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ESCLUSIVA – BASKET Coach Maurizio Lasi: “L’obiettivo di Jesi è la salvezza, ad ogni costo!”

ESCLUSIVA – BASKET Coach Maurizio Lasi: “L’obiettivo di Jesi è la salvezza, ad ogni costo!”

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maurizio lasi

La redazione de LoSport 24 ha avuto il piacere e l’onore di poter scambiare qualche battuta col Coach dell’Aurora Basket Jesi, Maurizio Lasi, che si appresta ad affrontare la sua seconda stagione alla guida della squadra.

Partiamo da un po’ di tempo fa, quando lei era ancora giocatore. Nella stagione ’76-’77 ha avuto la possibilità di frequentare la Henninger High School di Syracuse, cosa ha imparato dagli americani, che notoriamente sono più “avanti” di noi in termini di cultura dello sport?
“Oltre ad un’esperienza bellissima di vita, soprattutto rapportata a quei tempi dove internet poteva essere al massimo interpretata come la rete della porta dell’Inter e la televisione trasmetteva “Qui New York vi parla Ruggero Orlando”, a dimostrazione che l’America e la pallacanestro, nel nostro paese, erano ancora raccontate più che viste. Ma la cosa che mi sono portato dietro e mi ha fatto crescere è stata la mentalità nell’inseguire i propri sogni attraverso la volontà e una forte etica nel lavoro”.

L’inizio del nuovo millennio coincide con la svolta della sua carriera di allenatore. Dopo 6 anni di giovanili e incarichi da vice-allenatore, arriva la prima chiamata per un ruolo da capo-allenatore a Fabriano. Come ha vissuto questo passaggio?
“Intanto gli anni di assistentato sono stati: due in A1 alla Mens Sana Siena con Cesare Pancotto e due in A2 a Fabriano con Alberto Bucci, a cui devo molto sia da giocatore che da allenatore, perché fu lui a consigliare alla società che ero pronto per il ruolo. Bene perché ero stimato dalla città, da una parte della società e soprattutto dai giocatori.”

La prima esperienza non è iniziata al meglio, a causa di un esonero a gennaio. Ciononostante, qualche settimana dopo è stato richiamato ed ha guidato la formazione marchigiana alla conquista del campionato e della storica promozione in Serie A, dopo un secco 3-0 a Napoli. Cosa le ha dato la forza di tornare e di compiere un’impresa simile?
“E’ stato un condensato di esperienze in un unico anno. Sono stato esonerato dopo 5 vinte e 5 perse, e per una squadra che si doveva salvare era già una cosa strana, senza chiedere nulla ai giocatori… Alla fine dopo le sei partite perse consecutivamente dopo il mio esonero sono stato richiamato a furor di popolo durante l’ultima partita prima del mio ritorno, e poi dai Ninno (famiglia che deteneva la presidenza della società n.d.r.) che mi hanno sempre appoggiato.
La vera forza è la mia fede che mi porta a comportarmi lealmente con tutti, mettendo sempre il massimo dell’impegno.
La promozione l’ottieni se hai dei giocatori eccezionali sia sul campo che fuori che ti seguono e ti aiutano: quelli lo erano veramente”.

Dopo qualche parentesi in giro per l’Italia (Rieti, Pistoia, Imola), nel 2011 ha deciso di dare un’altra svolta alla sua carriera, sposando la causa della Famila Wuber Schio, formazione regina della massima serie del campionato italiano femminile. Può spiegarci il perché di questa scelta?
“Le parentesi sono state due promozioni in A2 a Rieti e Pistoia, poi dopo Imola mi è arrivata questa offerta e l’idea di avere un esperienza totale a 360 gradi nel campo della pallacanestro e la prospettiva di confrontarmi con le migliori squadre di Eurolega mi hanno fatto dire “Perché no?!”.”

Con la compagine veneta ha ottenuto prima la Supercoppa, nel 2012, e poi la tripletta Supercoppa, Coppa Italia e Scudetto, nella seconda stagione. Come se non bastasse, si è fatto strada anche nelle competizioni internazionali, raggiungendo per due anni consecutivi le finali di Eurolega. A posteriori la scelta si è rivelata azzeccata, è soddisfatto dei risultati raggiunti o aspirava a vincere ancora di più?
“Come esperienza e come risultati sicuramente sì… Mi ha fatto comprendere le problematiche del femminile e perché l’Italia non decolla a livello internazionale !
Di contro, rientrare nella maschile è stato poi più problematico: era come tornare dopo aver allenato due anni all’estero in un paese sconosciuto.”

