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BOXE – Di Luisa e Pisanti vedono volare l’asciugamano. Troppo duri per loro Groves e Ward!

BOXE – Di Luisa e Pisanti vedono volare l’asciugamano. Troppo duri per loro Groves e Ward!

Andrea Di Luisa (foto di Fabrizio Andrea Bertani)La sera del 31 dicembre vede una piccola compagine italiana provare a fermare gli astri del pugilato d’oltremànica. Il terreno di scontro è la Copper Arena di Londra, dove prima Mario Pisanti e poi Andrea Di Luisa, si sono battuti contro i pugili di Eddie Hearn e di Sauerland.

Il primo a salire sul ring è Mario Pisanti contro il 25enne Martin Joseph Ward, per il titolo WBC international dei superpiuma. Nel primo round il pugile italiano prova a muoversi e a schivare, ma Ward, subito implacabile, colpisce con precisione e potenza, riuscendo a trovare un gancio sinistro che mette giù l’ospite, che però si rialza. Nella seconda frazione Mario Pisanti appare in chiara difficoltà sui colpi dritti, che lo fanno vacillare spesso e lo costringono ad un secondo conteggio, prospettando una fine dell’incontro anticipata. Il lottatore italiano cerca di recuperare i due atterramenti, ma Ward è attento e cerca di caricare ogni colpo. Lo staff di Pisanti, vedendo la difficoltà del proprio pugile, dichiara la resa nel terzo round, lanciando l’asciugamano per fermare l’incontro.

George Groves ricomincia la sua rincorsa al mondiale affrontando il nostro Andrea Di Luisa. L’inglese, dopo la doppia sconfitta con Carl Fronch e l’ultima contro Badou Jack, per il titolo mondiale WBC, ha intenzione di scalare la classifica e ottenere una nuova chance mondiale.

Nel primo round Groves è attento e rapidissimo a utilizzare il suo jab sinistro come un metronomo, per poi sfruttare le disattenzioni dell’avversario e punirlo lavorando a due mani. All’inizio della seconda ripresa il naso di Di Luisa inizia a sanguinare a causa di un uno-due potentissimo del suo avversario, che domina con la sua maggiore velocità di braccia e la superiore potenza e precisione dei colpi. Saint George domina la terza e la quarta ripresa, quest’ultima interrotta da un dubbio conteggio, attendendo e scoccando i suoi micidiali diretti. Andrea Di luisa cede al quinto round dopo due atterramenti, causati da due potenti destri, una alla milza e uno al volto. Anche questo match si conclude con il lancio dell’asciugamano da parte del team italiano, vedendo il proprio pugile in evidente difficoltà.

Un’avventura sfortunata per il nostro pugilato che, preso dalla gloria recente di Giovanni De Carolis, è costretto a fare un passo indietro e a soffermarsi per l’ennesima pausa di riflessione. I due leoni inglesi si sono mostrati decisamente fuori dalla portata dei nostri connazionali, specialmente George Groves, che è un pugile certamente di caratura mondiale. Ora bisogna capire cosa manca al pugilato italiano e porre delle basi solide prima di tentare nuove “imprese” estere, dettate esclusivamente dalla mancanza di denaro e opportunità nella nostra Penisola.

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Federico Falzone