Il Psg di Zlatan Ibrahimovic si è laureato champion de France con ben 8 giornate d’anticipo, in virtù dei 25 punti di vantaggio sulla prima inseguitrice Monaco (77 pti contro 52). Numeri (non solo questi) di una stagione impressionante, di una macchina da guerra costruita per vincere che non ha pietà di nessuno. Il primo pensiero dei tifosi di tutto il mondo, però, è uno soltanto: che noia il campionato francese.
PASSERELLA CONTRO IL TROYES
Nella trasferta che può decretare il 6° titolo nazionale della storia della squadra parigina, Blanc e i suoi non si accontentano dei 3 punti, ma dilagano in una partita che può assurgere ad emblema della stagione calcistica francese: finisce 0-9 (4 le reti di Ibra), una prova di forza netta, disarmante, umiliante. Una marcia trionfale. 77 reti realizzate – 30 in più del Lione, che ha il secondo miglior attacco -, 15 subite (per una media di 0,5 a partita). Sulle 30 partite disputate il bollettino recita: 24 vittorie, 5 pareggi e una sola sconfitta, rimediata per altro a giochi ormai virtualmente conclusi 2 settimane fa contro il Lione. Insomma, una supremazia impressionante con uno sforzo nemmeno così marcato. Adesso, messi da parte i vari record raggiungibili data la situazione in campionato, Ibra, Di Maria, Verratti e compagni potranno concentrarsi sul cammino europeo, e chissà che non ne venga fuori un’annata irripetibile.
CHE NOIA
Certo, si dirà, con tutti quei soldi a disposizione dei capitolini è normale che il campionato risulti squilibrato. In effetti, solo nell’ultima sessione di mercato il dato riferisce di 303 mln complessivamente spesi dai club francesi per rinforzare le proprie squadre. Più di un terzo di questi, 116 mln, provenivano dalle casse del Paris Saint Germain.
Il risultato è che lo spettacolo ne risente: il Monaco è primo di un campionato a parte, combattuto, livellato, pronto a riservare sorprese fino alla fine; Il Psg, a conti fatti, si allena nei week-end per farsi trovare in condizione in Champions.
La metafora è esagerata, ma siamo contenti che il campionato italiano, nonostante la supremazia bianconera degli ultimi 4 anni (e mezzo…), continui a presentare le sue incognite avvincenti. Eppure il rischio di noia in alcuni casi è stato grosso anche per noi: nella Serie A 2013/14, quella stravinta dalla Juve di Conte con il record dei 102 punti, il distacco dalla Roma di Garcia fu di ben 17 punti, ma i bianconeri poterono festeggiare solo al termine della 36^ giornata, con i giallorossi, ormai arresi e certi della seconda piazza, sconfitti per 3 partite consecutive in chiusura di stagione. Ma non è questo il dato più consistente che si sia mai avuto in Serie A: nel 2006/2007 l’Inter di Mancini staccò la Roma di 22 punti, record assoluto per quanto riguarda il campionato a 20 squadre con la vittoria a 3 punti. Ma quello era l’anno dopo lo scandalo calciopoli e la vittoria dei mondiali, con il Milan campione d’Europa a Maggio: non si può dire che fu noioso. Nel campionato a 18 squadre (sempre con vittoria a 3 pti) il record di maggiore distacco dalla seconda – sempre la povera Roma – è di 11 punti, segnato dal Milan nella stagione dello scudetto 2003/2004.
UN GIRO IN EUROPA
Con queste premesse dal campionato francese, qualcuno smetterà di ricordare la tanto criticata dicotomia spagnola Barça–Real (oramai appiattita dall’Atletico di Simeone) e la monotonia del campionato tedesco dominato dal Bayern Monaco (il Dortmund non molla e resta vivo a 5 punti dalla vetta!). Mentre il pur sconvolto campionato inglese di quest’anno, con il sogno del Leicester davanti alle consuete big, rimane probabilmente il più divertente e intrigante da seguire. Degli ultimi anni il meno combattuto fu forse il titolo 1999/2000, con lo United davanti all’Arsenal di 18 lunghezze al termine della stagione (91 contro 73). A Madrid invece bruciano ancora i 15 punti accumulati dai blaugrana sui blancos nel 2012/2013 (100 punti contro 85).
Ecco, forse in Grecia non si divertono tanto di più che in Francia: a 5 giornate dalla fine l’Olympiakos è già campione, in virtù dei 20 punti che lo separano dall’Aek secondo in classifica. In 25 partite disputate, solo un pareggio e una sconfitta per i già campioni in carica, 13 gol subiti (17 per l’Aek) e 63 fatti (38 per l’Aek) che hanno prodotto 23 vittorie. Da quelle parti, però, dopo l’impresa sfiorata in Champions nel girone con Bayern e Arsenal (i Greci sono usciti per differenza reti, dopo aver totalizzato 9 punti come i londinesi) e dopo l’uscita dai sedicesimi di Europa League contro l’Anderlecht ai supplementari, dovranno accontentarsi dei “soli” record nazionali.









