Vi proponiamo i voti e le pagelle di Barcellona-Roma, partita inserita nel quinto turno dei gironi di qualificazione alla fase finale della Champions League 2015/16; il match, disputatosi al Camp Nou di Barcellona, è terminato con il clamoroso risultato di 6 a 1 per i padroni di casa.
Voti Barcellona-Roma 6-1: i catalani
BARCELLONA: (4-3-3): Ter Stegen 7; Alves 7,5, Pique 7, Vermaelen 5,5, Alba 7; Rakitic 7,5, Busquets 7 (46′ Samper 7), Sergi Roberto 7,5; Messi 8,5, Suarez 9, Neymar 8. All: Enrique 8.
VOTO AL BARCELLONA: 9 – Il genio non si esprime solo nello strabiliare gli astanti, nella meraviglia: essere geniali vuol dire rendere facili le azioni considerate impossibili. Basterebbe questa frase per descrivere il gioco del Barcellona: un possesso palla fluido e armonico, un’armata cinica ed altruista allo stesso tempo. Tutto questo a pochi giorni dal 4-0 nel Clàsico, che avrebbe accontentato e reso satolla quasi qualunque altra squadra; non i catalani, che attaccano senza risparmiarsi, con la testa fissa al primo posto nel girone. Luis Enrique, da esperto stratega, non si schermisce e chiude subito il match nel primo tempo, per poter gestire meglio le forze dei suoi, in vista degli impegni successivi; corretto anche risparmiare Iniesta da uno sforzo inutile, lasciandolo in panchina. Ci inchiniamo davanti alla manifestazione del calcio che vorremmo sempre vedere.
IL MIGLIORE: Suarez 9 – Premiamo l’attaccante uruguagio, in quanto mette il piedone in quattro dei sei gol blaugrana, con due reti e due assist: ma, a dire il vero, il plauso andrebbe fatto verso il ritrovato trio delle meraviglie. Tre campioni che si divertono, giocano per l’altro e si dimostrano in incredibile simbiosi: tra molti anni, alla fine delle loro carriere, avranno l’onore di entrare nella leggenda di questo sport. Chapeau.
IL PEGGIORE: Vermaelen 5,5 – A voler trovare una pecca in questa squadra, chiamiamo in causa la difesa: troppo sbadata a perdersi Edin Dzeko, quando il risultato era ancora a reti bianche. Fortunatamente per il centrale belga, l’ex-City non si dimostra decisamente in giornata, ma le certezze che il numero 23 dà sono risicate. A tempo quasi scaduto, si prende la libertà di affossare il bosniaco in area, concedendo il rigore agli ospiti. In Catalogna non sono preoccupati: Mascherano tornerà a colmare il vuoto.
Pagelle Barcellona-Roma 6-1: i giallorossi
ROMA (4-3-3): Szczesny 6; Maicon 4,5, Manolas 4,5, Rudiger 4,5, Digne 4; Pjanic 5 (75′ Ucan 5), Keita 4,5, Nainggolan 5 (46′ Iturbe 6,5); Florenzi 5 (58′ Vainquer 5,5), Dzeko 5,5, Iago Falque 5. All: Garcia 4.
VOTO ALLA ROMA: 4 – Certo, contro questo Barcellona non si poteva sperare di più: ma questa Roma ha lasciato cuore, cattiveria e personalità allo stadio Olimpico. Giusta l’impostazione con il baricentro basso e con i reparti ben compatti; quello che manca sembra semmai l’intesa tra gli interpreti della difesa. La tattica del fuorigioco viene ripetutamente sbagliata, sia dagli esterni che dai centrali: con queste sbavature macroscopiche, le poche certezze del catenaccio saltano subito. A Garcia non riesce nulla, neppure la gestione di una sconfitta onorevole. Non era la partita decisiva ed i tifosi lo sanno: il giudizio definitivo è rimandato all’ultima giornata.
IL MIGLIORE: Iturbe 6,5 – La sua presenza fa capire quanto Gervinho e Salah fossero necessari per provare quantomeno a pungere la difesa – non ineccepibile, va detto – catalana. La velocità e soprattutto la voglia di dimostrare il proprio valore fa sì che il numero 7 si renda sempre pericoloso: dai suoi piedi nasce l’occasione non sfruttata da Iago Falque, dal suo contropiede Pjanic si guadagna una punizione dal limite. Certo, ha la possibilità di essere fresco quando la partita è di gran lunga finita: ma – in una Roma del genere – non ci voleva molto per ottenere la palma di migliore in campo. Premio consolatorio anche per Szczesny 6, il quale – incolpevole su tutti i gol – riesce a mettere molte pezze e ad ipnotizzare anche Neymar dal dischetto.
IL PEGGIORE: Digne 4 – In una parola, imbarazzante. D’accordo, il terzino che si ritrova Messi dinanzi è sempre il più sfortunato della serata: ma lui ci mette decisamente del suo. Non si intende con i compagni, sbaglia continuamente la linea per la tattica del fuorigioco: regala a Messi la possibilità di segnare e servire con facilità i propri compagni. Nel secondo tempo prova a farsi vedere in avanti, rendendo ancora più macroscopici gli spazi difensivi.










