A Burgos il grande giorno è arrivato: ecco l’unica grande prova contro il tempo di questa Vuelta, annunciata come una delle frazioni risolutrici di questa grande corsa a tappe. Forse decisiva visto che ha cambiato nuovamente gli scenari di una gara finora imprevedibile, passata rapidamente dall’essere una rivincita tra Froome e Quintana ad un’interessante lotta tra quattro outsiders: Fabio Aru e Rafal Majka, i due giovani a caccia di un’importante affermazione prestigiosa, l’eterno piazzato Joaquim Rodriguez e la rivelazione della corsa, Tom Dumoulin. Prima di questa tappa il sardo dell’Astana ed il catalano del team Katusha hanno duellato per la maglia rossa, mentre gli altri due hanno atteso l’ultima settimana, e questa frazione in particolare, per ribaltare la classifica. Del resto i distacchi non troppo elevati hanno fatto pensare ad un possibile ribaltone.
La diciassettesima tappa, lunga quasi 40 chilometri (38,7 per la precisione), sulla carta, era chiaramente una frazione ideale per specialisti della cronometro e per passisti capaci di tenere un gran ritmo su un percorso particolare e a detta di molti decisamente interessante, vista l’alternanza di pianura e saliscendi con curve a cui prestare attenzione.
Il favorito alla viglia era Tom Dumoulin e l’atleta della Giant-Alpecin non ha deluso. L’olandese ha stravinto la cronometro con una vera e propria prova di forza, rifilando distacchi abissali a tutti i rivali diretti. È bastato osservare il primo intertempo, quando Dumoulin aveva già qualcosa come 44’’ su Fabio Aru, il migliore dei suoi avversari, per comprendere che non ci sarebbe stata storia. Semplicemente di un altro pianeta, con una frequenza di pedalata impressionante. E, inevitabilmente, è arrivata anche la maglia rossa, il simbolo del primato. Disastrose le prestazioni del leader della classifica Purito Rodriguez e di Rafal Majka, crollati con distacchi superiori ai 2 minuti (addirittura 3 per il piccolo catalano). Si è salvato alla grande un ottimo Fabio Aru: il sardo ha limitato i danni arrivando al traguardo con 1’53’’ , tempo che gli è valso la decima posizione nella tappa e la seconda nella classifica generale, per soli tre secondi alle spalle del mostruoso Dumoulin. Una bella prova, che lo rende il favorito per la vittoria finale, se si considera che da domani la strada tornerà nuovamente a salire. Dopo le delusioni degli ultimi giorni, la sorpresa di questa cronometro è stata la coppia della Movistar composta da Alejandro Valverde e Nairo Quintana, che sono riusciti ad entrare nella top ten e a guadagnare posizioni in classifica e secondi su tutti i favoriti per la maglia rossa. E non è impossibile che nel corso di queste ultime tappe sia il murciano che il colombiano possano inventarsi qualche azione. Con la loro fantasia il podio (e forse qualcosa di più) resta certamente un obiettivo realistico.
Ordine d’arrivo
1 Tom DUMOULIN (Ola, Giant) 37,8 km in 46’01” (media di 50,46 km/h);
2 Bodnar (Pol) a 1’04”;
3 Valverde (Spa) a 1’08”;
4 Kiryenka (Blr) a 1’31”;
5 Coppel (Fra) a 1’32”;
6 Quintana (Col) a 1’33”;
7 Sicard (Fra) a 1’36”;
8 Oliveira (Por) a 1’38”;
9 Cummings (Gb) a 1’40”;
10 Aru (Ita) a 1’53”
Classifica generale
1 Tom DUMOULIN (Ola);
2 Aru a 3”;
3 Rodriguez (Spa) a 1’15”;
4 Majka (Pol) a 2’22”;
5 Quintana (Col) a 2’53”;
6 Valverde (Spa) a 3’15”;
7 Chaves (Col) a 3’30”;
8 Moreno (Spa) a 3’46”;
9 Nieve (Spa) a 4’10”;
10 Meintjes (Saf) a 6’51”









