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Lo Sport 24 racconta… il primo derby milanese della storia

Lo Sport 24 racconta… il primo derby milanese della storia

focus adriano

Il 18 ottobre del 1908, quando in Italia circolavano meno di 250 macchine, quando la Guerra Mondiale era ancora un avvenimento sconosciuto e solo metà dei bambini andava a scuola, un gruppo di giovani ragazzi si stavano recando a Chiasso in treno. Si dividevano pane, salame e vino per il pranzo, e qualcuno offriva anche del whisky, conservato con cura per l’occasione. Erano tutti amici, ignari della rivalità che, con il passare degli anni, avrebbe impedito il ripetersi di una scena simile. Indossavano casacche di lana, che si differenziavano solo per i colori: c’era chi era vestito di nero e azzurro, e chi di rosso e nero. Appartenevano a Inter e Milan e stavano andando a disputare il primo derby milanese della storia.

Derby 1908

Chi l’avrebbe mai detto che fu la Svizzera il terreno della prima stracittadina di Milano? La partita era un’amichevole, precisamente la finale del Torneo Chiasso, competizione su inviti organizzata dalla società rossoblù. Il Milan di Gerolamo Radice aveva guadagnato l’accesso alla partita battendo per 2-0 il Circolo Juventus Bellinzona, mentre l’Inter, con a capo Virgilio Fossati, aveva avuto la meglio per 1-0 sull’Ausonia. La squadra rossonera, forte della vittoria di tre titoli nazionali, era composta prevalentemente da italiani, sui quali brillava Pierino Lana, ventenne di Milano, chiamato Fantaccino a causa della bassa statura e del fisico gracile. L’Inter era invece nata da appena sette mesi, contava più stranieri in squadra e girava intorno a Ermanno Aebi, sedicenne italo-svizzero soprannominato Signorina per via del viso giovane e dei piedi da ballerina.

Il biglietto per assistere alla gara costava 20 centesimi di lire, una grossa cifra per l’epoca considerando la situazione economica italiana. Nessun modulo, niente schemi: si attaccava e difendeva in undici, sul campo del Gas con le porte più corte ma più alte, nelle quali c’erano le reti, che rappresentavano una novità e facevano ridere la gente. I goal si segnavano sui pali, quadrati, e ogni rete veniva rappresentata con una tacca. I tempi erano due da 25’ ciascuno.

Derby 1908 (3)

“Questo match fu giocato accanitamente da ambo le parti e fu certamente il più interessante della giornata” scriverà all’indomani il Corriere della Sera. “E’ lotta accanita e splendida, per qualche momento indecisa la sorte” affermerà la Gazzetta dello Sport.
Fu il Milan ad aggiudicarsi il primo derby della storia, grazie alle reti di Lana, primo marcatore in assoluto nella stracittadina della Madonnina (e due anni dopo anche l’autore del primo gol della Nazionale Italiana) e Forlano per il Milan, contro i quali a nulla è servita la rete nerazzurra di Peyer, appena diciottenne, che successivamente farà parte della formazione che vinse il primo scudetto.
Nonostante l’entusiasmo rossonero per il trofeo conquistato e il dolore dell’Inter per la sconfitta subita, i ventidue giocatori, sul treno che da Chiasso li riportava a Milano, viaggiavano nuovamente uniti, accomunati dalla medesima consapevolezza: essere entrati nella storia.

Derby 1908 (2)

I protagonisti rossoneri – Il Milan disputò la gara con Gerolamo Radice tra i pali: milanese di 25 anni, fu allenatore, portiere e capitano di quel Milan. Vicepresidente insieme a Piero Pirelli, vinse lo scudetto del 1907. Davanti al portiere vennero schierati ben tre giocatori successivamente mai utilizzati in campionato: Glaser, nazionale svizzero che giocò il derby di Chiasso in prestito dallo Zurigo, Carletto Bianchi e Steltzer. Chi divenne invece un pilastro del Milan fu Marco Sala, che giocò 11 anni con la maglia rossonera, per poi chiudere la carriera all’Inter. Soprannominato Marchino per la sua bassa statura, viene ricordato come un giocatore non atletico ma velocissimo, capace di mettere in difficoltà gli avversari.
In campo quel pomeriggio il Milan vantava anche Meschia, venticinquenne milanese, che nei cinque anni in rossonero vinse lo scudetto del 1907; Pierino Lana, stella della squadra, nonché primo a segnare in un derby di Milano e realizzatore anche del primo goal in assoluto della Nazionale Italiana; Madler, primo tedesco nella storia del Milan, e Forlano, protagonista solo di questa partita, in cui segnò il suo unico goal.
Completavano poi la formazione Laich, che con l’Inter avrà sempre un conto in sospeso: proprio in un’amichevole contro i nerazzurri si ruppe infatti una gamba e fu un infortunio talmente grave che la partita venne sospesa. Non tornerà mai più in campo; e Colombo, rimasto in rossonero per 14 stagioni e soprannominato “El Vitel” per l’esuberanza fisica e l’impeto con cui placcava gli avversari.

L’11 nerazzurro – L’Inter affrontò invece la sua prima stracittadina con Campelli in porta: il quindicenne Nasone, così era soprannominato, fu uno dei primi grandi portieri di sempre, oltre che il più giovane in assoluto della storia nerazzurra. E’ lui l’inventore della parata in presa, mentre tutti i suoi colleghi respingevano ancora solo di pugno. Davanti a Campelli giocarono Fonte, anche lui di 15 anni, che entrò in squadra dopo aver visto la notizia della fondazione dell’FC Internazionale sul giornale; Zoller, componente della “difesa mostruosa” che vinse il primo scudetto nerazzurro e Yenni, difensore svizzero di cui nessuno ha però presente la faccia o il nome di battesimo.
A centrocampo giocarono Fossati, capitano e allenatore, nonché primo interista a vestire la maglia della Nazionale italiana; Stebler, che dopo lo scudetto in nerazzurro tornò in patria e fece perdere le sue tracce; Capra, specializzato a segnare ai cugini del Milan: solo nel 1910, anno dello scudetto, gliene segnò tre all’andata e uno al ritorno; Payer, anche lui protagonista del primo scudetto, giocò solo tre anni e poi non si seppe più nulla di lui; e Peterly, arrivato all’Inter dal dall’FC Brùhl di San Gallo. L’attacco era invece composto da Schuler, autore di otto reti in 23 partite, tornò anche lui in Svizzera e si dedicò al commercio; e Aebi, di madre italiana e padre svizzero, fu il primo straniero a giocare in azzurro, sia con l’Inter che con il Milan. A fine carriera diventò arbitro.

Questo il tabellino della gara: 
18 ottobre 1908 – Campo della Giovannina, Chiasso (Cantonticino, Svizzera)
Milan – Internazionale 2-1
Marcatori: Lana (M), Forlano (M), Peyer (I).
Milan: Radice, Glaser, Sala; Bianchi, Steltzer, Meschia;  Lana,  Madler,  Forlano; Laich, Colombo.
Allenatore: Gerolamo Radice.
Internazionale: Campelli, Fonte, Zoller; Yenni, Fossati, Stebler; Capra, Peyer I, Peterly; Schuler, Aebi.
Allenatore: Virgilio Fossati.
Arbitro: Bollinger (Svizzera)
Spettatori e incasso: 2.000 circa per un incasso di 400 franchi svizzeri.
Note: Giocati due tempi da 25 minuti ciascuno

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Federica Sala

21 anni, studentessa di Linguaggi dei Media all'Università Cattolica di Milano. Esperta e amante di calcio, mi occupo del settore giovanile e dei social network.