Jakub Mareczko e Nicolas Marini, ovvero in questo momento due delle più grandi promesse italiane tra le ruote veloci. Southeast e Nippo Fantini si coccolano i due talenti che al primo anno da professionisti hanno fatto registrare ottimi risultati.
Cominciamo con Mareczko, protagonista della cronaca più recente. Il classe ’94 della Southeast, come detto al primo anno tra i pro, inizia a vincere già a gennaio andando a segno due volte alla Vuelta al Tachira, prima di ottenere un altra doppietta alla Vuelta a Venezuela. Nel finale di stagione si rende protagonista in Asia vincendo una tappa al Tour of Hainan (la cui generale sarebbe poi andata a Sacha Modolo) ma soprattutto sette (7!) frazioni e la classifica generale al Tour of Taihu Lake, arrivando ad un totale di 13 vittorie. I successi arrivatianche contro avversari più blasonati dimostrano che il talento c’è e l’essersi allenato per mesi con un certo Alessandro Petacchi non può che avergli fatto bene.
L’altro esordiente che merita una segnalazione è Nicolas Marini. La sua vittoria al Tour of Japan è stata significativa per la Nippo Fantini, sia perché arrivata in quella che è un po’ la corsa di casa, sia perché si è trattato del primo successo stagionale che ha dato poi il via ad altri ottimi risultati. Marini però non si è fermato e al Tour of China II ha tagliato per primo il traguardo in tre occasioni, arrivando a 4 vittorie in stagione.
Il classe ’93, come detto anche dal suo compagno di squadra Daniele Colli, ha grandi potenzialità e la sua abilità negli arrivi veloci è un dato di fatto, anche se con l’esperienza dovrà affinare anche le doti di resistenza.
Qualcuno potrebbe storcere il naso sottolineando come i successi di Mar&Mar siano arrivati in corse diverse da quelle in cui si valutano i grandi campioni, ma la sensazione è che la stoffa sia quella dei grandi se due ragazzi riescono a rendersi protagonisti con delle vittorie fin dal primo anno tra i pro. Il tempo è sicuramente dalla loro parte e già dal prossimo anno potremmo ritrovarceli protagonisti anche su altri terreni: la strada è quella giusta.









