Il sogno di tutti gli appassionati del mondo del tennis di vedere Roger Federer alzare un ultimo titolo nel suo prato verde preferito sembra proprio che rimarrà tale, “colpa” di un Novak Djokovic mostruoso in questo 2015, indiscusso numero uno del circuito che finora ha trionfato in tutti i tornei più importanti lasciando per strada solo il Roland Garros, sconfitto in finale da Wawrinka, e il Masters di Madrid dove non ha partecipato.
Il serbo conquista così il suo terzo titolo di Wimbledon superando chi ha fatto la storia non solo di questo torneo, ma di questo sport, con il risultato di 7-6, 6-7, 6-4, 6-3, imponendo come al solito la sua strapotenza fisica e psicologica, doti che al momento nessuno o quasi riesce a mettere in discussione.
Roger Federer arrivava alla finale con ottime sensazioni dopo la strepitosa prestazione in semifinale che gli ha consentito di eliminare Andy Murray in soli tre set, ma sapeva che con Novak Djokovic ripetersi poteva non bastare. Ma il primo sgambetto della partita lo dà proprio lo svizzero, quando nel sesto gioco toglie a zero il servizio all’avversario, ma Nole reagisce da campione e nel game successivo rimette il set in parità; set che andrà a decidersi al tie break: Roger qui gioca incredibilmente il suo più brutto game del torneo, non serve più la prima di servizio e in risposta non trova soluzione efficaci, così Djokovic si aggiudica il tie per 7 a 1.
Nel secondo set Federer sale di livello e mette in difficoltà il suo avversario con 6 ace, 24 vincenti e prima di servizio che entra per il 76% delle volte, ma il serbo ha sette vite e riesce a salvare tre palle break che gli consentono di arrivare di nuovo al tie break, dove succede di tutto: il tennista di Belgrado si porta presto sul 6-3 rischiando di ipotecare in anticipo la vittoria finale, cosa che non succede perchè Roger salva tutte le tre palle set giocando tre punti strepitosi; la lotteria si prolunga fino alla doppia cifra finchè lo svizzero strappa il mini-break e conquista il set point a sua disposizione mettendo a segno un’incredibile serve and volley su una seconda di servizio.
L’episodio che rompe l’equilibrio della partita arriva nel terzo game del terzo set, quando Federer concede una palla break e nel punto successivo spara oltre la linea di fondo un facile dritto su una palla senza peso che si trovava vicino alla rete. Djokovic gestisce così il vantaggio fino al 6-4 finale, resistendo anche alla pioggia che obbliga i due a una piccola pausa nel quinto gioco. L’ultimo set sembra un ingiusto e triste calvario obbligatorio per Roger Federer che, stanco e demotivato, si fa brekkare per due volte da Nole e quest’ultimo va così a conquistare il suo nono slam in carriera, terzo di Wimbledon. Il serbo accresce ulteriormente i suoi stratosferici numeri stagionali: terza finale giocata su tre nelle prove Slam, secondo titolo Slam dopo l’Australian Open di Gennaio e sesto titolo di questo 2015 contando anche i quattro trionfi Masters.









