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TOUR DE FRANCE 2016, 5ª tappa: sogno per Van Avermaet

TOUR DE FRANCE 2016, 5ª tappa: sogno per Van Avermaet

Un fantastico Greg Van Avermaet (BMC Racing Team) si aggiudica, dopo una lunghissima fuga, la prima tappa di montagna (Limoges-Le Lioran di 216 km) al Tour de France 2016, 5ª tappa di questa edizione della Grande Boucle, conquistando inoltre il simbolo del primato e resistendo al ritorno degli uomini di classifica. Esce di classifica Vincenzo Nibali, soffre ancora e perde ulteriore terreno Alberto Contador.

Di questo Tour de France 2016, la 5ª tappa può essere considerata la prima tappa di montagna, anche se concretamente è un ibrido tra una frazione vallonata e una di media montagna. L’unica certezza è rappresentata dal fatto che l’altimetria non lascia scampo alle gambe dei corridori. La prima parte di gara è semplice ma dopo 133 km, a Pont-de Saint-Project, i corridori approciano il Massiccio Centrale, in una regione di origine vulcanica le cui tortuose stradine sono l’antipasto delle salite di giornata, brevi ma ripide: si inizia con la Côte du Puy Saint-Mary (6,8 km al 3,9%) per poi scalare il Col de Néronne (7,1 km al 3%), lo spartiacque della tappa odierna che introduce alla fase calda. In rapida successione si affrontano infatti il Pas de Peyrol (5,4 km all’8,1%), la vetta più alta del Massiccio Centrale nei pressi della quale si trova la splendida conca vulcanica del Puy Mary, il Col du Perthus (4,4 km al 7,9%) per concludere con il Col de Font de Cère (3,3 km al 5,8%). Il traguardo è posto nei pressi della stazione sciistica del Massiccio Centrale, che solo una volta ha accolto un finale di tappa nel 1975. Le salite di giornata catalogate come GPM, dunque, sono ben sei, quattro delle quali negli ultimi 45 km e pur essendo tutte di 2ª e 3ª categoria è lampante come la giornata odierna sia il primo significativo test per gli uomini di classifica.

L’inizio di gara è piuttosto veloce, in tanti provano la fuga ma fino alla Côte de Saint-Léonard-de-Noblat, sulla cui cima transita per primo la maglia a pois Jasper Stuyven (Trek-Segafredo), il gruppo rimane compatto. Dopo 21 km di gara un gruppo di nove corridori si lancia in avanscoperta: gli attaccanti in questione sono Andrij Hrivko (Astana Pro Team), Rafał Majka (Tinkoff), Cyril Gautier (AG2R La Mondiale), Greg Van Avermaet (BMC Racing Team), Serge Pauwels (Team Dimension Data), Bartosz Huzarski (Bora-Argon 18), Thomas De Gendt (Lotto-Soudal), Romain Sicard (Direct Énergie) e Florian Vachon (Fortuneo-Vital Concept). Mentre gli uomini del Team Sky controllano la corsa senza forzare troppo, il drappello al comando guadagna un vantaggio di 9’05” in prossimità della zona di rifornimento fisso. Poco dopo Hrivko, De Gendt e Van Avermaet si avvantaggiano sugli altri sei compagni d’avventura, conquistando ben 2’35” rispetto a loro, il gruppo principale, invece, scivola addirittura a 15’08” di svantaggio massimo, complice anche una caduta nelle retrovie dello stesso. Tra i corridori coinvolti spicca il nome di Louis Meintjes (Lampre-Merida), che comunque riparte senza alcuna difficoltà. Sulla Côte du Puy Saint-Mary transita al primo posto De Gendt, che prova così a sfilare al connazionale Stuyven la maglia a pois.

Ai -60 dal traguardo sembra profilarsi una corsa nella corsa con la lotta per la vittoria parziale tra i fuggitivi e le scintille tra i pezzi grossi presenti a questo Tour de France 2016, con Team Sky e Movistar Team in testa al gruppo principale. Gli inseguitori di Hrivko, De Gendt e Van Avermaet non riescono invece a recuperare terreno e scivolano a quasi 3′ dal terzetto al comando. De Gendt transita primo anche sul Col de Néronne e si avvicina al primo posto nella classifica scalatori, mentre il gruppo principale, sotto l’impulso del blocco Movistar Team, riduce lo svantaggio nei confronti dei fuggitivi. Sul Pas de Peyrol l’ucraino Hrivko perde contatto dalla coppia belga al comando, con De Gendt che transita ancora per primo sul GPM e che conquista così la maglia a pois. Nel gruppo principale, invece, complice il ritmo infernale imposto dai compagni di squadra di Nairo Quintana, perde contatto Vincenzo Nibali, che saluta così in modo definitivo ogni velleità di classifica. Ai -17 dal traguardo Van Avermaet capisce che il suo compagno d’avventura non ne ha più e con uno scatto secco pianta il pur generoso De Gendt; tra i migliori soffre invece Thibaut Pinot (FDJ), che si mantiene costantemente nelle ultime posizioni del drappello con i migliori.

Mentre Van Avermaet s’invola verso un meritato successo, il Team Sky subentra al Movistar Team nel fare l’andatura. Ai -5 dall’arrivo il belga inizia a soffrire la fatica accumulata nei tanti chilometri di fuga, ma il suo vantaggio nei confronti del connazionale De Gendt è rassicurante. Alle loro spalle il Team Sky continua a scortare Chris Froome (e gli altri uomini di classifica) verso il traguardo, senza grossi scossoni. L’ultimo chilometro, per Van Avermaet, è una goduriosa passerella verso una vittoria cercata e raggiunta con grande coraggio e spirito di sacrificio, riscattando la sofferenza dell’ultimo Giro delle Fiandre. Piazza d’onore per Thomas De Gendt, terzo Majka.

Poco prima dell’inizio della discesa attacca Romain Bardet (AG2R La Mondiale), che mette in crisi proprio un sofferente Contador, ancora in fase di recupero dalle botte delle scorse giornate e che paga altri 32” dai migliori.

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Stefano Nouvion