Ieri alle 21 italiane si è conclusa la tre giorni dei QatarTest MotoGp sulla pista di Losail: neanche a dirlo il più veloce è stato Jorge Lorenzo seguito da un sorprendente Scott Redding e un sempre più convincente Maverick Vinales. Quarto tempo per Marc Marquez seguito da Valentino Rossi e la Ducati di Andrea Iannone. Ottava piazza per l’altra Ducati di Dovizioso, male Pedrosa soltanto quattrodicesimo.
Che il campione del mondo fosse ancora affamato non c’erano dubbi, ma il vuoto creato da Jorge Lorenzo assomiglia ad una vera e propria voragine. Oltre mezzo secondo sugli inseguitori più vicini, sei decimi al compagno di squadra e distacchi che superano il secondo dalla decima posizione in giù.
Bene anche Redding che continua il suo apprendistato con la Ducati Gp 15 avvicindandosi alla top 5, suo obiettivo stagionale. Molto bene Vinales e la Suzuki che con l’introduzione del seamless in scalata si avvicinano alle prestazioni di Yamaha, Honda e Ducati. Finalmente al top anche Marc Marquez che sembra aver trovato un buon setup di base per la sua RC213V. Soddisfatto anche Rossi che nonostante la caduta nella prima ora di test riesce tutto sommato a contenere il distacco guardando con fiducia sul passo gara. Andrea Iannone e le Ducati leggermente più staccate, ma in scia ai migliori.
IL CACCIATORE. No non è il film di Michael Cimino del 1978; è lo squalo Jorge Lorenzo che si è pappato la concorrenza in un sol boccone. Con il cronometro fermato su l’ 1’54”810 il maiorchino non ha solo distanziato gli avversari, ma ha anche disintegrato il record della pista risalente al 2008 ad opera di Casey Stoner (1’55”153) e il giro veloce in gara dello scorso anno di Valentino Rossi (1’55”267) . Il campione del è apparso in palla per tutti e tre i giorni di test e ieri ha mostrato i muscoli girando costantemente più veloce della concorrenza. Anche sul passo Lorenzo sembra essere il riferimento, nonostante qui gli avversari siano sensibilmente più vicini. Trent’uno giri tra il 55” alto e il 56” basso, con ben dieci passaggi sotto il ”56. L’unico neo in una giornata altrimenti perfetta è stato un piccolo problema di graining (abrasione della superficie dello pneumatico con la presenza di fenomeni di rottura) alla gomma morbida che non gli ha permesso di migliorare ulteriormente. Con le gomme dure ha compiuto un long run molto molto veloce di venti giri tutti compresi tra il 55”7 e il 56”4.
LA COPPIA ATIPICA: SCOTT REDDING E MAVERICK “TOP GUN” VINALES. Scott Redding e Maverick Vinales hanno mostrato un potenziale simile: ventidue giri con il passo simile a quello di Lorenzo per l’inglese, dodici per Vinales ma molti dei quali in 55” medio alto. Lo spagnolo si conferma cosi veloce non solo sul giro secco, ma anche sul passo gara, nonostante non abbia completato una vera e propria simulazione per concentrarsi sull’affinamento del setup della sua Suzuki. Proprio sul finale sul prototipo di Hammamatsu è stato montato il seamless anche in scalata, miglioria immediatamente apprezzata da Vinales anche se da affinare come da lui stesso odichiarato. Da notare come il compagno dello spagnolo, Aleix Espargaro, abbia concluso i test in quindicesima posizione a +1.609 da Lorenzo e a praticamente un secondo dal compagno di squadra.
MARQUEZ C’E‘. In quarta piazza troviamo un redivivo Marc Marquez, autore di una scivolata a circa metà turno. L’alfiere Honda dopo due giorni travagliati pare abbia trovato il bandolo della matassa. Dopo innumerevoli stravoglimenti della moto finalmente Marquez si è detto felice della base trovata e speranzoso di affinare ulteriormente in vista del weekend di gara. Per quanto riguarda il passo il piccolo diavolo ha completato ventotto giri “buoni” tra il 55”5 e il 56”6 e ha trovato il miglior tempo nell’ultimo passaggio ( con la complicità di Lorenzo che l’ha trainato, anche se involontariamente). Molto indietro invece Dani Pedrosa, quattrodicesimo a +1.332.
LAVORO NELL’OMBRA. In quinta posizione Valentino Rossi insegue a +0.619. Inaccappato in una scivolata alla curva 10 come il primo giorno, Rossi si è concentrato su gomme ed elettronica. Venticinque passaggi tra il 55” alto e il 56” basso: sembra pagare qualche decimo in termini di velocità pura dato che poche volte è riuscito a scendere sotto il 56”, ma mostra comunque una buona solidità sulla costanza, girando molte volte sul 56”0. Per sua stessa ammissione compie qualche errorino nel giro buono che gli fa perdere un paio di decimi, resta comunque positivo in vista del mondiale che scatterà tra due settimane.
ATTENTI A QUEI DUE. Lorenzo e Rossi sembrano temerle più della Honda. Se a torto a ragione lo diranno solo i risultati di Domenica sera. Certo è che le “rosse” hanno mostrato un potenziale altissimo. Iannone paga sette decimi e Dovizioso quasi nove, ma il giro secco non è sembrato il loro obiettivo. Diciannove giri sul passo dei migliori per entrambi i piloti, con Iannone leggermente meno costante rispetto a Dovizioso che completa i test in crescendo, chiudendo gli ultimi 6 passaggi praticamente sempre sotto il muro del 56”. Con il pasticcio”Casey Stoner” che non potrà continuare il lavoro svolto in questi giorni per via del regolamento che impedisce di provare a meno di 14 giorni dalla gara, la Ducati sembra comunque essere messa molto bene, considerando anche le supersoniche velocità in rettilineo.
THE BEST OF THE REST. A completare la top10 ci sono Cal Crutchlow in settima posizione che si conferma ottimo outsider con la Honda clienti, Barbera nono con la Ducati gp14.2 e Pol Espargaro con la Yamaha Tech3 decimo. Maluccio il rookie Tito Rabat a oltre due secondi e il compagno di squadra Jack Miller soltanto diciannovesimo a +2.236. Male anche l’Aprilia che ha debuttato con la moto nuova, ma paga un ritardo di +2.233 con Bautista e +2.530 con Stefan Bradl in penultima posizione.
Con questa tre giorni i test invernali sono ufficialmente terminati. Le luci artificiali di Losail si sono spente per riattivarsi nuovamente dall’ 11marzo. Le aspettative per la stagione 2016 si fanno sempre più alte. Il gioco sta per riniziare.









