La pallavolo è uno sport per giganti, sia che si parli della femminile sia che si parli della maschile. Basta fare pochi semplici esempi: Dmitrij Muserskij 218 cm, Matthew Anderson 208 cm, Ivan Zaytsev 202 cm, Ekaterina Gamova 202 cm, Elisa Togut 192 cm, Paola Cardullo 162 cm.
No, non è un errore. Paola Cardullo è uno dei giganti della pallavolo mondiale non di certo per la sua altezza, ma per quella grinta e quella determinazione che l’hanno resa una leggenda in questo mondo. Questa piccolina, uno dei migliori liberi della storia, ha dimostrato che non servono i tanti centimetri per sfondare nella pallavolo. Quello che serve davvero è impegno, concentrazione e tanta, tanta forza di volontà, per riuscire a raggiungere gli obiettivi prefissati. Certo, anche un po’ di talento non guasta e, mettendo insieme tutti questi ingredienti, un libero impara addirittura a volare.
“Il ruolo del libero è molto complicato: è come stare su un palco, ma non essere visti da nessuno. Solo che sai che nel momento in cui tu sarai visto per un secondo, tu quel secondo non puoi assolutamente sbagliare.”
Ma da dove ha iniziato Pally Cardullo? Dalla squadra di Serie D della Pallavolo Omegna, la squadra della sua città di origine, nel lontano 1996. Il grande balzo, però, arriva qualche anno dopo. E’ la stagione 1999/2000 e Paola arriva a giocare in A2 nell’AGIL Trecate, quella che solo l’anno successivo, conquistata la massima Serie, diventerà Novara. E’ solo il primo anno di Serie A1, ma Novara raggiunge addirittura la finale scudetto, dove però perderà contro il Volley Bergamo. Il 13 giugno del 2001 la Cardullo debutta con la maglia della nazionale italiana contro gli Stati Uniti e conquista la medaglia d’argento al campionato europeo. E’ solo uno dei numerosi successi dell’azzurra. Infatti, nell’estate del 2002 non solo vince la medaglia d’oro al Campionato Mondiale in Germania, ma riceve anche il riconoscimento come miglior libero e non si ferma di certo qui. Successivamente sarà MVP al Wolrd Grand Prix 2003 e ancora una volta miglior libero ai Giochi Olimpici di Atene. Arrivano i successi anche con Novara: due Coppe CEV, una Coppa Italia, due Supercoppe italiane e una Coppa di Lega. Con la Nazionale, invece, vince due campionati europei consecutivi, una Coppa del Mondo, una Grand Champions Cup, diverse medaglie d’argento e di bronzo al World Grand Prix.
Una carriera incredibile, solcata da vittorie, momenti incredibili, ma anche periodi bui. Infatti, Pally Cardullo, nel corso degli anni, ha dovuto vedersela con molti infortuni, che l’hanno costretta lontana dal campo per molto tempo. L’ultimo, quello subito a Modena, l’ha addirittura obbligata a un’operazione al crociato. Ma lei non si è mai buttata giù ed è sempre tornata più forte di prima a riprendersi il posto in campo che le appartiene, tanto che adesso può giocarsi la semifinale dei Playoff scudetto di questa stagione. Perché è questa la qualità migliore dei liberi: loro sanno cadere e rialzarsi meglio degli altri.









