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SAMPDORIA – Da Miha a Zenga, cambia poco. Il Doria in trasferta diventa un caso

SAMPDORIA – Da Miha a Zenga, cambia poco. Il Doria in trasferta diventa un caso

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Il ritorno dal Matusa di Frosinone con le ossa rotte e una certezza: la Sampdoria ‘formato trasferta’ sta diventando un problema. Il punto del San Paolo, o meglio l’ultima mezz’ora, alla seconda di campionato è già diventato un caso in una classifica che non piange grazie al fortino costruito al Ferraris. Proprio per questo l’umore dei tifosi è ‘ballerino’, passando dalla settimana della speranza e dell’esaltazione ai giorni bui della disperazione con Zenga che appare prossimo al patibolo.

UN PUNTO IN QUATTRO PARTITE: UN CASO? – E’ sotto gli occhi di tutti: da casa alla trasferta la squadra subisce un’involuzione. Torino ed Atalanta hanno banchettato sui doriani ed ancora il Napoli si rammarica per aver gettato al vento due punti che lo avrebbe proiettato a ridosso della capolista. Frosinone sembrava l’uscita giusta per riportare fiducia ai tifosi anche lontano dalla Liguria: dunque è innegabile che la macchina in trasferta abbia qualche problema.
L’idea di Zenga, ‘palla avanti e corriamo ad abbracciarli’, sferraglia quando Muriel ed Eder non riescono a trovare la via del gol e sulla trequarti non arriva l’ispirazione giusta. A tal proposito è da notare come gli ultimi tre risultati, non positivi, siano figli di episodi: dalla topica di Moisander a Bergamo, al gollonzo di Perisic su azione rocambolesca di Icardi arrivando al palo di Muriel al 6′ di ieri, unico grande spavento per i ciociari. Manca un po’ di cattiveria dettata dalla personalità, dal carattere ed in questo Cassano potrebbe essere l’arma in più. Verrebbe da obiettare che la partita ancora prima, il 2-1 in casa contro la Roma, venne decisa, a favore, da un goffo autogol: il calcio è molto episodico. Tutto vero! Così com’è vero che quella marcatura venne orchestrata da Eder, l’unico che ha saputo trascinare i compagni in questo primo scorcio di campionato. Non una circostanza ma comunque una sola individualità.
Il codice d’allarme non è ancora rosso perchè nella situazione della Sampdoria ci sono anche Carpi, Frosinone e i rivali del Genoa: un solo punto in quattro gare. Poco meglio l’Hellas con due, ancor peggio il Bologna sempre sconfitto. Inoltre anche squadre blasonate come Lazio e Milan hanno raccolto già tre sconfitte lontano da mura amiche.
La risposta dunque è: speriamo di sì! Il destino che gira storto e possa raddrizzarsi lungo l’andamento della stagione.

DA CESENA A FROSINONE: DA MIHA A ZENGA, ANCORA CRITICHE – Sei mesi fa, 180 giorni di cambiamenti: da Eto’o a Cassano, da Zenga a Mihajlovic. Lo scorso 18 aprile la formazione del tecnico serbo era nel mezzo della crisi di risultati, con l’affanno di dover trovare l’Europa: contro il Cesena venne impostato un ’11 a trazione anteriore’, un 4-2-4 che portò tante ottime occasioni ma nessuna rete. Fu uno dei tanti pari che costò caro ad una squadra stanca, spremuta psicologicamente e fisicamente dall’allenatore. Provare a ritrovare la vittoria schierando tutto l’arsenale offensivo disponibile, contro una formazione tra le più modeste della stagione.
Una soluzione provata ieri anche dall’ex ‘Uomo Ragno’: Soriano, Carbonero, Cassano, Eder, Muriel, e ad un certo punto anche Correa, però non sono bastati per scardinare il fortino giallo. Allora Mihajlovic venne criticato per un imprecisato errore nella lettura della gara, oggi Zenga per aver provato l’assalto pesante dal primo minuto senza poter contare sulla disponibilità della diga Barreto-Fernando che avrebbe franto le onde avversarie. 
Fa niente, le parole sarebbe volate anche se le squadre si fossero barricate in difesa ad aspettare i due attacchi dal potenziale decisamente inferiore. Erano le volte buone per provare i bombardieri in un unico assalto. Fallito.
Ferite dell’animo sanabili con una vittoria nel prossimo match.

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Alberto Ponte

Studio giurisprudenza a Genova e mi piace collezionare...passioni. Amo viaggiare, mangiare e leggere. Inoltre sono un tifoso dello sport, dei suoi annedoti e delle sue storie. "Lo sport è cultura, speriamo continui ad esserlo" [Livio Berruti]