Il una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport nel giorno del suo 55° compleanno Pierluigi Collina parla di quanto siano necessarie alcune modifiche regolamentari come le regole del fuorigioco, il fallo di mano e la tripla sanzione.
L’ex fischietto (in campo dal 1988 al 2005, ha diretto la finale dei Mondiali 2002) adesso è un designatore Uefa e in questa intervista affronta le tante problematiche arbitrali che siamo abituati a vedere ogni domenica sul campo e nel post partita.
Collina commenta così l’utilizzo del giudice di porta: “Non sono stati pensati in funzione dei gol fantasma, sarebbe stato poco comprensibile aggiungere due arbitri con lo scopo di attendere un evento che statisticamente ha numeri bassissimi nell’arco di una stagione. La tecnologia sul gol-non gol e gli addizionali non sono incompatibili. Hanno obiettivi diversi e quindi possono essere utilizzati insieme. Ovviamente deve essere considerato il rapporto costo/benefici“.
Per quanto riguarda la tanto richiesta moviola in campo per la segnalazione del fuorigioco, l’ex arbitro commenta:”L’Ifab l’anno scorso aveva detto no a qualunque ulteriore discussione. Adesso invece ne riparleranno. Non si può chiedere a un assistente di valutare i centimetri. Non è un compito da essere umani. Nello stesso tempo è un paradosso chiedere di accettare l’errore perché la valutazione è impossibile da fare. Credo che qualcuno debba al più presto mettere mano alla questione, trovando un diverso equilibrio alla regola“.
Dovrebbero cambiare anche le regole previste per il fallo di mano: “È l’unica regola a prevedere la punibilità solo in caso di gesto volontario. Le complicazioni arrivano perché si è cercato di codificarla attraverso una serie di fattori andando molto oltre il significato letterale del termine. Esiste una notevole differenza tra quello che vede un arbitro in diretta e quello mostrato in tv: rallentando le immagini si altera la percezione e quasi tutti i tocchi di mano sembrano volontari“.
Collina commenta poi anche la tripla sanzione: “L’Ifab a fine febbraio darà una risposta alle obiezioni avanzate da più parti, direi dalla quasi totalità del mondo del calcio che ritiene rigore più rosso e squalifica una punizione eccessiva. Bisogna ricordarsi che l’obiettivo era punire chi volontariamente, e magari senza possibilità di giocare il pallone, commetteva fallo per impedire a un avversario di andare verso la porta avversaria con la possibilità di segnare una rete. Ora siamo andati oltre: è punito anche chi in modo onesto cerca di giocare il pallone, ma arriva un attimo dopo sulla palla. Il nostro auspicio è che l’Ifab autorizzi una sperimentazione, magari in Champions, permettendo agli arbitri di dare il rosso solo a chi all’interno dell’area di rigore si disinteressa del pallone“.
Si parla poi della probabile introduzione di un terzo cartellino, oltre a quelli giallo e rosso già presenti nel taschino del direttore di gara: “Può essere una novità interessante il cartellino bianco, almeno a giudicare dai risultati ottenuti a livello giovanile. Certo, dovrà essere testato in un campionato più importante, ma trovo giusto per il calcio cercare di dare una immagine di correttezza e fair play. Le simulazioni e le proteste sono diseducative anche per i ragazzi che guardano le gare“.
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