Ancora pochi giorni e avrà inizio l’ultimo Slam di questo 2015, l’evento sportivo con il più alto montepremi che quest’anno supererà i 40 milioni di dollari e solo i due vincitori dei tabelloni di singolo guadagneranno un premio di tre milioni e 300 mila dollari. Molta attesa sopratutto per Serena Williams, ad un passo dal raggiungere Maureen Connolly, Margaret Smith Court e Steffi Graf nella stretta cerchia delle tenniste in grado di vincere tutte e quattro le prove Slam nello stesso anno; mentre nel maschile c’è grande equilibrio con Djokovic, Murray e Federer che arrivano a giocare il torneo di Flushing Meadws in grande forma e son pronti a darsi battaglia per succedere nell’albo d’oro al campione uscente Marin Cilic.
ERBA, TERRA E CEMENTO – L’Us Open è l’unico Slam ad aver adoperato nel corso della sua storia tutte e tre le superfici: per quasi cent’anni si è giocato sull’erba, ma nel 1975 avvenne il cambio radicale con la scelta della terra di colore verde, tuttavia il lento non ebbe lunga vita perchè con il trasferimento del torneo da Forests Hill a Flushing Meadows cambiò anche il terreno con l’arrivo del cemento che tuttora è la superficie sul quale si gioca. Il campo centrale intitolato ad Arthur Ashe, primo tennista a vincere nell’era Open nel 1968, è il più grande stadio di tennis al mondo ed è stato teatro di partite che sono entrate nella storia di questo sport: nel 1969 ad esempio ha visto Rod Laver completare il Grande Slam con la vittoria in quattro set su Tony Roche, mentre nel ’74 vide la definitiva morte sportiva di Ken Rosewall, sconfitto con un umiliante 6-1, 6-0, 6-1 da colui che diventerà uno dei più forti ed eccentrici tennisti della storia, Jimmy Connors. Gli anni ottanta per l’Us Open ebbero un nome e un cognome, nel bene e nel male: Ivan Lendl, l’ex numero uno ceco giocò infatti otto finali consecutive dal ’82 al ’89 ma riuscì ad alzare il trofeo in sole tre occasioni, colpa della grandissima qualità presente allora nel circuito con Jimmy Connors, John McEnroe, Mats Wilander e Boris Becker che scrissero il loro nome nell’albo d’oro del torneo di New York sconfiggendo in finale il grande Ivan.
NEL NOME DI AGASSI E SAMPRAS, PRIMA DELL’AVVENTO DI ROGER – Gli anni ’90 segnarono una svolta nel mondo del tennis con il cambio generazionale ai vertici della classifica e anche in America arrivarono i primi segnali di novità con la finale tra due allora giovanissimi Sampras e Andre Agassi, vinta in quell’occasione da Pete, ma la loro rivalità segnerà un epoca e all’Arthur Ashe si sfideranno per il titolo altre due volte sebbene il vincitore finale non cambiò mai. Dal 2004 al 2008 il torneo è un monologo di Roger Federer che riceve il classico scambio di consegne prima da Sampras a Wimbledon 2001 e poi da Agassi a New York, ma dopo lo svizzero non si avranno più domini e il trofeo verrà alzato da 5 tennisti diversi (Del Potro, Djokovic, Murray e Cilic) con il solo Rafael Nadal capace di vincerlo in due occasioni nel 2010 e nel 2013.
IMPIANTO ALL’AVANGUARDIA – Il Billie Jean National Tennis Center di Flushing Meadows è l’impianto tennistico più grosso al mondo con i suoi 20 campi da allenamento, lo stadio centrale Arthur Ashe da 23200 posti inaugurato nel 1968 e il Louis Armstrong Stadium utilizzato come campo 2 con i suoi 10200 posti, inoltre anche i campi 4, 7 e 11 hanno una capienza maggiore ai mille posti a sedere e tutti dispongono di copertura televisiva. La superficie veloce non è la stessa utilizzata nei altri tornei in cemento, infatti gli Us Open hanno scelto il Deco Turf , il quale produce un rimbalzo rapido ma con meno rimbalzo, ideale per i gran server e per chi gioca con la tattica serve and volley. Anche nelle regole lo Us Open si differenzia dagli altri Slam, infatti è l’unico ad aver adottato il tie break anche nel quinto set, scelta presa per motivi televisivi.









