Il main event della serata del Teatro Principe vede Malignaggi vs Fazekas, quello che tutti gli appassionati milanesi di boxe aspettavano. La sorpresa, non troppo gradita, è la difficoltà dell’italo-americano a battere l’ostico avversario ungherese.
Per quanto visto sul ring del Principe, The Magic Man ha dimenticato la bacchetta oltreoceano. Prestazione scialba, con il pubblico caldo per tutti gli otto round solo perchè si tratta dell’ex campione del mondo. Del Malignaggi che tutti conosciamo si è visto ben poco: giusto qualche movimento rapido del tronco; un lampo della sua classe che è bastato a mandare in visibilio il pubblico. Guardando il pugilato e non il pugile, però, diversi addetti ai lavori si sono scoperti negativamente sorpresi per la boxe di Paulie.
L’azione del siciliano di Brooklyn è mancata di mordente, ed il match, che sulla carta doveva essere marcato a fuoco dal suo talento, si è svolto quasi sul filo del rasoio. Ha sorpreso Fazekas, avversario giramondo che per la 20° volta su 22 sconfitte ha s’è dovuto inchinare soltanto al verdetto dei giudici. L’ostico magiaro, tra l’altro, è stato fin troppo aggressivo, meritandosi un richiamo ufficiale al terzo round.
Dopo i due KO subiti contro Porter e Garcia, Malignaggi torna alla vittoria, pur non convincendo. Le attenuanti ci sono: il mese e mezzo dalla sconfitta contro Swifty non gli ha permesso di recuperare al meglio, e si è visto; l’emozione del debutto, con tanto di inno di Mameli pre-match, in un’arena caldissima come quella meneghina potrebbe avere influito. Sta di fatto che ci si aspettava che un pugile di caratura mondiale come Paulie facesse tutt’altro incontro.
Il ragazzo di Brooklyn, dopo il match, ha ribadito la volontà di voler provare l’assalto al titolo europeo. D’altronde, ha rimandato il ritiro proprio per far vedere al mondo la sua volontà d’essere italiano: ci vorrà il vero Magic Man per centrare l’obiettivo, e non quello al 50-60% visto sul ring del Principe.
IL SOTTOCLOU PRO
Malignaggi non è l’unico italiano che vuole puntare alla cintura europea. Antonio Moscatiello (19-2-1), infatti, a microfoni spenti ha confessato di aver messo l’oro continentale in cima ai propri obiettivi: “Il tricolore? Ancora?! Cosa lo faccio a fare? Voglio l’europeo ora!“. Al ritorno dopo l’infortunio all’occhio, il milanese s’è sbarazzato senza troppi problemi di Jozsef Gerebecz (7-13-2). L’ungherese va al tappeto già al secondo round, quando Moscatiello sfodera un bel colpo al corpo. La storia si ripete per altre due volte nella ripresa successiva, mentre, alla terza occasione, un mancino di Big sdraia il rivale e convince definitivamente l’arbitro a decretare la fine dell’incontro. Una curiosità: i due boxeur si erano già sfidati nel dicembre 2008; era il secondo match da pro per Big, che in quell’occasione aveva vinto ai punti dopo un incontro sui 4 round.
Soddisfacente anche la prova fornita da Renato De Donato. Gyula Tallosi, anche lui magiaro, non è all’altezza del pugile di casa. Il milanese già al secondo round mette al tappeto l’avversario in due occasioni, chiudendo il match alla 4° ripresa con un boleo, come chiamano in Sudamerica il ‘letale’ mezzo montante-mezzo gancio; saranno contenti i suoi caldissimi sostenitori, guidati da due cheerleader d’eccezione, ovvero le sorelle dell’atleta.










