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TEMPO DI BILANCI: Le due facce del Chievo Verona

TEMPO DI BILANCI: Le due facce del Chievo Verona

E’ tempo di bilanci anche a Verona, sponda Chievo. Dopo le prime 12 giornate di campionato la squadra di Rolando Maran, protagonista di un avvio sorprendente in questa stagione con tre vittorie, un pareggio e una sconfitta dopo le prime cinque giornate, si ritrova ora al 14^ posto in classifica a 13 punti.

PARTENZA ECCELLENTE – Dopo le prime cinque gare di campionato, probabilmente neppure il più ottimista dei tifosi clivensi avrebbe pensato di vedere la propria squadra al terzo posto, con 10 punti in classifica e nove gol segnati. Roba che non si vedeva dalla splendida stagione 2001/2002. La formazione clivense infatti stupisce tutti mostrando un gioco fluido, fatto di solidità, corsa e pressing costante sugli avversari, il tutto ottenuto con pochi cali di ritmo di gioco. A ciò si aggiunge la notevole rapacità e il dinamismo della coppia d’attacco Paloschi-Meggiorini.
Particolarmente positive risultano le prestazioni offerte contro la Lazio(annichilita 4-0), Empoli e Juventus, che nella partita casalinga dello Juventus Stadium fatica non poco a trovare il pareggio (arrivato poi nel finale su rigore) contro una squadra ben organizzata, ordinata in difesa e rapida nelle ripartenze offensive orchestrate spesso dalle due mezzali Castro ed Hetemaj (quest’ultimo autore del gol del vantaggio). La regia di Birsa e l’esperienza di Gobbi e Cesar in difesa completano il puzzle.
Insomma tutto sembrava presagire che il Chievo, piccola grande realtà del nostro campionato, potesse giocare davvero il ruolo della squadra rivelazione, invece di quello della consueta compagine pratica, discreta nel complesso, ma a tratti noiosa, con l’obiettivo solito della salvezza e niente più, come tante volte ci aveva abituato nelle stagioni passate.

IL CALO – Dopo la vittoria nel turno infrasettimanale per 1-0 contro il Torino, però, qualcosa sembra incrinarsi negli scaligeri. I gialloblù conquistano 2 punti contro Sassuolo ed Hellas, dopodichè subiscono ben quattro sconfitte nelle ultime 5 uscite rispettivamente contro Genoa, Napoli, Milan e Palermo, intermezzate da un pareggio contro la Sampdoria. Cosa è successo quindi?
Iniziamo col dire che la crisi del Chievo sembrerebbe una crisi di risultati più che di gioco: i clivensi infatti anche nelle recenti uscite di campionato contro Napoli e Milan, avversari sulla carta ben più dotati tecnicamente, hanno saputo comunque tener testa e mettere in difficoltà la squadra avversaria per diversi tratti di entrambi i match, terminati entrambi col minimo scarto. A questi si aggiungono la sconfitta rocambolesca di Genova e la sfortunata trasferta di Palermo, dove anche in questo caso i gialloblù hanno disputato una buona partita senza ottenere punti, complici il portiere dei siciliani in stato di grazia e un arbitraggio alquanto discutibile. In parole povere il Chievo non ha raccolto quanto seminato e la vittoria manca ormai da quasi due mesi.
Tuttavia l’alibi della sfortuna regge fino a un certo punto, dato che alcuni elementi della rosa accusano un evidente calo di prestazioni. Meggiorini ad esempio, con due gol e tre assist messi a segno soltanto nelle prime due partite, non timbra il cartellino da troppe gare consecutive e nelle ultime uscite è apparso decisamente appannato. In difesa poi, si registrano alcuni errori individuali di troppo che sembrano aver minato in parte le certezze iniziali del reparto arretrato. Infine a centrocampo Radovanovic non pare convincere a pieno come sostituto di Rigoni, vittima di acciacchi fisici nelle ultime settimane.
Il prossimo impegno contro il fanalino di coda Carpi sembra essere l’occasione giusta per tornare a vincere ma questo punto una domanda sorge spontanea: riuscirà il tecnico Maran a restituire la brillantezza e la solidità delle prime giornate alla squadra? O sarà stato tutto un semplice fuoco di paglia? Al campo l’ardua sentenza..

TOP – Con 4 gol in 8 presenze, Paloschi sembra rappresentare un’insidia per qualunque difesa. Senso del gol e opportunismo sotto porta non gli mancano. Un altro protagonista in positivo della stagione dei veneti fin qui, è sicuramente anche Lucas Castro. L’argentino ex Catania, si è distinto particolarmente per i suoi importanti inserimenti in fase offensiva a cui unisce ottime doti tecniche, che lo rendono certamente l’uomo di maggior garanzia del reparto, seguito da Hetemaj e Birsa. Menzione d’onore anche per il terzino Gobbi e il portiere Bizzarri.

FLOP – Come già accennato prima, Radovanovic non è ancora riuscito a convincere in mediana, apparso confusionario e istintivo fin qui, non certo il faro di centrocampo che tecnico e tifosi si aspettano. Un altro che appare in ritardo di condizione è il neo acquisto Cacciatore, che per il momento fatica a replicare le buone prove offerte con le maglie di Hellas Verona e Sampdoria.

 

 

 

 

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Lorenzo Bonuomo

Sono nato nel 1993 e vivo a Rivoli in provincia di Torino. Mi sono diplomato al liceo scientifico e attualmente studio Scienze Internazionali dello Sviluppo e la Cooperazione all'università di Torino. Da sempre appassionato di sport, aspiro a diventare giornalista.