Pagelle e giudizi per i protagonisti del Tour de France e le loro squadre.
CHRIS FROOME (Team Sky): Il britannico del Kenya vince meritatamente il suo secondo Tour de France: allunga, tiene botta e alla fine sa anche soffrire. Si presenta a capo di una corazzata formidabile che per sconfiggerla va ‘eliminata fisicamente’ , vedi la spallata di Barguil che manda Thomas per le fasce. Sfila agli Champs Elysees da re (anche delle scalate). Voto 10, Froomidable.
NAIRO QUINTANA (Movistar): E’ il miglior giovane ed è l’ultimo ad arrendersi dall’inizio alla fine, eppure sembra sempre un passo indietro a Froome. Tenuto quotidianamente sotto controllo, quando riesce a sciogliersi dalle briglie mette in serio pericolo il futuro campione: nella terz’ultima e nella penultima tappa scappa ma ormai è tardi. voto 7,5 Un Tour alla rincorsa.
ALEANDRO VALVERDE (Movistar): Lo spagnolo specula sull’errore altrui, è il Pippo Inzaghi delle due ruote, se ci passate il paragone. Pensa molto a se, poco agli altri, ma nel ciclismo che è sport di squadra, al servizio del singolo, è un “difetto” che sa di poco. voto 7.
VINCENZO NIBALI (Astana): Parte malissimo lo squalo, complice la sfortuna. Si rialza e lotta, ci prova, ha un cuore enorme, non basta. Si ferma ai piedi del podio, salva la faccia con un attacco epico, è forse poco. voto 7, di stima.
ALBERTO CONTADOR (Tinkoff): Il pistolero spara a salve, ci prova, ma ha le polveri bagnate. Troppi km nelle gambe, quelli del Giro, qualche tentativo di attacco, poca roba. La classe è di certo la più cristallina del gruppo, ma l’impresa doppietta non è nemmeno sfiorata. voto 6.
SKY: Vanno forte anche i porta borracce. Lo squadrone britannico arriva in una condizione complessiva di rara prepotenza. Froome è la ciliegina sulla torta, i pasticceri sono i suoi compagni. A volte qualche lacuna nella gestione delle fughe, ma il cannibalismo si è ritirato con il belga della leggenda. Il giudizio non può che essere ottimo. voto 8. Dominatori.
MOVISTAR: La squadra in se c’è: vince la classifica dei team, sul podio della Generale porta due corridori (e Quintana è anche maglia bianca). Ma, come per il capitano, appare sempre un passo dietro al Team Sky, come successo nella cronosquadre. Un vero peccato aver osato soltanto alla fine. C’era un film, ‘Gioco a due’ , che diceva: il rimpianto è una perdita di tempo. Ecco appunto, la Movistar va presa alla lettera. voto 7.
ASTANA: Un primo posto (di Nibali) e un secondo (di Fuglsang) di tappa, decisamente in ribasso rispetto agli 11 podi (con quattro vittorie) dell’anno scorso. La pressione dell’opinione pubblica e dei tifosi, i compagni che ‘isolano’ lo Squalo: insomma le prime due settimane sono un pianto. Poi le Alpi raccontano un’altra storia, la stessa che vede Nibali raggiungere i piedi del podio. Voto 5, decollo in ritardo
TINKOFF – SAXO: Vince il premio di team più romantico del Tour ma ciò non porta a nulla: Sagan (8, per lui cinque piazze d’onore e due terzi posti) si prende la maglia verde, passa praticamente un mese in fuga ma ancora non trova il successo al Tour. La meravigliosa vittoria in solitaria di Majka nell’undicesima tappa, la stessa dove Bennati è costretto al ritiro. Capitan Contador è già in ritardo ed arriva l’ultima settimana nella quale la Tinkoff crolla sotto i colpi della sfortuna: dapprima il dramma Basso, poi la caduta di Contador sulla discesa del Col d’Allois. Nessun aiuto dal cielo, voto 6,5









