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EURO 2016 – Alla scoperta dell’Islanda, la nazione che ha strappato a sorpresa, e per la prima volta, la qualificazione!

EURO 2016 – Alla scoperta dell’Islanda, la nazione che ha strappato a sorpresa, e per la prima volta, la qualificazione!

Nizza, 23 febbraio 2015, sorteggio della fase di qualificazione agli Europei 2016. L’urna sancisce che il Gruppo A sarà formato da Olanda, Repubblica Ceca, Turchia, Islanda, Lettonia e Kazakistan. Le ultime tre sembrano le classiche “nazioni cuscinetto“, l’Olanda è la favorita a comandare il girone, mentre Repubblica Ceca e Turchia si contenderanno il secondo posto. Ma il calcio si sa, è uno sport bellissimo perché imprevedibile, e anche in questo caso la realtà ha saputo stupire: dopo aver battuto due volte l’Olanda, e grazie al pareggio ottenuto pochi giorni fa contro il Kazakistan, la nazionale islandese si è qualificata, per la prima volta e in anticipo, alla fase finale di Francia 2016.
Ecco tutto quello che c’è da sapere sulla squadra rivelazione dei prossimi campionati europei.

Anni 2000, la nascita – In Islanda la tradizione calcistica è praticamente inesistente: la nazionale nordica non ha infatti mai preso parte prima d’ora ad una fase finale degli Europei o dei Mondiali. Prima del nuovo millennio le uniche gioie in ambito calcistico che l’Islanda aveva dato ai suoi tifosi erano la vittoria del 1976 contro la Germania Est e quella del 1988 contro la Norvegia. La scarsa popolazione, unita alle difficili condizioni climatiche e alla brevità del campionato (di soli 5 mesi), non hanno sicuramente mai giocato a favore della nazionale islandese.
All’inizio del 2000 la Federazione ha però deciso di investire nella costruzione di sette campi regolamentari al coperto, in modo da permettere lo svolgersi di un numero nettamente superiore di partite. Grazie a questa decisione, il numero dei tesserati è cresciuto, così come il numero dei tecnici con il patentino UEFA. Attualmente i tesserati sono circa 21mila.

Da Euro 2000 al 2008- Alle qualificazioni per la competizione europea del 2000 l’Islanda è riuscita a raggiungere un buon quarto posto, che non le è bastato per accedere alla fase finale, ma che è risultato un enorme passo avanti rispetto ai precedenti ultimi posti. In quell’occasione ottima era stata la prestazione contro la Francia campionessa del mondo.
Successivamente, sia nel 2004 che nel 2008 la qualificazione sfugge per pochissimo: in questi anni l’Islanda infligge anche un pesante 2-0 all’Italia di Lippi, diventata poi Campione del Mondo, a dimostrazione che i progressi della formazione nordica non sono da sottovalutare.

La svolta – Il cambiamento porta la data del 2011, anno nel quale i ragazzi dell’Under 21 ottengono la qualificazione all’Europeo di categoria. I buoni risultati raggiunti da quel gruppo convincono il tecnico Lars Lagerback ad accettare l’incarico di selezionatore della nazionale maggiore. Da quell’Under 21 arrivano così in prima squadra l’attuale capitano Gunnarsson, che incarna alla perfezione l’ideale del giocatore nordico, dalla forza fisica e resistenza incredibili; il centrocampista Bjarnason, attualmente al Basilea e primo giocatore islandese della storia a vestire le maglie di Pescara e Sampdoria; Halfredsson, attualmente giocatore dell’Hellas Verona, e il numero 10 dello Swansea Sigurdsson, autore dei goal che hanno messo ko l’Olanda in questa fase di qualificazione a Euro 2016.

Favola Euro 2016 – Da quel momento la storia della Nazionale islandese cambia, il sogno della squadra nata in un paese di poco più di 300.000 abitanti, il più piccolo mai ammesso a un Europeo, è adesso realtà. “Mi pento di non aver dichiarato prima la festa nazionalema pub, discoteche e ristoranti resteranno aperti quanto vogliono per festeggiare questo trionfo”  ha affermato il primo ministro Gunnlaugsson al termine della sfida contro il Kazakistan, che ha sancito la qualificazione dell’Islanda a Euro 2016. L’appuntamento decisivo è adesso la gara contro la Repubblica Ceca, partita decisiva per il primo posto nel girone. Indipendente da quale sarà il risultato della sfida, la favola dell’Islanda ci ricorda perché il calcio continua ad essere lo sport più bello del mondo.

 

 

 

 

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Federica Sala

21 anni, studentessa di Linguaggi dei Media all'Università Cattolica di Milano. Esperta e amante di calcio, mi occupo del settore giovanile e dei social network.