Dopo il successo dell‘articolo in cui abbiamo raccontato la sua storia, la redazione di Lo Sport 24 ha intervistato in esclusiva Pierre Pepper, il prete pugile irlandese. Jalapeño, come si fa chiamare il prelato di Banagher, ci ha parlato della notorietà raggiunta, dei suoi piani futuri e dell’inusuale connubio tra boxe e Chiesa. Ovviamente, non sono mancate curiosità e divertenti aneddoti.
1) Possono religione e boxe convivere? Ci sono dei valori in comune tra cattolicesimo e boxe?
Nel cattolicesimo, se ti sono stati donati dei talenti, finchè li usi in maniera responsabile non c’è nessun problema. Con la boxe succede lo stesso, sempre che l’intenzione sia quella di dare il tuo meglio e rispettare il tuo avversario. Come nel pugilato, per avere una vita sinceramente cristiana c’è bisogno di disciplina, impegno e fiducia nei tuoi maestri. Il fallimento fa parte della vita, ma rialzarsi è quello che fa di una persona un pugile e un buon cristiano.
2)Tu e il tuo match siete diventati famosi in tutto il mondo. Te lo aspettavi?
La risposta del web mi ha colto di sorpresa. Un incontro di boxe in un piccolo paese irlandese che diventa famoso e fa il giro del mondo… Ma non bisogna esaltarsi troppo, la celebrità passerà tanto velocemente come è arrivata. Fa comunque piacere, ovviamente, avere qualcosa di nuovo di cui parlare e sorridere.
3)Ti ha contattato qualcuno dal mondo della boxe?
No, non ancora. Non penso che il mio standard di boxe abbia raggiunto un livello così alto. Ma se ci fosse qualcuno interessato lì fuori è liberissimo di scrivermi.
4) Hai in programma di tornare sul ring nei prossimi mesi?
Sto vedendo se c’è la possibilità di avere qualche altro incontro. Un po’ di gente s’è detta interessata a salire sul ring contro di me. Vedrò, mi piace la sfida di migliorarmi di volta in volta.
5) Ti sei allenato 5 volte a settimana. Come ha influito questo sulla tua vita da prete?
Mi allenavo 5 volte a settimana sul ring e in palestra. È importante impegnarsi al massimo in ogni cosa che si fa. L’allenamento faceva da contorno alla mia vita da prete, che viene logicamente prima di tutto. Questo, a volte, significava alzarsi presto la mattina o andare a letto tardi la sera. Mi sono stati vicini tutti, giovani e anziani, per aiutarmi: è stato grandioso. Le prime volte erano un po’ insicuri e imbarazzati nel colpire un prete, ma quest’atteggiamento è cambiato quando ho cominciato a colpirli io.
6)Come è stata la messa il giorno dopo il match?
Mi sono alzato alle 6.30 per le preghiere e la messa. Quella mattina c’era qualche sorrisetto, anche perchè era la festa della mamma (in Irlanda è la quarta domenica di Quaresima, e quest’anno è caduta il 15 Marzo, ndr) e ho fatto un sermone su come siamo chiamati ad amare, eccetera. Dopo la funzione, molti mi hanno detto: ‘Ieri sera non hai mostrato molto amore sul ring’.
La redazione di LoSport24 ci tiene a ringraziare la disponibilità e la simpatia dimostrata da Pierre Pepper. Rivolgiamo a lui i migliori auguri per la sua opera religiosa e, chissà, anche per un futuro sul ring.
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