infliggendo 1′ a Quintana e 1’40” a Contador.

Pochi chilometri dopo il via prende corpo la fuga di giornata, piuttosto corposa e comprendente 13 corridori: si tratta di Bert-Jan Lindeman e Sep Vanmarcke (Team LottoNL-Jumbo), Stef Clement (IAM Cycling), Serge Pauwels e Daniel Teklehaimanot (Team Dimension Data), André Greipel e Thomas De Gendt (Lotto-Soudal), Bryan Coquard e Sylvain Chavanel (Direct Énergie), Iljo Keisse (Etixx-Quick Step), Chris Anker Sørensen (Fortuneo-Vital Concept), Daniel Navarro e Cyril Lemoine (Cofidis). All’inseguimento di questo gruppo si lanciano cinque contrattaccanti che rispondono ai nomi di Diego Rosa (Astana Pro Team), Cyril Gautier (AG2R La Mondiale), Tom-Jelte Slagter (Cannondale-Drapac Pro Cycling Team), Georg Preidler (Team Giant-Alpecin) e Paul Voss (Bora-Argon 18), il quale era originariamente parte della fuga perdendo poi contatto a causa di una foratura. Il gruppo lascia fare, concedendo un vantaggio massimo di ben 18’42” sul primo gruppo di fuggitivi, il quale mantiene a sua volta un margine massimo di 6’05” sul drappello dei contrattaccanti. Anche nella giornata odierna il vento laterale si conferma un fattore, tanto che a farne le spese in uno degli innumerevoli ventagli sono nomi di primo piano come Thibaut Pinot (FDJ), Peter Sagan (Tinkoff) e soprattutto Louis Meintjes (Lampre-Merida) e Warren Barguil (Team Giant-Alpecin), che soffrono un ritardo di 1’30” circa nei confronti del gruppo maglia gialla.

La sfortuna colpisce anche il nostro Fabio Aru (Astana Pro Team), vittima di una foratura che lo costringe a salire e dunque pedalare per diversi chilometri sulla bicicletta del compagno Jakob Fuglsang prima di poter tornare sulla propria. Sulla Côte de Gordes e sul Col des Trois Termes transita al primo posto De Gendt, che prova a recuperare qualcosa in classifica scalatori, il gruppo accorcia sui fuggitivi nella speranza di riaprire i giochi anche per ciò che concerne il successo di tappa. Nella discesa del Trois Termes una caduta ha per sfortunati protagonisti Simon Gerrans (Orica-BikeExchange) e Ian Stannard (Team Sky), in quel momento in testa al gruppo: nonostante gli acciacchi entrambi rimontano in sella e si avviano verso il traguardo. Ai -30 dal traguardo i fuggitivi hanno ancora 8’58” di margine sui più immediati inseguitori e complice un rallentamento del gruppo, grazie al quale Barguil e Meintjes annullano lo svantaggio, ai -16 dal traguardo i fuggitivi difendono ancora un margine di 9’04” sul gruppo ora compatto.

Ai piedi del Mont Ventoux a rompere sorprendentemente gli indugi è André Greipel, che si avvantaggia nei confronti dei compagni d’avventura alla coraggiosa ricerca di un’improbabile vittoria. Il tedesco conduce la corsa per un paio di chilometri prima di essere riassorbito e poi staccato dai suoi compagni di fuga, preludio di un progressivo frazionamento degli uomini al comando. Nel gruppo maglia gialla, invece, si vede Pierre Rolland (Cannondale-Drapac Pro Cycling Team), che cerca di recuperare terreno in classifica generale provando ad allungare ma senza fare molta strada. In testa alla corsa rimangono Chavanel, De Gendt, Navarro e Pauwels: dopo alcuni scatti sia il francese sia il portacolori della Lotto-Soudal cedono, con Navarro che si mantiene a ruota di Pauwels. Più indietro il Team Sky prende il comando delle operazioni, che neutralizza in scioltezza un tentativo di Alejandro Valverde (Movistar Team) in favore del capitano Quintana. Passa poco tempo e finalmente il piccolo colombiano attacca la maglia gialla, ma Henao e Poels fanno buona guardia non lasciando alcuno spazio al portacolori del Movistar Team.

Ai -3 dal traguardo un bravissimo De Gendt, rifattosi sotto a Navarro e Pauwels, attacca e mette in difficoltà entrambi gli avversari, anche se Pauwels rimane a pochi metri dal connazionale. Più indietro Froome piazza la prima delle sue frullate, alla quale rispondono immediatamente solo Richie Porte e Nairo Quintana. L’anglo-keniota riparte poco dopo e chi ne fa le spese è proprio Quintana, che viene riassorbito dal gruppettino formato dagli altri uomini di classifica. La lotta per la tappa arriva all’ultimo chilometro con Navarro che rientra incredibilmente sugli altri due belgi, che confabulano brevemente prima dello sprint finale. Lo spagnolo accusa lo sforzo, ai 250 metri parte De Gendt che stronca anche Pauwels e regala alla sua squadra la prima vittoria in questo Tour de France 2016.

Froome e Porte vengono poi raggiunti da un brillantissimo Mollema, mentre gli altri della generale cercano di reagire e limitare i danni, poi accade l’imponderabile: una moto della televisione si ferma improvvisamente, Froome, Porte e Mollema cadono: chi paga maggiormente è la maglia gialla, che percorre alcune centinaia di metri a piedi e perde 1’38” dai migliori.

Per il Team Sky ci sarà di che lamentarsi con l’organizzazione, un fatto del genere raramente è accaduto nella storia del ciclismo.

 

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Stefano Nouvion