In un lunedì abbastanza nero per tutti i mercati mondiali, la Ferrari, dopo essere approdata nella Borsa di Wall Street, sbarca anche a Milano, Piazza Affari. Il titolo del Cavallino Rampante debutta sulla Borsa italiana a 43 euro per azione, (viene assegnata una azione Ferrari ogni 10 azioni possedute di Fiat Chrysler). Però il giorno negativo dei mercati colpisce anche la Rossa di Maranello, che recupera solo nel finale di giornata chiudendo a +0,5%. Come a Wall Street, anche a Palazzo Mezzanotte la Ferrari ha esposto i suoi prodotti, dalla SF 15-T, la monoposto che ha raggiunto le 3 vittorie nel 2015, fino all’ultima partorita in casa Ferrari, la F12 Tdf, insieme ad un’altra decina di modelli. Alla cerimonia di avvio degli scambi ha partecipato anche il premier, Matteo Renzi, accolto dallo stato maggiore del Lingotto: Sergio Marchionne, presidente della Ferrari e numero uno di Fca, l’amministratore delegato Amedeo Felisa, Piero Ferrari, il figlio del fondatore Enzo, il presidente di Fca ed Exor, John Elkann, come riporta la Repubblica.
COSA CAMBIA ORA PER IL CAVALLINO RAMPANTE? – I risultati sportivi influenzeranno notevolmente la quotazione in borsa. La Ferrari potrà trarre esempio dalla Juventus di Agnelli, che è stata quotata in borsa a fine 2001, e da lì, vincendo 4 scudetti consecutivi negli ultimi anni, ha visto un progressivo crescere delle azioni riuscendo ad accumulare un buon tesoretto da investire nel mercato. Così potrà succedere anche alla Ferrari: da tatn otempo ormai in casa Rossa si dice che il 2016 dovrà essere l’anno buono. Se davvero la prossima stagione il Cavallino Rampante riporterà il titolo mondiale piloti a Maranello, le quotazioni Ferrari in borsa saliranno e ciò permetterà ai tecnici di Maranello ulteriori fondi per investimenti e sviluppi tecnologici in vista del Mondiale di Formula1 2017, che sarà abbastanza diverso da quello 2016 per via di modifiche sulle monoposto e sul regolamento.









