Una batosta che può servire a far crescere un movimento. La Mens Sana Siena 1871, lo scorso luglio, è nata dalle ceneri della gloriosa Montepaschi che ha dominato in Italia nell’ultimo decennio, prima di fallire come tante altre “scudettate” del passato.
Dopo la finale di Lega A persa solo a gara 7 contro Milano, Siena è dovuta ripartire da zero. A prenderne le redini sono stati il presidente Piero Ricci e il DS Lorenzo Marruganti, i quali hanno creato un progetto valido che ha convinto il Consiglio Federale FIP. La fascia di capitano è stata consegnata al 40enne Roberto “Ghiaccio” Chiacig, ex nazionale e campione d’Italia proprio con Siena nella stagione 2003-2004, mentre la guida della squadra è stata affidata al giovane coach 27enne Mecacci.
Ricominciare dalla DNB però non è stato semplice per nessuno, né per i tifosi, né per la città, e nemmeno per tutti gli appassionati di basket. Non vedere nella massima serie una realtà così attiva come Siena, è stata solo un’ulteriore colpo al fragile sistema cestistico nazionale, che ha vissuto più volte in passato il fallimento di società prestigiose: la prima vittima illustre fu Venezia nel 1996, seguita da Caserta nel 1998, la Virtus Bologna, 15 volte campione d’Italia, nel 2003, la Scavolini Pesaro nel 2005, la Fortitudo Bologna nel 2009, e la quale oggi milita nella DNB, e infine Treviso che dal 2012, per decisione della famiglia Benetton, si è ritirata dai professionisti, mantenendo solo il settore giovanile.
A salvarsi dal duro destino che sembra incomba su tutte le squadre di vertice del campionato italiano, sono state solo Cantù, Roma e Milano. Ma il fallimento di Siena è stato probabilmente il più duro da digerire, perché seguiva un periodo florido a livello sportivo della città senese, non solo nella pallacanestro.
Per fortuna non tutto vien per nuocere. La nuova società a riportato il sorriso in Toscana, grazie a un progetto in continua evoluzione che ha permesso una campagna abbonamenti da record per la categoria, con la sottoscrizione di oltre 2000 fedelissimi. Questo boom non ha sortito un effetto positivo solo a Siena, ma anche in tutta la LNP (Lega Nazionale Pallacanestro ndr).
Nella gara contro Torino, qualche settimana fa, si sono raggiunti i 3000 spettatori, e nonostante la sconfitta, la società piemontese ha ringraziato i dirigenti della Mens Sana Siena per il “trattamento da Lega A ricevuto al PalaEstra“.
Ma la società toscana è andata oltre, proponendo altre iniziative che potrebbero essere presenti già nelle prossime sfide, come partite di minibasket prima di ogni partita, insieme ad amichevoli con le giovanili avversarie, l’inserimento di un responsabile dei rapporti con la tifoseria (come nella UEFA calcistica), e un piano di sicurezza per portare senza problemi il gruppo di sostenitori senesi in trasferta.
Proprio questo è stato il maggior problema riscontrato nelle ultime settimane, con i biancoverdi che si sono visti vietare la trasferta a Varese, e i quali rischiano la presenza anche a Livorno, a causa di inadempimenti del palazzetto.
In seguito a queste vicissitudini, il presidente di Siena, Piero Ricci, ha tenuto a precisare che “la Mens Sana e il suo pubblico devono essere una risorsa per tutto il movimento” e a seguirlo a ruota è stato il direttore generale della LNP, Coldebella, che ha dichiarato “Avere valori, iniziative e proposte da condividere con le altre partecipanti della DNB è un vero fattore aggregante“.
Sperando che questo venga percepito da tutte le società per portare il basket, una volta per tutte, al livello che merita.









