Il calcio, checche se ne dica, non vive di soldi o bilanci, ma di passione, di grandi sfide, ma soprattutto di derby e in Sudamerica dove il calcio se possibile è vissuto con ancora più passione rispetto a noi, ci sono delle partite che non possono passare inosservate. Una di queste mitiche sfide è il derby de Avellaneda, tra il Racing e l’Independiente.
Questo è un derby di quartiere perchè Avellaneda è una delle periferie di Buenos Aires e la cosa impressionante è che i due stadi “si guardano”; sono a 500 m di distanza l’uno dall’altro. Queste due squadre sono rivali in tutto e per tutto, i tifosi si odiano letteralmente e non è consigliato essere li il giorno del derby.
Quest’odio sportivo ha una data d’inizio; il 1967, mentre il Racing sta per salire sul tetto del mondo vincendo l’Intercontinentale, i tifosi dell’Independiente si introducono nello stadio del Racing e seppelliscono le carcasse di sette gatti neri in giro per il campo.
Ebbene cosa c’è di strano? Bhe il Racing da allora non vincerà più un trofeo, nemmeno uno per 34 anni, andando incontro a sfortune difficilmente spiegabili dalla logica; mentre l’Independiente, l’odiato Independiente vincerà campionati su campionati, 5 Libertadores e costruirà pure un nuovo stadio.
I tifosi del Racing le provano tutte, organizzano messe nere, chiamano preti esorcisti, disboscano il campo alla ricerca di quei famigerati gatti, ma niente, non cambia niente. Dopo aver rischiato pure il fallimento nel 1999, nel 2001 torna a vincere finalmente un trofeo, ma da lì ancora niente. Ci sono momenti però nella vita di un tifoso per cui vale la pena aspettare anche 40 anni di sconfitte e derisioni, il 15 giugno 2013 infatti l’Independiente, la squadra tanto odiata, dopo 108 anni di storia gloriosa è retrocesso; per una volta sono stati i tifosi del Racing a scendere in piazza per deridere i tanto odiati rivali e urlare al mondo la loro gioia con quello grido segregato da quel lontano 1967.










