Ieri è morto Islam Timurziev. Noi di Lo Sport 24 lo vogliamo ricordare così:
Quella sera a Mosca, sul ring di casa, serviva una vittoria a tutti i costi alla sua squadra, per ottenere un punto e vincere la “Nations World Cup” contro Cuba. Ma c’era un problema: l’avversario si chiamava Odlanier Solis, fresco di medaglia d’oro ai Giochi Olimpici di Atene 2004 nella categoria Supermassimi, già due volte campione mondiale e, forse, più favorito di lui non c’era nessuno.
Si usavano i caschetti e i guanti erano contrassegnati da un cerchio di colore bianco, all’altezza delle nocche; solo quella parte del guantone, definita antishock, poteva toccare l’avversario, e vinceva chi andava più volte a bersaglio e totalizzava un maggior numero di punti.
Il cambio dei guanti, il ritorno al verdetto tramite i cartellini e il ritiro dell’elmetto per i pugili Elite (i vecchi prima serie per intenderci), d’altronde, sono regolamenti abbastanza recenti.
Quella notte, chissà cosa avrà pensato Islam Timurziev, dopo aver battuto il campione olimpico in carica!
Da quel giorno il suo nome fu lanciato tra i più grandi palcoscenici mondiali, e il posto negli Heavyweight in Russia, sarebbe stato difficile levarglielo.
Dopo questo straordinario trionfo con la nazionale, quando meno te lo aspetti, arriva la brutta notizia: il peso massimo russo ha un cancro e dovrà rinunciare ai prossimi mondiali.
Ritornato all’attività agonistica, partecipa clamorosamente ai campionati europei del 2006. Batte un mostro sacro del pugilato dilettantistico come Roberto Cammarelle, si sbarazza di Kubrat Pulev (plurimedagliato dilettante e recentemente sfidante di Wladimir Klitschko, ndr) e sorprende tutti laureandosi Campione d’Europa; sembra uno di quei film Hollywoodiani dal finale al miele.
Nello stesso anno dell’europeo, si trova ad affrontare nuovamente Solis per il mondiale delle nazioni. La finale è ancora Russia vs Cuba, ci troviamo a Baku, è il punto decisivo per le due squadre: una sfida fantastica, senza un attimo di pausa, dove il russo si è trovato in vantaggio per tutto il match, venendo poi dominato nella terza e ultima ripresa dal cubano, che la interpretava da autentico fuoriclasse. Questa volta il russo viene tradito dal fiato e la sua nazionale perde.
Si è spento ieri Islam Timurziev, a soli 32 anni, senza che il mondo pugilistico sapesse che fine avesse fatto un campione come lui. La causa della sua scomparsa è stata una setticemia, ma il peso massimo combatteva da anni contro i problemi di salute e la malattia. Noi lo vogliamo ricordare per i successi che ha avuto contro i dilettanti più forti al mondo in quel periodo; per quell’oro europeo arrivato dopo un tumore conclamato pochi mesi prima; e per l’amore infinito che ha dimostrato nei confronti di questo sport. Il pugilato mondiale ha perso un uomo che picchiava duro, aveva cuore da vendere e, se non fosse stato per i problemi di salute, probabilmente, avrebbe avuto una brillante carriera anche nel professionismo internazionale.