Recentemente è stato voluto da coach Andrea Capobianco come vice allenatore della Nazionale Italiana Under 18, che è riuscita a conquistare il primo posto al Torneo di Mannheim, un vero e proprio mondiale della categoria. Ha sentito nostalgia dei giovani? C’è tanta differenza tra una nazionale di giovani e un club di “senior”?
“Con Andrea c’è una stima reciproca umana e sportiva, nata durante i 4 anni del primo corso di formatori nazionali tenuto da Ettore Messina e dagli Psichiatri  Del Prete e Biccardi, e si è consolidata nel tempo in una vera amicizia.
La nostalgia dei giovani l’ho superata portandoli in prima squadra, e la differenza sta nell’avere pazienza e nell’incoraggiarli quando sbagliano e fargli capire che i primi ad investire sul loro futuro devono essere loro stessi attraverso il lavoro, la volontà e la capacità nell’assorbire i giusti consigli.”

Nel 2014 ha deciso di accettare l’offerta di Jesi. Come si trova nella società marchigiana?
“Devo dire che la città e la società sono l’ideale per fare un buon lavoro, ma in questo momento hanno bisogno di sostegno sia sportivo che economico per consolidarsi e rilanciarsi al meglio.”

L’anno scorso la squadra è stata privata, a metà stagione, dell’elemento di spicco del suo attacco, Ian Miller. In sua assenza la squadra se l’è cavata comunque ed è riuscita ad ottenere la salvezza. Quali sono i punti di forza del suo team?
“A dire il vero l’anno scorso è stato un calvario, fra le assenze importanti d’inizio campionato con successivi recuperi e reinserimenti durante il campionato, che voleva dire togliere spazio a chi se l’era guadagnato per chi  rientrando pensava gli spettasse di “diritto”, ma spesso non era ancora in condizione.
Poi con altre assenze come Miller e altri infortuni in corso d’opera la vera squadra non c’è mai stata, e paradossalmente quella operaia di fine campionato è quella che ha ottenuto i migliori risultati con una sua identità: quella di saper soffrire per vincere!”

Dal mercato sono arrivati nomi nuovi come quelli di Ousmane Gueye e Josh Greene, o di Neiko Hunter e Paolo Paci. Come verrà organizzato il gioco?
“Abbiamo poca potenza sotto canestro e quindi dovremo fare della velocità una nostra arma tattica e un punto di forza per sopperire alla mancanza di peso sotto le plance. Sugli esterni invece siamo abbastanza coperti: abbiamo diverse soluzioni e un nuovo Santiangeli nelle vesti di capitano.”

Infine, due parole sul futuro. Lei è uno specialista delle promozioni, visto che ne ha collezionate 3 con Fabriano, Rieti e Pistoia. Punta allo stesso risultato con Jesi o i progetti futuri prevedono altro?
“Quest’anno è un po’ l’anno zero per Jesi: squadra molto giovane, costruita con poche risorse ma puntando su giocatori motivati, vedremo se sapremo bruciare le tappe senza scottarci.”

Quali sono, in definitiva, gli obiettivi della stagione?
“La salvezza. Sarà dura, difficile, ma la vogliamo ottenere in ogni maniera!”

Quali sono le caratteristiche principali della squadra, in particolare i punti di forza? Siete soddisfatti dei risultati nel pre-campionato?
“I punti di forza saranno dati dalla capacità di tutti nel sacrificarsi in difesa, in attacco di passarsi la palla, e nel capire il proprio ruolo e responsabilità nell’interno del gruppo.
Dal capitano ai ragazzi delle giovanili che si allenano costantemente con noi, ognuno ha una parte importante in un contesto che si chiama squadra!
Il precampionato è ok con gli alti e bassi tipici di una squadra giovane, mentre la preparazione è stata inficiata dal fatto di non avere avuto l’UBI BPA Sport Center per 10 giorni, il che ha interrotto i giusti ritmi di lavoro costringendoci a fare gli allenamenti ad Osimo, che ringrazio per l’ospitalità e la gentilezza, ma negli orari di fine pranzo con conseguente impossibilità di sostenere le due sedute di lavoro giornaliere.”

La redazione de LoSport24 ringrazia calorosamente Coach Maurizio Lasi e l’ufficio stampa dell’Aurora Basket Jesi porgendo loro il nostro in bocca al lupo per la stagione che sta per cominciare. La riproduzione, anche solo parziale, deve avvenire previa citazione della fonte.

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Simone Soranzo