Un’insalata ed un succo di frutta, in centro a Genova a casa di amici. Niccolò Bonifazio è la semplicità fatta persona, sarà per questo che ogni intervista finisce in una piacevole e divertente chiacchierata: il ragazzo ligure ha appena terminato l’allenamento personalizzato allo stadio ‘Carlini’ e, prima di ripartire verso ponente, fa una sosta per salutare gli amici che studiano nel capoluogo ligure:” E’ sempre difficile vederli in mezzo agli impegni ma quando posso mi ritaglio un po’ di tempo per stare con loro.”
Inseguendo il ‘derny’ ha assaggiato la prima vera calura estiva, allenandosi nel keirin per i campionati italiani che si svolgeranno domenica a Darfo Boario:” Il percorso è adatto a me: un po’ avvallonato, con una salita di 500 metri a due chilometri all’arrivo. E il rettilineo finale mi piace. Poi gli italiani sono una corsa particolare: si parte in 100, senza squadre, e può finire in ogni modo.”
In provincia di Brescia per cercare l’eredità di Nibali:” Al Giro è andato forte l’ultimo settimana, al contrario degli avversari. E’ stato sfortunato Nizzolo che cercava una vittoria di tappa ma ha comunque raggiunto l’obiettivo prendendosi la maglia rossa.”
In provincia di Brescia per ‘bissare’ il fratello Leonardo che domenica scorsa ha trionfato al 59° Gran Premio di San Vigilio di Concesio.
Bonifazio senza paura:” Posso stare con Kittel e Kristoff”
Bonifazio tra passato, presente e futuro: un salto enorme dalla Lampre ad un team blasonato come la Trek, un inizio di stagione dove è mancato un pizzico di fortuna ed un finale dove vorrà essere tra i protagonisti per trovare il primo successo con la casacca americana. “La Trek è un team grosso, molto organizzato; ci sono un po’ di differenze con la Lampre. Non è stato semplice ambientarsi, ho avuto bisogno di un po’ di tempo ma ora mi trovo bene coi programmi d’allenamento e le bici vanno forte. Alla prima uscita ero in stanza con Alafaci ed è nata una bella intesa anche in gara: in Australia ha tirato bene la mia volata dove sono arrivato secondo per solo mezzo centimetro. Inoltre ho dimostrato di poter stare con Kittel e Kristoff, i più forti in volata: non ho timore. Mi manca ancora qualcosina che spero di poter raggiungere con l’esperienza ed i sacrifici.”
Niccolò Bonifazio, in questa prima parte di stagione, è risultato spesso tra i piazzati anche se una serie di piccole sfortune hanno messo il bastone tra le ruote:” Al Laigueglia ho forato e poi sono caduto; alla Parigi-Nizza ho forato (a due chilometri dall’arrivo) nella tappa adatta a me dove ero davanti dopo una serie di ventagli. E’ stato un peccato perchè era la preparazione alla Milano-Sanremo e poteva dare una bella carica a me ed alla squadra. In Belgio ho accusato il freddo ed il calo di condizione, senza trovare il colpo di pedale giusto pur arrivando 5° alla Scheldeprijs. Guardando i risultati, comunque, è stato un avvio positivo anche se è mancata un po’ di fortuna che spero di avere nel finale.”
Una fase conclusiva che potrebbe fare l’occhiolino proprio al ligure a partire già dall’appuntamento nazionale di domenica:” Mi attende poi il Giro di Polonia dove l’anno scorso sfiorai la vittoria due volte e senza uomini che riuscissero a tirarmi su nel finale. Sarà uno dei miei obiettivi. Volerò poi in Norvegia per la Arctic Race e prepararmi alla Vuelta: in Spagna ci sono tappe dove potrei dire la mia.” Proprio la corsa spagnola potrebbe essere un bel banco di prova. Per un ragazzo di 22 anni non sarà semplice arrivare fresco a fine stagione. Ma lui non è un ragazzo qualunque ed affronterà le sfide con la serenità ed il coraggio che lo contraddistinguono nonostante le ‘tappe adatte a lui’ significhino frazioni con 2000-2500 metri di dislivello, molto avvallonate.
(Giuseppe Perletto, Niccolò Bonifazio e Lorenzo Spanò)
Niccolò è un ragazzo molto attivo che partecipa ed aiuta le associazioni benefiche locali. Lo scorso 2 giugno è giunto sul traguardo di Bellissimi (provincia di Imperia) assieme a Lorenzo Spanò per aiutare ‘UGI – Combattere il tumore del bambino’:” Mi fa piacere dare una mano, quello di Spanò è un grosso gesto. Sono tanti ‘gli Spanò’ in Italia ma purtroppo non sempre vengono pubblicizzati a dovere. Così come il ciclismo italiano avrebbe bisogno di un personaggio con carisma che faccia da traino mediatico. Ad oggi non c’è nessuno e l’ultimo che mi viene in mente fu un certo Marco Pantani: lui era diverso, era storico, ogni cosa che faceva piaceva sempre. Ecco ci vorrebbe uno come lui ed il ciclismo italiano tornerebbe a far parlare quanto il calcio. Gli appassionati sono tantissimi.”
LoSport24 ringrazia Niccolò Bonifazio e la Trek per la disponibilità e la simpatia con le quali si è prestato all’intervista. La riproduzione, anche solo parziale, potrà essere effettuata previa citazione della fonte.













