Con la 5a tappa il Giro d’Italia esce dalla Liguria: la corsa parte da LaSpezia percorrendo 152 km con arrivo sulla salita dell”Abetone, in provincia di Pistoia. Gli appassionati hanno negli occhi la splendida impresa di Davide Formolo; la maglia rosa intanto ha cambiato proprietario, Simon Clarke, ma non la nazionalità, finora sempre sulle spalle di un australiano, team, Orica GreenEdge, e nemmeno stanza, visto che Clarke e Matthews sono coinquilini d’albergo. La tappa vive nel ricordo del grande Gino Bartali e anticiperà, col primo arrivo in ascesa, qualche sorpresa della 98.a edizione della ‘corsa rosa’.
Trionfa il giovane Polanc ma dietro si accende una bagarre tra i campioni del Giro: Aru, terzo dietro a Chavanel, brucia Contador e Porte nella volata d’onore. Cambia il leader, la maglia rosa ora va al grande favorito Alberto Contador.
Come ieri, la fuga tarda una ventina di chilometri dal via prima di partire poi dal gruppone si stacca un quintetto: Domont (AG2R) Dillier (BMC), Chevanel (IAM), Polanc (Lampre), Tvetcov (Androni) ed è in questa sequenza che tagliano il primo GPM, quello di Foce Carpinelli al chilometro 71. Intanto l’italiano della Nippo Fantini, Alessandro Malaguti, prova con una coraggiosa azione solitaria, circa 65 km, a fare da collante tra i fuggitivi ed il gruppo. Il romagnolo, però, rimane sempre attardato con un tempo attorno al 1’40” e dopo il GPM viene riassorbito dal gruppo, trainato principalmente dalla Orica, che intanto prosegue la propria corsa mantenendo distanza: il cronometro si ferma ai 10′ quando viene ripreso l’uomo dell’ammiraglia di Cunego.
I cinque tagliano, ai -55 dall’arrivo, il traguardo volante di Barga con Tvetcov, davanti a Polanc e Chevanel ed un vantaggio di 11’05” sul gruppone; ma poche chilometri più tardi il rumeno dell’Androni rischia di compromettere la sua azione ‘andando lungo’ in una curva in discesa. Trova una via di fuga sterrata e abilmente, senza cadere, torna sull’asfalto per recuperare il piccolo distacco venutosi a creare dai compagni di fuga. Il 26enne, nativo di Chisinau in Moldavia ma di passaporto rumeno, giunge ancora prima al secondo traguardo volante, a Bagni di Lucca, davanti a Domont e Polanc; intanto la maglia rosa scende sotto i 10′ di ritardo quando mancano 35 km alla fine della tappa.
Quando mancano 32 km, Contador cambia la bicicletta per affrontare al meglio il duro finale di gara. Sette chilometri dopo comincia l’ultima salita con un distacco di 9′ tra i fuggitivi ed il gruppo: i primi prospettano una battaglia per il titolo della gara odierna, il plotone invece protegge i propri leader con il ‘Pistolero’ che rientra trainato da Tosatto, Aru si fa vedere in avanti mentre la Orica GreenEdge continua a tirare.
La salita comincia ‘ufficialmente’ ai -17,3 km coi fuggitivi (sempre Tvetcov, Polanc, Chevanel, Domont e Dillier) che fanno registrare un vantaggio di 5’30” sul gruppo della maglia rosa. Ai -13, Sylavin Chamal prova uno strappo che rivede i piani del gruppetto di testa: prima si stacca Tvetcov e poco dopo Domont. Intanto dal plotone prende vantaggio Andre Greipel (Lotto Soudal) che prova a recuperare i battistrada, distanti 4’20”.
Ai -9 Polanc (Lampre) ha preso un bel distacco dal duo Chavanel-Dillier e prova un’ultima azione che potrebbe risultare decisiva con 20″ di vantaggio. Intanto l’Astana accende il gruppo: dapprima si muove Rosa, poi Pirazzi (Bardiani) prova a contrattaccare ma viene ripreso da Landa Meana che ricuce lo strappo.
Intanto davanti, ai -6, il francese si scrolla lo svizzero di dosso mentre il ceco guadagna ancora e vola a 28″ di distacco.
Ai -5, Simon Clarke accusa la salita, perde terreno dal gruppo ed in poco tempo si trova indietro di 30″. Quando le speranze dell’Orica GreenEdge virano su Chaves, Contador (Tinkoff) si alza sui pedali: Aru (Astana) e Porte (Sky) escono allo scoperto e i tre riprendono Domont. Aru sembra in difficoltà ma, a sopresa, prova a dettare il passo ed è preziosissima la presenza di Landa Meana che si palesa ai -3,5.
Sotto il pallido sole che scalda l’Abetone, il 23enne della Lampre Jan Polanc conquista la prima salita del Giro. Intanto il poker d’assi raggiunge Dillier, staccandolo. Ai 300 metri Aru lancia volata e momenti prende la seconda la piazza, occupata da Chavanel. Quarto Contador, nuova maglia rosa, davanti a Porte.
Non possiamo ancora sapere chi vincerà il Giro d’Italia 2015 ma tra i depennati, al trionfo finale, c’è Rigoberto Uran che non ha saputo rispondere all’azione finale del terzetto perdendo altri 28″ dal ‘Pistolero’, nuovo leader della generale.
ORDINE D’ARRIVO:
1.o Jan Polanc (Lampre)
2.o Sylvain Chavanel (IAM) +1’31”
3.o Fabio Aru (Astana) s.t.
4.o Alberto Contador (Tinkoff) s.t.
5.o Richie Porte (Sky) s.t.
CLASSIFICA GENERALE:
1.o Alberto Contador (Tinkoff-Saxo)









