L’annuncio è arrivato nelle scorse ore: Diego Alberto Milito, uno degli “Eroi del Triplete” interista del 2010, pensa al suo prossimo ritiro dalle scene del calcio. In una recente intervista alla stampa argentina ha dichiarato di voler appendere le scarpette al chiodo con la consapevolezza di aver vissuto una carriera splendida e ricca di soddisfazioni.
Peccato soltanto per quel Pallone d’oro …
ULTIMI MESI – Un eroe sarà un eroe per sempre. Ma un eroe capisce anche quando è il momento di lasciare la battaglia affinché sia combattuta dalle nuove leve. E’ per questo l’ex giocatore nerazzuro, l’attaccate Diego Alberto Milito, ha deciso che presto darà il suo addio al calcio giocato.
Negli ultimi mesi si era preso la responsabilità del ruolo di capitano del Racing Club de Avellaneda placando gli animi nelle tifoserie a causa delle brutte prestazioni della squadra. Ed è proprio nel corso di una di queste dichiarazioni del Principe che è stato ribadito il suo imminente addio al campo da calcio: “Bisogna avere pazienza, tuttavia ci manca qualcosa per raggiungere il livello dello scorso anno. Se mi dà fastidio essere sostituito? Al mio allenatore Sava ho sempre detto che io sono a sua disposizione. Ribadisco che questi sono gli ultimi mesi per me da giocatore, mi ritirerò a giugno salvo poi giocare la Libertadores nel caso il Racing arrivasse alle fasi finali di questa competizione”.
LA CARRIERA – Classe 1979, Diego Alberto Milito, esordisce ventenne in Argentina con il Racing Avellaneda totalizzando 137 presenze e 34 reti. Nel gennaio 2004 viene acquistato dal Genoa, squadra dove milita per due campionati di Serie B: nella stagione 2003-2004 totalizza 12 gol in 20 presenze; nel campionato successivo mette a segno 21 reti in 39 partite disputate arrivando secondo nella classifica marcatori ed iniziando a farsi notare nel calcio che conta.
Con la retrocessione della squadra ligure (inflitta dalla giustizia sportiva), Milito viene ceduto in prestito al Real Saragozza dove ritrova suo fratello Gabriel. Qui segna 15 reti raggiungendo la finale di Coppa del Re. Dopo essersi messo in mostra in Liga, nel 2008 l’attaccante argentino torna a Genova e in questa stagione mette a segno bel 24 reti affermandosi come miglior attaccante stagionale nella storia del Genoa.
Tutti questi gol non vengono ignorati dalle squadre più importanti del panorama italiano ed europeo, ma è l’Inter ad aggiudicarsi l’argentino per il campionato 2009-2010.
Qui, Milito, raggiunge l’apice della carriera. In questo anno, con questa maglia conquista tutto ciò che si può vincere giocando a calcio: Scudetto, Coppa Italia e Champions League. Il famoso “Triplete” interista del 2010. L’argentino è uno dei giocatori chiave di questa impresa e conclude la stagione avendo messo a segno 30 gol in 52 partite.
Con la maglia nerazzurra conquista anche un’altra Coppa Italia, una Supercoppa Italiana e una Coppa del Mondo per Club FIFA.
Un legame forte quello tra l’attaccante e l’Inter tanto che il suo addio alla squadra nerazzurra nel 2014 viene annunciato attraverso una lettera ai tifosi dallo stesso giocatore sul proprio profilo Facebook.
Milito torna così in Argentina, nel Racing Avellaneda, dove sta attualmente giocando.
NAZIONALE – La relazione tra Milito e la maglia albiceleste è stata piuttosto burrascosa. L’argentino indossa la maglia della Selecciòn per la prima volta contro l’Honduras il 31 gennaio 2003 mettendo anche a segno la sua prima rete con la maglia nella nazionale. Viene convocato poi in maniera sporadica rimanendo escluso dalla lista dei 23 nel Mondiale 2006. Trova poco spazio anche nella Copa América 2007.
A seguito della splendida stagione 2010 con l’Inter, Maradona lo inserisce nella lista dei convocati per il Mondiale sudafricano dove prende parte a due partite senza riuscire ad andare a rete.
L’anno successivo il commissario tecnico Batista lo inserisce nella lista dei convocati per la Copa America ma Milito non giocherà nessuna partita della competizione.
TANTI PREMI, MENO UNO – Nella sua carriera, Diego Alberto Milito ha collezionato numerosi trofei personali.
Agli Oscar del calcio AIC del campionato 2008-2009 vince il premio come miglior cannoniere del campionato e calciatore più amato. L’anno successivo viene premiato allo stesso evento come miglior calciatore e miglior giocatore straniero nella stagione 2009-2010.
Nel 2010 viene premiato come UEFA Club Footballer of the Year agli UEFA Club Footballer Awars.
Tra gli altri riconoscimenti personali vi è anche un Guerin d’oro nel 2009 e un importante Premio Olimpia nel 2012 come calciatore argentino dell’anno.
Ciò che più colpisce è che, tra tutti questi premi menzionati, manchi il premio più importante nella carriera professionale di un calciatore: il Pallone d’Oro.
Ha sollevato molte polemiche, infatti, la sua esclusione nell’elenco dei 23 candidati al Pallone d’Oro FIFA 2010, proprio nell’anno in cui ha vinto il Triplete con il proprio club.
La mancata candidatura del Principe è probabilmente dovuta ad un Mondiale sottotono, che non ha saputo evidenziare le sue doti e le sue caratteristiche. Ma questo non è certamente colpa sua.
Persino Sir Alex Ferguson si schierò a favore del giocatore interista: “Il Pallone d’Oro lo darei a Milito, ha disputato una Champions straordinaria”.
Con tutta probabilità, se non ci fosse stata di mezzo la manifestazione iridata non ci sarebbero stati dubbi sull’assegnazione del trofeo personale: Diego Milito avrebbe vinto sicuramente per merito dei i gol decisivi in Italia e in Europa e per una stagione da 30 segnature che lo ha eletto per sempre a simbolo dell’Inter leggendaria.









