Alto 1,95 cm per 94 kg, Usain Bolt sarebbe diventato una star di qualsiasi sport avesse voluto praticare. Persino lo storico allenatore del Manchester United, Alex Ferguson, lo accolse a braccia aperte durante il ritiro estivo del 2013. Per ora il giamaicano si è accontentato di diventare l’uomo più veloce del pianeta.
A KINGSTON NASCE LA STELLA – Il 19 luglio 2002 vince il suo primo oro Mondiale, nella rassegna juniores a Kingston, diventando il più giovane atleta a raggiungere questo traguardo con 16 anni e 200 giorni, mentre l’anno precedente, nell’edizione planetaria allievi di Debrecen non andò oltre le semifinali. Nel 2003 rimedia nella medesima categoria con l’oro a Sherbrooke e colleziona record su record nei 200 metri piani.
IL MONDO LO CONOSCE A PECHINO – Passano 5 anni di promesse e di buone medaglie, mancando per poco l’alloro olimpico e mondiali a causa di alcuni infortuni che lo mettono k.o. nel momento decisivo. Si presenta così all’Olimpiade asiatica da favorito e domina i giochi con una facilità disarmante: dapprima si prende l’oro ed il record (9″69) dei 100m piani, rallentando negli ultimi 30. Poi bissa demolendo gli avversari sui 200 fermando il cronometro per la prima volta a 19″30. La ciliegina sulla torta arriva con il primo posto della staffetta nei 4×100.
IL RECORD ALIENO DI BERLINO E IL BLUFF DI DAEGU – Nel 2009 si presenta i nastri iridati di Berlino da fenomeno mediatico ed atleta più famoso al mondo: non ce n’è per nessuno. Nei 100metri firma il pazzesco 9″58 che porta il giamaicano ad essere studiato come un alieno: tra i vari test emerge che la sua progressione ha visto anche falcate da 2 metri e 44 centimetri. Ancora oro nei 200 (con 19″19) e nei 4×100.
Abbassa le sue prestazioni: nel 2010 si infortunia al tendine d’achille e rimane fermo, poi torna per i Mondiali di Daegu l’anno successivo sollevando un polverone di polemiche. Nella finale dei 100 viene squalificato per falsa partenza: i maligni affermano che sia stato un gesto volontario per aumentare l’attenzione dei media. Lui replica con la vittoria nei 200 ed il record nei 4×100.
RE D’INGHILTERRA – Dopo l’onda di critiche si presenta nella amata Gran Bretagna, alle Olimpiadi di Londra nel 2012, da portabandiera. All’arrivo dei 100 metri zittisce i detrattori in 9″63, poi infila la vittoria nei 200 (19″32) e nei 4×100, con record (36″84) che ormai è diventato un classico.
Ai Mondiali russi nell’anno successivo riprende i tre ori che hanno il gusto speciale di abbattere un altro primato ancora: eguagliando gli ori iridati del grandissimo Carl Lewis.
OGGI, IERI, DOMANI…’THUNDERBOLT’ – Ieri ‘thunderBolt’ è rimasto sul trono della velocità planetaria battendo il favorito americano Gatlin in 9″79. A 29 anni sembrava arrivato il momento di cedere lo scettro, ancora una volta Bolt ha smentito tutti ed ora lo sguardo verrà rivolto ai 200 metri.











