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LIGA – Benitez e Zidane: i perchè di un addio e i motivi di una scommessa

LIGA – Benitez e Zidane: i perchè di un addio e i motivi di una scommessa

Zidane nuovo allenatore del Real Madrid: Qualcosa che Florentino Perez aveva in testa da molto tempo, ma cui tempi eran ben più lunghi di quelli che la realtà dei fatti ha dimostrato.

ADIÒS RAFA – Viene in mente la cantilena di Materazzi, mai tenero con l’ex allenatore di quei sei mesi alla Pinetina: “Benitez ha sempre problemi con lo spogliatoio. Non ha empatia con i suoi giocatori.” Ebbene, anche questa volta, Don Rafè (com’era chiamato in una Napoli che non lo rimpiange) sembra pagare lo scarso feeling con molti pezzi da 90 dello spogliatoio. Clamorosi gli scontri con Isco e James Rodriguez, relegati in panchina senza troppi complimenti malgrado le buone prestazioni. Anche Cristiano Ronaldo non ha mai visto sbocciare l’amore on il proprio allenatore, e può non essere un caso che le voci di una voglia matta di trasferirsi sotto la Tour Eiffel siano arrivate proprio in questi mesi. Sergio Ramos non ha preso bene qualche critica di troppo, mentre Benzema non ha mai gradito le frequenti sostituzioni in caso di rottura della BBC. Traspare, infatti, che l’unico elemento del tridente ad essere contento fosse Bale, coccolato dal mister; cosa non molto gradita ai compagni di reparto. Ci potrebbero essere altri casi, come quelli di Jesè, Cheryshev e quello, un pochino più sotto la superficie, di Kroos: le immagini di Isco che fa finta di sorprendersi vedendolo in panchina hanno fatto il giro del mondo.
A Rafa si imputa anche lo scarso rendimento contro le grandi: sconfitte contro Barça, Siviglia e Villareal, mentre con Atletico e Valencia sono arrivati due pareggi. Se a questo si uniscono i soli 37 punti in 18 giornate, il gioco raramente spettacolare e la difesa alquanto ballerina…

LA SCOMMEZZA – Affidare la squadra in corsa ad un allenatore con pochissima esperienza può sembrare un azzardo. Di fatto, la carriera di Zizou come primo allenatore ha raccolto più perplessità che elogi, soprattutto nella scorsa stagione (5° posto in Segunda B, la nostra Lega Pro). Quest’anno, il secondo posto suggerisce dei miglioramenti, anche se non sufficienti per una scelta del genere.
Zidane, però, ha molti punti a suo favore, uno su tutti: lo spogliatoio. Era lui il secondo di Ancelotti nella stagione della Decima, e il suo ruolo di collante ed assistente al è stato molto apprezzato da dirigenza, corpo tecnico e giocatori della Casablanca. I suoi sostenitori evidenziano che l’anno seguente, con Hierro nella sua funzione, le cose a Valdebebas siano cambiate molto. Zidane verrà rispettato dallo spogliatoio: ricorderà la calda atmosfera che si respirava due stagioni or sono ai nostalgici ancelottiani (su tutti un certo CR7) e riporterà la serenità perduta, senza farsi mettere i piedi in testa.
Zidane è l’uomo di casa e conosce l’ambiente come le sue tasche: una certezza per far tornare il sorriso ai giocatori. La speranza per questi (primi?) sei mesi è che, malgrado non sia Vettel, il bolide galactico lo sappia guidare comunque: Benitez, pur avendo molta esperienza in più, non c’è riuscito.
Concludendo, vi diamo uno squarcio del Perez-pensiero: “Zidane è il miglior acquisto che ho fatto nella mia vita, ancora oggi per strada mi ringraziano di averlo portato a Madrid“. Parole firmate in calce dal presidentissimo, che punta su una bandiera con un sogno nel cassetto: fare di Zizou la risposta al Guardiola made in Barça.

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Simone Calice

Laureato in Lingue e Letterature straniere all'Università degli studi di Milano. Appassionato di calcio e boxe (già collaboratore dell'Italia Thunder Boxing Team), segue lo sport nazionale ed internazionale, setacciando le migliori pagine web italiane e straniere alla ricerca delle ultime notizie.